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Jarhead |
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| Voto | 8,55 | |
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la locandina
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Genere |
Guerra | |
Titolo Originale |
Jarhead | ||
Nazionalità |
USA | ||
Anno |
2005 | ||
Durata |
2 h, 03' |
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Regia |
Sam Mendes | ||
Personaggi |
Jake Gyllenhaal, Jamie Foxx | ||
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Anthony Swofford è un giovane che decide di arruolarsi nei marines. L'addestramento è molto duro, ma Anthony è uno dei pochi che riesce a resistere diventando così un tiratore scelto che verrà inviato a combattere la "guerra nel golfo". Li il combattente sogna di vedersi realizzato mettendo a segno qualche colpo, ma l'attesa dell'inizio dei combattimenti è più logorante di ogni altra cosa. "Jarhead" si è rivelato un'autentica sorpresa. Un film veramente bello. Il cast, molto bene assortito, già prometteva bene. Ed in effetti il film è la conferma del talento di attori del calibro di Jamie Foxx (già premio Oscar per "Ray"), Jake Gyllenhaal (futuro Oscar, chissà?, per "Brokeback Mountain"), Peter Sarsgaard e tanti altri. Un ottimo lavoro di gruppo, ma Foxx e Gyllenhaal ovviamente catalizzano l'attenzione, si impegnano a dovere e dimostrano di saperci fare. Il regista Sam Mendes va in profondità, scavando nella psicologia di soldati addestrati per uccidere che, sbattuti nel deserto all'epoca dell'operazione Desert Storm, si trovano faccia a faccia con il nulla, la noia, la frustrazione, la sensazione di sentirsi inutili ed abbandonati dal mondo; e con una propaganda che vorrebbe mostrare tutto il contrario. Un profondo quadro psicologico di una situazione in cui non vedi l'ora di trovarti di fronte al nemico, di potergli sparare. Ci sono scene molto forti, piene di tensione (un fucile puntato alla tempia di un compagno...) altre magnifiche (fotografia, luci, colori perfette: basta citare le sequenze ambientate vicino ai pozzi di petrolio incendiati). Un lavoro molto accurato che crea immagini di un impatto straordinario, quadri la cui bellezza contrasta decisamente col drammatico contesto. In "Jarhead" c'è, nonostante manchino veri combattimenti, tutta la guerra nella sua crudezza e tutte le conseguenze che la guerra scava indelebilmente nei soldati che l'anno combattuta. Ma anche tutta la pazzia, la irragionevolezza di chi, addestrato ad uccidere, non si chiede più nemmeno se sia giusto o sbagliato. Aspetta solo che una scarica di fucile, un cervello schizzato via da un cranio sia la tanto attesa valvola di sfogo per una attesa e una tensione che si sono prolungate troppo a lungo.
PS: Considerazione a margine. Venerdì, primo spettacolo in Sala Energia all'Arcadia di Melzo, giorno di uscita del film. Eravamo in 19. Su 630 posti. che cosa sconfortante. Ma dove è finito il pubblico che ama il cinema? Che fine ha fatto? Possibile che si esca in massa solo a Natale o per vedere schifezze come "Natale a Miami"? Possibile che nessuno metta il naso fuori casa per vedere film interessanti come "Jarhead"? Siamo proprio messi male. | |||
| Ideale per... |
Farsi un'idea di come si può vivere al fronte, nelle guerre del giorno d'oggi, di come possa rivelarsi indelebile una esperienza del genere e di come l'addestramento militare possa essere efficace nel fare il lavaggio del cervello alle persone. | ||
| La scena topica |
Anthony, in un raptus di follia per essere stato punito per un guaio combinato da altri durante un suo turno di guardia, punta il proprio fucile alla testa di un compagno di squadra. | ||