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La Mala Educaciòn

Scheda               

Regia

Pedro Almodòvar

Genere

Drammatico

Anno

2004

Nazionalità

Spagna

Interpreti

Gabriel Garcìa Bernal, Javier Camara, Fele Martìnez, Nacho Perèz

Titolo Originale

La Mala Educaciòn

Durata

1 h, 47 '

 

Il Voto            

8,35 /  10

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In breve...

Potrà pigiare un po’ troppo sulla trasgressione eppure Almodòvar ti scuote e costringe a riflettere. La storia, gioco ad incastri ingegnosamente costruito, è "forte", affronta tematiche difficili senza inibizioni. La sensibilità del regista rivela anche una forte connotazione autobiografica nella vicenda. Ma, nonostante le ferite, Almodòvar non si scaglia contro la chiesa e mantiene la pedofilia legata alla figura di un uomo molto debole. Il regista sa scavare nei personaggi, grazie anche all'eccellente Gael Garcìa Bernal, che trova in questo film pane per i suoi denti.

 

ATTENZIONE! Se non vuoi anticipazioni sulla trama NON LEGGERE le parti SCRITTE IN BLU.

 

Il Plot

     

        Ignacio (Gael Garcìa Bernal) è un attore in cerca di una scrittura e si reca da un vecchio amico, Enrique (Fele Martìnez), conosciuto al collegio che ora fa il regista ed è in cerca di ispirazione per una storia da portare sullo schermo in un nuovo film. Ignacio presenta all'amico il manoscritto contenente una storia, “La Visita”, che racconta della giovinezza dei due, ed in particolare le molestie sessuali che Ignacio ha subito, da bambino, da parte del direttore del collegio in cui i due amici si erano conosciuti, padre Manolo (Daniel Gimènez Cacho). Ignacio da piccolo era innamorato di Enrique e, in occasione di questo incontro, tra i due si riaccende la passione, anche se in realtà è una storia d’amore “interessata”. Ignacio, dopo ripetuti tentativi, infine convince Enrique ad assegnargli il ruolo tanto desiderato di Zahara, e i due amanti cominciano la lavorazione del film. Qualcosa però non convince Enrique, che va a casa di Ignacio per parlare con la madre di lui. In questo modo ha anche occasione di conoscere suo fratello, Juan.

 

 

Secondo me…

     

        Non si può dire che i film di Almodòvar passino senza lasciare il segno. Potranno essere in alcuni punti portati all’eccesso, potranno pigiare a volte un po’ troppo sul fattore trasgressione (forse allo scopo di scandalizzare o comunque creare attorno a se clamore). Eppure sono film che ti scuotono, ti restano dentro ed è impossibile dimenticare.

        “La Mala Educaciòn” è un film di questo genere: la storia è fortissima, quasi pensante, nel senso che le tematiche affrontate senza apparenti inibizioni sono molto difficili e particolari, possono essere disturbanti. E, per occuparsene, per parlarne e per saperle raccontare a dovere senza cadere nel ridicolo o rimanere ad un livello troppo superficiale, ma anche senza prendersi troppo sul serio e mantenere una delicatezza di tocco narrativo, bisogna essere molto abili e accorti, bisogna metterci un grosso impegno, ma bisogna anche essere portati naturalmente a fare tutto ciò.

        La sensibilità di Almodòvar qui probabilmente è ancora più coinvolta dalla forte connotazione autobiografica che sembra caratterizzare la vicenda narrata: l’infanzia di Ignacio al collegio è probabilmente la trasposizione di vicende realmente vissute dal regista nella sua infanzia. Eppure, nonostante le ferite lasciate aperte sui protagonisti del film dalle traumatizzanti esperienze giovanili, Almodòvar non si scaglia contro l’istituzione “chiesa” o la religione in generale, non la condanna apertamente (come potrebbe fare o come ci si aspetterebbe che facesse). In un intervista il regista ha dichiarato: “il film non è anticlericale, la chiesa non mi interessa proprio, nemmeno come avversario”. Effettivamente va proprio così: sembra che si voglia mantenere il peccato (e da una delle sue forme più brutte, la pedofilia) legato e circoscritto attorno alla figura di un semplice uomo, un uomo molto debole, che dovrebbe dare il buon esempio e invece si fa sedurre dalla insana tentazione, non sa resistere come dovrebbe e vorrebbe alla passione, per quanto possa non essere pura. Almodòvar ci presenta un uomo a pezzi, ma quando gli fa dire “io di quel ragazzo ero innamorato” sembra anche (e qui si potrebbe discutere sulla correttezza dell’operazione) volere in qualche modo attenuare (con la scusa della passione e dell’amore) i gesti spregevoli del direttore del collegio.

        L’occhio del regista vuole andare molto in profondità nel trattare i suoi personaggi, non si limita alla superficie, all’apparenza. In questo sono di valido aiuto gli interpreti, in primo luogo Gael Garcìa Bernal che, indubbiamente, vista la prova eccellente anche in “I Diari della Motocicletta”, è una delle stelle più promettenti dell’ultima generazione di attori, sempre più maturo e sempre più convincente, professionale e toccante. Questo film è indubbiamente pane per i suoi denti. E il doppio ruolo di Ignacio/Zahara (la "versione" en-travestì del protagonista) è lì apposta per valorizzare tutte le sue potenzialità di attore.

       A parte il livello di approfondimento psicologico, “La Mala Educaciòn” emerge anche per altre pregevoli caratteristiche: la storia, trasgressiva ed inusuale come tutte le altre che mi è capitato di vedere del regista spagnolo (purtroppo poche: “Parla con lei”, “Tutto su mia madre”) prende allo stomaco, sconvolge e coinvolge psicologicamente, non lascia spazio per l’indifferenza e per l’apatia, ma nemmeno per una visione superficiale, costringe a riflettere.

        In più, in questo film è presente anche una sfumatura gialla, con colpi di scena e una trappola ordita da Juan in cui lo spettatore cade (come il regista protagonista, l’ottimo Fele Martìnez). La storia ad incastro, studiata e proposta ingegnosamente, è un continuo gioco di rimandi e citazioni al mondo del cinema, e alla vita reale del regista: sembra voglia fare riflettere, attraverso lo specchio della pellicola, non solo vicende che ha vissuto sulla propria pelle, ma anche la propria intera esistenza. Basti citare la locandina appesa nell’ufficio di Enrique (“L'Abuela Fantasma”, titolo del prossimo film di Almodòvar). Il film si rivela, in conclusione, anche una sorta di manifesto della propria arte, un impegno che il regista prende con il suo pubblico. Come uno dei protagonisti del suo film, nonostante tutto (ma forse anche “grazie a tutto”) Almodòvar continuerà a fare cinema sempre con la stessa PASSIONE.  

        

            Daniele Toninelli

 

 

Il sito ufficiale del film

www.eldeseo.es

 

 

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