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I Giorni dell'Abbandono

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Voto 4,45

 

la locandina

Genere

Drammatico

Titolo Originale

I Giorni dell'Abbandono

Nazionalità

Italia

Anno

2005

Durata

1 h, 36'
 

Regia

Roberto Faenza

Interpreti

Margherita Buy, Luca Zingaretti, Goran Bregovic, Alessia Goria

Ecco uno dei film che mettono in mostra tutti i limiti del nostro cinema: storie eccessivamente "casalinghe" (che difficilmente superano i confini nazionali), sceneggiature piuttosto miserelle e senza troppe pretese che in genere raccontano di rapporti affettivi che vanno in frantumi e di donne disperate che, abbandonate dall'amato, sono costrette a cavarsela da sole; storie che sembrano fatte apposta per mettere in evidenza la bravura delle nostre attrici nel rappresentare le crisi di nervi, l'afflizione e la delusione per il colpo ricevuto, ... . Margherita Buy, in effetti, si dimostra veramente brava, ma le qualità de "I Giorni dell'Abbandono" sono limitate a ciò. Zingaretti, l'eccellente interprete dello splendido "Alla Luce del Sole", certo anche qui non è male, ma lo spazio che la sceneggiatura riserva al suo personaggio è estremamente ridotto.

La donna protagonista ha due figlie ed un marito tanto dolce, tutto casa e lavoro (quasi): una classica famiglia tranquilla nella propria quotidiana routine di tutti i giorni. Routine che viene spezzata una sera in cui il marito dice alla donna che vuole prendersi una pausa per stare da solo e riflettere. Se ne va di casa e torna solo ogni tanto per trovare i figli. Consigliata da un'amica, alla moglie (un po' tarda di comprendonio) viene in mente di chiedere: "Come si chiama il "vuoto" di cui parli?" e il maritino: "... è vero, c'è un'altra".

Comincia così la classica serie di conflitti, la tipica rabbia della moglie abbandonata che deve cavarsela da sola e che cerca consolazione e vendetta in una fugace avventura con un vicino di casa improbabile che gira sempre con uno strumento in mano: che gran personaggio! era proprio necessario coinvolgere un compositore bravo come Goran Bregovic per una parte del genere? E il finale sdolcinato e di una forzatura tanto evidente, insopportabile, pare riflettersi negli occhi ridicolmente sbigottiti della Buy. Come è stato possibile arrivare a realizzare un film così insulso? La poesia e il pathos che si vorrebbe creare sono insopportabilmente finti. Viva le "americanate"!

Ideale per...

Donne abbandonate dall'amato. Dopo l'irrealistica reazione a sangue freddo la protagonista si lascia andare a tutta la rabbia repressa. E non ne ha più (di affetto) nemmeno per i poveri figli.

La scena topica

Il finale a teatro... come raccontarlo senza svelarlo? Meglio lasciare perdere ed evitare di svelare come si conclude il film. Banalmente, è ovvio.

 

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