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Piergiorgio Ravasio |
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Kung Fusion |
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Scheda |
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Regia |
Stephen Chow | |
Genere |
Comico | |
Anno |
2004 | |
Nazionalità |
Cina / Hong Kong | |
Interpreti |
Stephen Chow, Chan Kwok Kuen, Feng Xiaogang, Hua Dong Zhi | |
Titolo Originale |
Gong Fu | |
Durata |
1 h, 35 ' | |
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di Piergiorgio Ravasio
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La Storia / L'Opinione
di Piergiorgio Ravasio
Un nuovo "Shaolin Soccer", in tono minore, per gli amanti del kung fu e delle arti marziali condite da una buona comicità.
Dopo il grande successo di "Shaolin Soccer", il regista Stephen Chow torna alla carica con la nuova pellicola "Kung Fu Hustle" (che in Italia verrà tradotta con "KUNG FUSION").
Il film si colloca nei primi decenni dello scorso secolo. Un'epoca dominata da acerrimi duelli tra bande criminali. Tra queste si distingue la Axe Gang: particolarmente crudele, spietata e vendicativa. L'altra parte della società è invece rappresentata dalla povera gente di un borgo, ridotta alla miseria più indigente ma arricchita, nello stesso tempo, dalla presenza di "esperti pensionati" di arti marziali. La "guerra dei due mondi" non tarderà ad arrivare (qualche riferimento ad episodi e situazioni contemporanee?).
Più o meno celatamente, sotto il velo di una discreta comicità che fa da colonna sonora ai novanta minuti, si possono scorgere anche altre situazioni personali degne di considerazione. Abbiamo il protagonista e il suo fido compare che ambiscono ad affermarsi in questo mondo corrotto e malavitoso. Troviamo la proprietaria degli appartamenti (forse il personaggio in assoluto più divertente del film), impaziente di riscuotere gli affitti e la cui morte del figlio ha trasformato il carattere in donna burbera, pretenziosa e scostante. C'è il bambino dal cuore tenero e altruista, deriso e sbeffeggiato in continuazione dai suoi coetanei. E poi c'è il barbone di strada: l'ultimo degli ultimi, il nullatenente, il più povero di tutti ma che custodisce il tesoro più prezioso: il manuale segreto delle arti marziali (o magari, meglio ancora, il manuale della vera vita).
"Kung Fusion" si evidenzia, oltre che per la comicità già riscontrata nel precedente "Shaolin Soccer", per delle ottime scenografie (spesso tornano alla mente gli scenari dei grandi western del passato) e per gli strabilianti effetti speciali (su tutti la scena dell'inseguimento tra il protagonista e la "signora del villaggio").
Non si può non accennare alla notevole violenza (sempre in chiave comica) di diverse scene: gambe amputate, decapitazioni, colpi d'ascia inferti con estrema disinvoltura. Cosa ricorda la scena del sangue che scorre a flotte davanti a una porta chiusa? ("Shining" docet).
Molti i duelli di vario tipo; ma tra tutti, degno di segnalazione, e' quello dei due musicisti e delle loro "note affilate" scagliate con estrema veemenza. Inutile dire che, pur provenendo dalla stessa patria, siamo in un mondo completamente diverso dagli eroi ("Hero") e dalle foreste (dei pugnali volanti) che abbiamo conosciuto nell'ultimo anno. Però, agli amanti delle arti marziali, tutta questa KUNG FU-SIONE sicuramente non mancherà di piacere.
Molti sono gli eroi in cui immedesimarsi, ma quelli più importanti e meritevoli di lode sono quelli semplici, poveri, abbandonati da tutti e che dalla loro miseria sapranno riscattarsi insegnando a noi una grande lezione di vita.
Piergiorgio R.
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