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Piergiorgio Ravasio |
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| Scheda tecnica | ||
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Il Colore del Crimine |
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Regia |
Joe Roth | |
Genere |
Poliziesco | |
Anno |
2006 | |
Nazionalità |
USA | |
Interpreti |
Samuel L. Jackson, Julianne Moore, Edie Falco | |
Titolo Originale |
Freedomland | |
Durata |
1 h, 56 ' | |
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di Piergiorgio Ravasio
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14-7-2006 |
6-7-2006 |
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| La Trama / L'Opinione |
di Piergiorgio Ravasio |
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Tratto dal romanzo di Richard Price "Freedomland" (pubblicato nel 1998
con un grande successo di pubblico), Il colore del crimine, partendo da
un banale caso di furto d'auto, approda a sviluppi molto più dolorosi
quali la sparizione di un bambino e i conflitti sociali legati agli equilibri di
due comunità.
Al pronto soccorso di un ospedale giunge, sanguinante, Brenda Martin (Julianne Moore): una giovane donna che vive in una zona al confine tra i quartieri popolari di Dempsy (abitati in prevalenza da afroamericani) e la cittadina di Gannon (un sobborgo residenziale per operai bianchi). Alla polizia racconta di essere stata aggredita e minacciata da un uomo che, con forza, l'ha trascinata fuori dalla sua auto abbandonandola ferita nel mezzo della notte e privandola della sua auto. La versione dei fatti non convince a fondo il poliziotto Council (Samuel Jackson) che, dopo alcune ore di incessanti domande, scopre dalla donna che sul sedile posteriore dell'auto dormiva il figlioletto di quattro anni.
Il peggior incubo degli abitanti di Gannon sta per concretizzarsi: qualcuno delle case popolari ha rapito uno di loro. Ma soprattutto l'ostilità latente tra le due comunità rischia di degenerare in un violento conflitto. Anche Council è afroamericano ed è un pilastro per la sua comunità; molto amato e rispettato dagli abitanti del posto dove è avvenuto il furto d'auto. Scoprire il colpevole lo metterà parecchio sotto pressione. La sua posizione è alquanto difficile: proteggere la gente degli alloggi popolari e nel contempo non può opporsi al lavoro di altri colleghi. Come se non bastasse vive anche il tormento personale di un figlio in prigione. La vicenda di un bambino bianco scomparso e un presunto rapitore nero finisce presto sotto una fortissima pressione dei media e lo scontro razziale viene alla luce non appena la polizia fa irruzione nel territorio di competenza di Council arrestando ogni possibile sospetto.
Notevole l'interpretazione della Moore che ha ben rappresentato il ruolo di una donna dal passato poco limpido (scuola abbandonata, giri di droga); convinta che la gente non la noti o non si preoccupi per lei a meno che non faccia qualcosa di sbagliato. La maternità le cambia profondamente la vita: il figlioletto, che necessariamente deve dipendere da lei, in un certo senso la aiuta a crescere: la fa diventare donna e la rende l'unica ragione di vita.
Il colore del crimine è un film con un buon ritmo e una trama intensa ed altamente emotiva; racconta una storia che va al di là del puro svago e affronta temi che riguardano tutti noi: dal razzismo, allo scontro sociale, alla salute mentale, per non parlare dell'analisi dei rapporti padre/figlio, fratello/sorella e in generale tra individui di una comunità. La solidarietà è un valore importante ed è bello vedere come una intera comunità possa lavorare con tanta energia positiva per uno scopo comune, concentrandosi su ciò che rende simili anzichè sulle differenze. E a questo film va anche il merito di ricordarci che non è mai troppo tardi per cambiare, in meglio, la propria vita.
Piergiorgio Ravasio
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