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Settembre 2003 |
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Se non vuoi anticipazioni sulla trama NON LEGGERE le parti SCRITTE IN BLU.
Una coppia di furfanti (Cage e Rockwell), esperti in truffe telefoniche (e non
solo...), sono all'opera con l'ennesima truffa, quando uno
dei due (Nicolas Cage) scopre di avere una figlia (Lohman) e decide di ospitarla
in casa propria. Le difficoltà non saranno poche, dato che il padre è nevrotico,
pieno di manie ossessive, spesso ha crisi che lo portano a ripulire da cima a
fondo il proprio appartamento, è un maniaco della pulizia, vede regolarmente uno
psichiatra e dipende completamente dalle sue pillole. La situazione sembra un
po' migliorare con la presenza della disordinatissima figlia, tanto che il padre
decide di coinvolgerla in qualche colpo innocente per "insegnargli il mestiere".
Il furfante è quasi redento e decide di fare il suo ultimo colpo, un colpo
milionario, ma...
Cominciamo dal tanto "amato" Nicolas Cage. Spesso ci si può facilmente
scagliare contro la sua inespressività dominante ("Fuori in 60 Secondi"),
qui la cosa risulta un po' più difficile. Non è che la situazione migliori
moltissimo, ma Cage viene aiutato notevolmente da una sceneggiatura
particolarmente brillante e ben congegnata, da una regia esperta, e anche dalle
scelte del direttore della fotografia. Ma guardate bene la sua faccia quando fa
lo schizofrenico. Se non fosse per il barcollamento e gli stacchi della camera,
il suo essere schizofrenico si limiterebbe esclusivamente a strizzare gli occhi,
e non è che queste semplici smorfie siano gran cosa. Oppure si distingue solo
per ciò che fa, per i suoi tic, ma sicuramente non per come interpreta il
personaggio. Il confronto con Nicholson (il personaggio di Cage rimanda
immediatamente al protagonista di "Qualcosa è cambiato") è schiacciante.
Al contrario, Sam Rockwell, conferma il proprio spessore di ottimo attore
(dopo l'eccellente prova in "Confessioni di una Mente Pericolosa" di
Clooney) e, quando è presente in scena con Cage, non fatica ad attirare su di se
tutta l'attenzione del pubblico. Anche la giovane Alison Lohman se la cava poi
molto bene.
Il film risulta
comunque essere in definitiva piacevole, il meccanismo delle truffe e
contro-truffe su cui la vicenda è costruita è perfetto. Non si ha una trama
confusa come nella prima parte di "Confidence", e i colpi di scena sono
meglio orchestrati e meno prevedibili di quelli di "The Italian Job". Ma
rispetto a questi due ultimi film appena usciti, manca sia il lato poliziesco
del primo che la componente azione-spettacolare del secondo. Ridley
Scott
torna ad utilizzare uno stile più soft (come fatto da Spielberg con
"Prova a Prendermi"), abbandonando per una volta i ritmi sincopati e
"invadenti" dei suoi film d'azione e puntando tutto sui toni da commedia. Alla
fine, però, si tratta di sorrisi e non ho trovato la pellicola "esilarante" come
molti critici hanno scritto.
Ormai i truffa-movie stanno crescendo come funghi. I risultati finora (dagli ottimi "Ocean's Eleven" e "Prova a Prendermi" ai discreti "Confidence" e " The Italian Job") sono stati buoni, ma con questo eccesso di offerta non si rischia di inflazionare velocemente il genere? Urge che le case produttrici si prendano una pausa prima di incappare in qualche flop dovuto alla stanchezza del pubblico.
Daniele T.
Movie Maniac Parade |
Ciak |
Corriere della Sera |
International Movie Data Base |
INCASSI(USA / Italia) |
| 7,70 /
10
Bello |
*** / 5 Interessante |
7,40 / 10 | Medi / Medi |
Uscita del Film |
Visione del Film |
Pubblicaz. Scheda |
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