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Aprile 2004 |
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Se non vuoi anticipazioni sulla trama NON LEGGERE le parti SCRITTE IN BLU.
Durante le prove di un matrimonio alla cappella "I Due Pini" avviene un
massacro: testimoni, sacerdote e spose vengono trucidati. L'organizzatore del
massacro, Bill (David Carradine) si occupa personalmente di sparare un colpo in
testa alla sposa. Qualche anno più tardi la sposa, riuscita miracolosamente a
riprendersi dopo molte sofferenze e una dura lotta, si mette sulle tracce dei
sicari che hanno rovinato la sua vita. E, sulle tracce di Bill, il suo obiettivo
finale, riesce a farli fuori uno dopo l'altro.
Non c’è settimana che non riceva almeno un paio di e-mail di insulti che vanno
da “non capisci niente di cinema” a cose ben più pesanti, che non è il
caso riportare. E questo perché nella classifica dei film che mi sono meno
piaciuti ho indicato “Pulp Fiction” e “Le Iene”, due film ritenuti
da molte persone “di culto”. Ho sempre risposto a tutti, tanto che mi è venuta
l’idea di attivare una pagina apposita di “Movie Maniac” per non dovere
continuare a ripetere sempre le stesse cose. Mai che poi qualcuno, nonostante il
mio invito, mi abbia mandato un paio di righe per spiegarmi perché i due film
citati di Tarantino dovrebbero piacermi; di solito si fermano tutti al livello
degli insulti. Chissà cosa succederà quando pubblicherò questa scheda su
“Kill Bill - Volume 1 e 2”!
Premesso che non sto facendo nessuna crociata contro Quentin Tarantino
(non ne avrei alcun motivo) e che ogni volta che esce un suo nuovo film (magari
osannato da molti prima ancora che sia in sala) gli concedo di nuovo una chance
decidendo di andare a vederlo, spinto magari da commenti entusiastici e da
recensioni osannanti, anche questa volta non posso certo dire che il film mi sia
piaciuto.
Formalmente è interessante la “sperimentazione” di linguaggi diversi, o meglio la citazione di tante tecniche e modi cinematografici di narrare che hanno caratterizzato la storia del cinema: dal western di Leone (citato con ritmi, tagli di inquadrature particolari e musiche soprattutto in “Kill Bill – Volume 2"), ai film tutti azione e arti marziali di Hong Kong (protagonisti di “Vol. 1”), alle tecniche che hanno caratterizzato film orientali (come le zoomate presenti in “Vol. 2”, quando la sposa tiene il suo corso di formazione alla "Karate Kid"), a brani a cartoon che rimandano direttamente alla tradizione manga giapponese,…. A proposito di manga, si dice già che Tarantino voglia affrontare un Volume 3 di “Kill Bill” da realizzare interamente a cartoni animati come prologo agli altri due film. Interessante, dicevo, è che questa commistione di linguaggi, ma anche di lessici cromatici differenti vengano condensati in un unico progetto, ricco, oltre che di citazioni, di scene colorate e movimentate, che però non sono riuscite a coinvolgermi completamente; anzi.
La storia l’ho trovata troppo stiracchiata: quello che Tarantino
ha fatto in due film da due ore abbondanti avrebbe potuto benissimo farlo anche
in un'unica pellicola. “Volume 1” è una sequenza di duelli in cui la
sposa vuole sterminare i responsabili del massacro. L’accostamento e i passaggi
dall’una all’altra scena, i salti temporali che permettono di ricostruire la
storia non sono niente male, ma rimangono oscuri i motivi che spingono la sposa
a tanta sete di sangue. E l’incompiutezza dell’opera non può sussistere senza la
presenta di “Volume 2”. Il quale, come ha evidenziato Mereghetti sul
“Corriere della Sera”, è un film che potrebbe anche reggersi sulle sue gambe.
Molto più lento (e anche più noioso) del primo episodio, "Vol. 2" serve
non solo a tirare le fila della vicenda, ma anche a porre le premesse necessarie
per completare e rendere più chiaro ciò che veniva raccontato nel primo
episodio, che rimane un esercizio di stile non necessario ai fini della storia
raccontata.
Molte persone hanno apprezzato il primo episodio, visto gli applausi con cui ne
è stata accolta la proiezione, e la cosa mi ha lasciato veramente perplesso: ho
così cercato di capire cosa non avevo capito e, parlando con persone cui il film
è piaciuto, ho capito che uno degli elementi fondamentali che il regista non era
riuscito a comunicarmi era, come al solito, la ironia delle situazioni
rappresentate. Così, durante la visione di “Volume 2” sono stato molto
attento alle reazioni del resto del pubblico per vedere quali sarebbero stati i
passaggi ironici. Le espressioni facciali più o meno sono rimaste sempre le
stesse. Impassibili. Solo in due momenti si sono avuti segni della tanto
decantata ironia di Tarantino: quando il datore di lavoro del personaggio
interpretato da Madsen, in un locale-strip del deserto dice “ci sta bene come un
buco del c*** sul gomito” (ironia degna di film quali “Natale in India”)
e quando, verso la fine, Bill ammette alla sposa: “ho reagito male”. Tutto qui.
Questi episodi sono anche un paio di esempi che mettono in rilievo quanto sia
raffinata la scrittura del film e quale sia il vuoto di sceneggiatura
dietro ai complicati e “colti” esercizi formali del regista, quanto sia esile il
soggetto per poterlo stiracchiare e allungare in due ore di interminabili film
in cui non fa che ripetersi sempre la stessa situazione.
