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L'Ospite: |
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Elena Scaccabarozzi |
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di Elena S.
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Secondo me…
di Elena Scaccabarozzi
Quando ho guardato l'ora alla fine del film non potevo credere che fossero passate più di tre ore dal momento in cui si erano spente le luci; il tempo è letteralmente volato e quasi nemmeno mi ricordavo di essere a Melzo, seduta su una poltrona, anziché nella Terra di Mezzo!
Era da circa un anno che aspettavo di vedere "Il ritorno del Re" (ovvero da quando avevo visto "Le Due Torri") e ora che l'ho visto la realtà ha superato qualsiasi aspettativa.
Il film è davvero fantastico, non solo riproduce fedelmente le atmosfere e le ambientazioni che ci si immagina leggendo il libro, ma catapulta lo spettatore dentro ai paesaggi, dentro alle battaglie, su per il Monte Fato. Più di una volta mi sono sentita direttamente coinvolta nella pellicola (ad esempio mi girava quasi la testa mentre Frodo e Sam si arrampicavano su per la scala segreta che li avrebbe portati alla tana del ragno Shelob) e, per così dire, agitata nell'assistere alle epiche battaglie.
Già si gridava al capolavoro dopo la
realizzazione della battaglia al fosso di Helm, ma (posso dirlo?) quella era un
giocattolino a confronto di quanto si vede a Minas Thirit! Un esempio per tutti:
l'arrivo dell'esercito dei
Morti, semplicemente "da brivido"!
E poi dove mettiamo la planata sui
monti dove a uno a uno si accendono i segnali di richiamo da Condor per Rhoan?
Simbolicamente si accendevano a una a una le luci della speranza, al di sopra
delle nuvole più fitte, sui
ghiacciai quasi irraggiungibili, a sostegno della solidarietà tra i due popoli.
Ultima perla: la città di Minas
Thirit. Ma vi immaginate se esistesse veramente un posto così?
Elena S.
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