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Piergiorgio Ravasio |
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di Piergiorgio Ravasio
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| La Trama / L'Opinione |
di Piergiorgio Ravasio |
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Il regista Spike Lee, con questa sua nuova pellicola, ci introduce nel variopinto mondo della finanza bancaria. Certamente non per proporre nuove convenzioni per i rapporti di conto corrente, quanto per prospettarci allettanti modalità di prelievo contante che vadano oltre al tradizionale bancomat.
La giornata lavorativa, per i dipendenti di un'agenzia di New York, pare cominciare con i modi e i ritmi dell'ordinaria quotidianità. Tuttavia, all'interno dei locali, opportunamente mascherati da disinvolti imbianchini, un gruppo di rapinatori è già all'opera nel mettere fuori uso le telecamere che riprendono la frenetica giornata di tanti clienti dai minuti contati e dalle code che sembrano non finire mai. Nel giro di poco tempo il regista fa piombare lo spettatore nell'incubo degli ostaggi minacciati, scaraventati a terra e costretti ad indossare le stesse tute e maschere usate dai rapinatori. Si comprende subito che la rapina è stata studiata nei minimi dettagli. Tant'è vero che i due poliziotti (Denzel Washington e Willem Dafoe) finiranno per inseguire particolari che li svieranno nelle loro indagini.
Dopo un inizio film dalle tipiche atmosfere da rapinatori
di assalto, ci si trova catapultati in un mondo di intrecci politici, personali
e imprenditoriali. La comparsa di un insolito agente segreto (Jodie Foster), che
esigerà di parlare a quattr'occhi con il capo dei rapinatori, insinuerà nella
mente del poliziotto Denzel Washington che qualcosa di molto più importante si
cela dietro ad una semplice rapina. All'interno della banca, infatti, qualcuno
sembra più interessato ad altro che sottrarre della semplice valuta.
Il duro lavoro di tanti uomini che,
quotidianamente, mettono a repentaglio la propria vita; impegnati con le proprie
forze a far trionfare la legalità sulla corruzione, la giustizia sulla
disonestà, la possibilità di un mondo migliore su quello dominato dalla cieca e
bieca violenza. Un'impresa a volte ardua se si considera la dilagante mentalità
delle giovani generazioni rappresentate, nel film, dal ragazzino nero che, pur
in situazione di ostaggio, applaude ai suoi segregatori augurando loro di
recuperare un cospicuo bottino.
Un elogio per l'interpretazione, oltre agli attori già citati, va rivolto anche al capo dei malviventi: un convincente Clive Owen determinato più che mai nel suo intento di rivangare il passato di certi illustri personaggi.
Nota positiva anche la scelta registica di condire molti dialoghi con una forma di ironia e comicità che non guasta per nulla la suspence di questo bel thriller, appassionante e coinvolgente al punto giusto.
Il tutto alternato dai vari flash-back, in bianco e nero, durante i quali la polizia cerca di disegnare i profili psicologici (a volte in modo divertente) di coloro che, da ladri, diventano ostaggi per poi tornare ladri
Piergiorgio Ravasio
Vedi anche la Pillola di Daniele T.
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