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Piergiorgio Ravasio |
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di Piergiorgio Ravasio
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04-01-2008 |
04-12-2007 |
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| Siti ufficiali del film: | ||||
| www.larsandtherealgirl-themovie.com | ||||
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| La Trama / L'Opinione |
di Piergiorgio Ravasio |
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Nella piccola cittadina del Midwest dove ha sempre vissuto, Lars svolge un anonimo lavoro d´ufficio e vive in un modesto appartamento ricavato dal garage della casa dove è nato e dove ora vivono il fratello Gus con la moglie Karin. Lars ha scelto di vivere in totale isolamento, evitando il più possibile ogni contatto umano. La sua vita sociale si è ridotta alla messa domenicale e al mondo virtuale delle chat-line. Declina puntualmente gli inviti di Karin e Gus e sfugge persino la delicata corte della collega Margo.
Gus (metafora del mondo esterno, contrario, sospettoso e arrabbiato) si è ormai rassegnato a controbattere la vita invisibile del fratello, mentre Karin (sostituto materno dell´orfano Lars) non si arrende e cerca continuamente di coinvolgerlo in iniziative di famiglia, soprattutto in vista dell´arrivo del loro primo figlio. Tutto, però, cambia quando Lars annuncia che presenterà loro Bianca: un´attraente amica di origini danesi, impegnata in azioni umanitarie ed ora alle prese con la scoperta del mondo. L´entusiasmo di Gus e Karin è destinato presto a svanire, annullato da una disarmante scoperta: Bianca non è altro che una "Real Doll", una bambola in silicone a grandezza naturale, fatta su misura e ricevuta su ordinazione. Questa sconcertante verità è ovvia per chiunque tranne che per Lars, per il quale Bianca è una ragazza devota, cresciuta dalle suore, sfortunatamente costretta su una sedia a rotelle, ma dolcissima e profonda. Nel timore di urtare la sensibilità di Lars e offendere il suo peculiare senso del pudore, Karin e Gus mantengono la promessa dell´ospitalità verso la misteriosa amica e si ritrovano a convivere con un manichino.
Su indicazioni della dottoressa Dagmar (Bianca è qualcosa di reale: per Lars può essere un´illusione, ma quella strana figura va affrontata in ogni caso), marito e moglie iniziano così ad informare la comunità, sollecitandone comprensione e solidarietà. Nonostante l´iniziale resistenza, molti accettano di aiutare; in particolare l´anziana signora Gruner, la dolce vicina che da sempre ha riservato a Lars un affetto incondizionato.
Craig Gillespie, noto soprattutto come regista pubblicitario tra i più accreditati nel panorama attuale, confeziona un ottimo film sorprendente, commovente e anche divertente. Molto delicato ed intimo, con una visione positiva della vita, la pellicola esplora i vari lati della comunità sociale, soffermandosi su come la famiglia e le persone che ci circondano si uniscano per aiutare qualcuno.
Il rischio di cadere in un volgare umorismo è stato egregiamente superato dall´ottima sceneggiatura che dipinge, in maniera dolce e non convenzionale, una storia sulla perdita, sul dolore e sul potere della gentilezza; sulla compassione e sulla bontà. L´approccio realistico della pellicola rende il film interessante fin dall´inizio, laddove il lato "divertente" di alcune situazioni cede immediatamente il passo alla volontà precisa di voler invece trasmettere un messaggio più profondo: quello di un uomo ferito, dolce e timido che deve affrontare un trauma del passato.
Bianca si dimostrerà presto più utile di quanto si possa pensare: le saranno offerti ruoli di fattiva collaborazione dando una mano all´asilo a leggere un audiolibro ai bambini, posando per un negozio di abbigliamento, facendo la volontaria all´ospedale e prendendo parte al consiglio scolastico. Il solito dramma della persona disadattata e della società che non l´accetta, qui viene ribaltato in favore di un soggetto (Bianca) facilmente integrato nella comunità e che serve ad uno scopo. Una schiera di persone, brave e rispettabili, che fanno del loro meglio per aiutare un´anima persa tra di loro, prendendo sul serio Bianca e sviluppando una relazione personale con lei, rendendola una compagna ed amica, qualcuno con cui condividere dei segreti e parlare di vestiti, qualcuno da vestire e pettinare contribuendo ad allontanare progressivamente l´iniziale immagine di ragazza sexy che tutti all´inizio si sono costruiti.
Tramite Bianca, Lars riesce finalmente a far emergere tutta la sua situazione personale e a diventare qualcuno. Merito della splendida interpretazione di Ryan Gosling (nominato all´Oscar nel 2006) che ben veste i panni della persona molto sola che sceglie di amare anziché di essere amato, di amare senza aspettarsi nulla in cambio. Gosling si è immerso nel ruolo molto profondamente con una tale grazia riuscendo a non farci sentire alienati dal suo personaggio e risultando, pur nell´originalità della caratterizzazione, un soggetto molto credibile.
Attraverso Bianca, Lars impara come comportarsi con le persone, soprattutto con le donne. Diventa responsabile, scopre emozioni e sentimenti finora sconosciuti e comprende il significato di essere adulti. Capendo e affrontando le cose per il tramite di Bianca, Lars fa emergere tutto l´amore racchiuso in lui e che con difficoltà non è mai riuscito a far trasparire ed arriva al primo approccio con i sentimenti più nobili verso l´altro sesso. Avere una ragazza, anche se di silicone, lo autorizza a partecipare alla vita della comunità nel modo che ha sempre desiderato, permettendogli, in questo modo, di uscire pian piano dal suo guscio.
Nella cornice di un´ambientazione invernale, con quei cieli vuoti che rafforzano il senso di solitudine, la freddezza della neve con quel suo significato sotteso, una fotografia che esalta la semplicità e la profondità della storia, i paesaggi, le case e le persone caratterizzati da una certa durezza, Lars si muove a meraviglia mostrandoci la sua incapacità di affrontare il mondo, la sua sensazione di essere abbandonato e trascurato. Ma è anche un film pieno di speranza, su come alla fine si riesce ad affrontare i sentimenti. Con un approccio semplice ad una storia complessa, la trama, alla fine, risulta essere familiare anche a tutti noi, nelle nostre vite come nella finzione. Se ci sono in giro così tante persone disperate con una malattia mentale, cosa accadrebbe se trattassimo le loro patologie e le loro illusioni con compassione, approvazione e tolleranza invece di confinarle nel loro triste e buio isolamento che non possono evitare? Quante persone conosciamo che non sanno interagire con altri esseri umani reali? Ma quello che soprattutto rende fresca, particolare e diversa la storia, che dà nuova vita ad una storia senza tempo, è proprio la presenza di Bianca: l´oggetto più insignificante, il soprammobile più inutile che, meglio di chiunque altro, riesce a portare linfa nell´esistenza di una persona e nella vita di una spenta cittadina di provincia.
Piergiorgio Ravasio
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