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| La Trama |
di Daniele Toninelli |
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Nel museo del Louvre, a Parigi, uno studioso viene inseguito ed ucciso da un
monaco, Salas (Paul Bettany), che cerca di estorcergli un segreto che sarebbe in
grado di minare le radici su cui si fonda la Chiesa Cattolica. Per indagare
sull'omicidio dell'uomo vengono interpellati una crittografa (Audrey Tautou) e
uno studioso americano esperto in simbologia (Tom Hanks).
I due investigatori si accorgono subito che lo studioso del Louvre appena ucciso
ha lasciato una serie di segni misteriosi che sembrano condurre verso una ben
precisa direzione. Cominciano a decifrare alcuni di questi segni, mettendosi
sulle tracce di misteri che si riveleranno piuttosto pericolosi. Inseguiti dalla
polizia saranno costretti a rifugiarsi da un amico della studioso americano (Ian
McKellen) che li aiuterà nella fuga e nella ricerca di uno dei simboli del
cristianesimo.
| Secondo me… (la recensione) |
di Daniele Toninelli |
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Non fosse
infarcito di tante improbabili, spesso ridicole ed assurde ipotesi,
"Il Codice da Vinci" forse potrebbe essere anche una storia affascinante. Il
film diretto da Ron Howard è tratto dal celeberrimo ed omonimo romanzo di Dan
Brown, successo mondiale degli ultimi anni, che ha spopolato nelle classifiche
dei libri più letti in tutto il mondo. Forse l'errore, anche quello commesso
dalla Chiesa Cattolica, è stato quello di prendere per vere certe premesse che
sono alla base della trama di quello che è un semplice romanzo, che quindi pone
le proprie basi sulla fantasia dell'autore. Tutto il baccano, le polemiche e gli
anatemi che la stessa Chiesa Cattolica ha fatto attorno al volume e al film alla
fine mi pare sia servito solo a fargli pubblicità. Ma mi pare anche giusto e
doveroso che la Chiesa cerchi di proteggere le basi del proprio credo.
Lasciamo perdere le questioni teologiche
e veniamo a quello che qui ci interessa: il film "Il Codice da Vinci".
Questa pellicola è stata lanciata come l'avvenimento cinematografico della
stagione, il film più atteso dell'anno. Ma, a giudicare da quanto è riuscito a
fare Ron Howard, mi pare che il prodotto finale sia molto inferiore alle
aspettative e a tutta la pubblicità che è stata fatta all'operazione.
Non sempre la trama è avvincente: capita, anche se di rado, di sbadigliare e la
tensione narrativa qua e là latita. Questo, per un thriller, è un forte
handicap. E poi alcuni passaggi-chiave della storia (scoprirete di chi sarebbe
discendente il personaggio interpretato dalla Tautou...) risultano comunque
ridicoli e suscitano risatine di scherno. Colpi di scena degni di questo nome:
zero.
Nulla da eccepire, invece, per quanto riguarda la bravura degli interpreti.
Tam Hanks, nei panni dello studioso esperto di simboli, si riconferma un attore
di razza. Qui, però, forse la figura migliore la fanno Ian McKellen e Paul
Bettany. Il primo (già visto nei panni di Gandalf nella trilogia de "Il
Signore degli Anelli", prossimamente sugli schermi con "X-Men: Conflitto
finale") interpreta il ricco ed eccentrico lord che
aiuta i due fuggitivi a seguire la strada che mano a mano si svela grazie ad
indizi, messaggi in codice, mappe nascoste...; il personaggio è il giusto mix di
ironia, arguzia, furbizia e ambiguità. Paul Bettany è ancora una volta la
riconferma di un talentuoso attore, che ha già dato diverse prove di eccellenti
doti: oltre ad essere stato l'amico di Russel Crowe in "Master & Commander -
Sfida ai confini del mare" aveva avuto occasione di collaborare con Ron
Howard, sempre al fianco di Crowe, nel multipremiato (agli Oscar) "A
Beautiful Mind".
Anche dal punto di
vista tecnico, nulla da eccepire. Il dispiego di mezzi si vede tutto. Perfette
sono le location (Parigi e Londra sono sempre due città affascinanti da
vedere, anche solo sullo sfondo, su grande schermo) e gli effetti speciali
danno il loro valido contributo, anche se è evidente qualche debito (in termini
di soluzioni narrative) nei confronti di "A Beautiful Mind" (che ritengo,
comunque, nettamente migliore). Ho particolarmente apprezzato la ricostruzione
delle scene ambientate nel passato (anche molto remoto) e l'uso di immagini
sfuocate o in dissolvenza sullo sfondo dei due protagonisti.
Come dicevo, però,
non tutto è perfetto. La sceneggiatura forse non rende giustizia alla tensione
narrativa del romanzo, in alcuni punti sembra rallentare eccessivamente il ritmo
della vicenda. E se la retorica di Howard era perfetta in un bellissimo
film come "Cinderella Man", non si sposa per nulla con un thriller come
dovrebbe essere "Il Codice da Vinci", risulta parecchio fastidiosa, non
essendo nè al servizio del lavoro degli interpreti, nè di aiuto al ritmo della
narrazione o al coinvolgimento emotivo dello spettatore.
"Il Codice da Vinci", a parte qualche evidente difetto, resta però un film più che discreto. Ma da qui ad essere veramente l'evento dell'anno od una pellicola indimenticabile che resterà nella storia del cinema ne passa di differenza. E comunque, se volete partire alla ricerca del Santo Graal, Indiana Jones è proprio tutta un'altra cosa! Mille volte meglio (d'obbligo rivedersi "Indiana Jones e l'Ultima Crociata", meno oscuro ma molto molto molto più divertente ed ironico).
Daniele Toninelli
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Movie Maniac Parade |
Ciak |
Corriere della Sera |
International Movie Data Base |
INCASSI(USA / Italia) |
| 7,35 /
10
Bello |
*** / 5 Interessante |
6,20 / 10 |
Da Record / Da Record |
| Le Date |
uscita, visione, pubblicazione scheda, ... |
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Uscita del Film |
Visione del Film |
Luogo Visione |
Pubblicazione Scheda |
Ultimo Aggiornamento |
|
19 - 05 - 2006 |
19 - 05 - 2006 |
Arcadia (Melzo) Sala Energia |
20 - 05 - 2006 |
09 - 07 - 2006 |
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i commenti dei visitatori di Movie Maniac |
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| Nickname | - | Data | 07-06-2006 |
| Commento |
a mio giudizio il film è
discreto, non è paragonabile con il libro, forse un pò più di musica come
contorno specialmente durante la spiegazione del segreto dell'ultima cena
avrebbe reso molto più cruente il contorno, musica che rende spettacolare
e da brividi il finale. |
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