Ritmo che latita, ironia che non riesco a comprendere (come mi era successo coi tanto decantati "Le Iene" e "Pulp Fiction")e, per finire (come al solito), la solita violenza gratuita, di immagini e verbale (ogni volgarità sembra una spacconata messa lì per fare scena). Questi, più che momenti di ironia, sembrano essere valvole di sfogo per la tensione emotiva accumulata fino a quel momento nello spettatore.
"Kill Bill", nella sua interezza, è un film truculento, un film VERAMENTE
e innegabilmente violento. Una violenza che sembra motivare ogni azione (che ne
risulta, quindi, immotivata), l’unica leva che sembra muovere i personaggi del
film, l’unico pilastro (oltre alla bravura degli attori, questo bisogna
ammetterlo) su cui sono stati costruiti due film. Con, in più, frequenti
venature di inverosimiglianza che caratterizzano il personaggio della sposa
(anche se, di per sè, la cosa non guasterebbe). E mi viene da chiedermi, visto
che “Kill Bill” è in sala contemporaneamente al film di Gibson: ma i film
violenti sono quelli che (come “La Passione di Cristo”) rappresentano la
violenza, magari per mandare un messaggio che gli si scaglia contro o per
rappresentare (pur se estremamente spettacolarizzata) la realtà, oppure quelli
che ostentano violenza, che la prendono come regola di vita, che si reggono
completamente su di essa per mantenere viva la narrazione e l'attenzione del
pubblico. Come si dice in questi casi, ai posteri l’ardua sentenza. Io la mia
(che non ha nemmeno la presunzione di essere una “sentenza” e, comunque, ha
carattere puramente personale) l’ho già emessa.
Daniele T.
http://killbill.movies.go.com/
Kill Bill - Volume 1
Movie Maniac Parade |
Ciak |
Corriere della Sera |
International Movie Data Base |
INCASSI(USA / Italia) |
| 5,20 /
10
Brutto |
8,30 /
10
(27-04-04) |
Alti / Alti |
Kill Bill - Volume 2
Movie Maniac Parade |
Ciak |
Corriere della Sera |
International Movie Data Base |
INCASSI(USA / Italia) |
| 5,00 /
10
Brutto |
8,40 /
10
(27-04-04) |
Alti / Alti |
Kill Bill - Volume 1
Uscita del Film |
Visione del Film |
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Kill Bill - Volume 2
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23 - 04 - 2004 |
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| Nickname | SamuraiFed | Data | 24-05-2004 |
| Commento | Volevo evitare commenti, e giudizi sul film, che non mi è dispiaciuto, ma posso fare un paragone azzardato... l'ho visto sabato mattina, mentre venerdì sera mi ero gustato (e molto) Zatoichi di Takeshi Kitano. Volevo confrontare un'episodio del primo con uno del secondo. Quando Zatoichi acceca il capo della malavita, come punizione per i suoi crimini, credo che nessuno nel pubblico abbia giudicato il gesto gratuito, o bestiale. Come tutte le uccisioni del film, le amputazioni e tutto il resto, si è trattato di un confronto, del castigo per il malvagio o qualcosa di simile. Quando invece la Sposa taglia le braccia (entrambe, in momenti diversi, e a sangue freddo, confrontate le scene tagliate) a Sophie Fatal, ecco, di tutte le scene queste sono state veramente disturbanti. Sophie non era una guerriera, ma pur essendo una criminale era solo un avvocato, inerme di fronte alla Sposa. Accanirsi su di lei è per il personaggio di Uma una caduta, un segno di degrado. Tagliarle il secondo braccio in macchina a freddo è pura crudeltà, davvero ingiustificata, così come tranciarle il primo alle spalle, solo per dimostrazione. Possibile che nessuno in rete lo abbia annotato? | ||
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| Nickname | dio | Data | 02-02-2005 |
| Commento | Non mi sembra il caso di
insultarti poichè non è su questi temi che di solito mi confronto.
comunque detto questo, a mio parere , non è tanto nelle situazioni
rappresentate l'ironia di tarantino , quanto nel modo gretto ed
anacronistico in cui queste si svolgono. è una nuda realtà di violenza,
con un sottile gioco intuitivo nella trama , che rende i film di tarantino
degni di nota. ma ammesso che tu non possa apprezzare ciò, è indubbio che
pochi altri riescano a coinvolgere come fa tarantino . infine ,
concludendo , un altro aspetto apprezzabile è la sua capacità di rendere i
suoi personaggi così grezzamente materiali ; ed in questo è riuscito con
travolta e willis, che certo non sono due grandi attori , ma anche con de
niro ed keitel. ti consiglio di guardare jakie brown, buon lavoro... d |
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| Nickname | sergio | Data | 22-05-2006 |
| Commento |
concordo pienamente sul tuo giudizio di Kill Bill I e II. Dopo essermi
addormentato alla visione di Kill Bill II, ieri sera per scrupolo volevo
capire se era solo una questione di stanchezza. Purtroppo non è così pur
essendo imbottito di caffè mi sono addormentato alla visione di Kill
Bill I. ciao
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| Nickname | alex | Data | 06-12-2005 |
| Commento | ribadisco...sei un cretino: forse è meglio che tu distrugga questo sito perchè è una discarica di stupidate colossali, veramente giganti!!!!!!!!!!!!idiota | ||
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| Nickname | alex | Data | 06-05-2006 |
| Commento | Non voglio dire che tu sia un cretino, però non posso fare a meno di pensare che per esprimerti in maniera così spicciola su Kill Bill 1 e 2,tu non abbia capito un granchè...non solo di Tarantino ma del cinema in generale. | ||
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| Nickname | Nickname | Data | data |
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