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| La Trama |
di Daniele Toninelli |
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Victor è il promesso sposo di Victoria. I due non si conoscono minimamente,
ma i rispettivi genitori hanno pianificato il matrimonio pensando di riuscire a
renderlo, per le rispettive famiglie, un affare d'oro. Finalmente arriva il
giorno in cui Victor e i genitori si recano a casa di Vittoria per fare le prove
della cerimonia di nozze. Durante l'incontro con il pastore Galswells, Victor,
però, non riesce a pronunciare e memorizzare la propria parte delle formula. Il
matrimonio non potrà aver luogo fino a quando lo sposo non la avrà imparata.
Victor è affranto, si è innamorato di Victoria e si
rifugia nel vicino bosco per provare le proprie battute. Durante le prove della
formula, però, infila l'anello in un ramo rinsecchito che spunta dal suolo. In
realtà non si tratta di un ramo, ma della scheletrica mano di una sposa deceduta
poco prima di riuscire a sposarsi. La promessa di matrimonio è valida, e la
Sposa Cadavere trascina Victor, il proprio sposo, nella Terra dei Morti...
| Secondo me… (la recensione) |
di Daniele Toninelli |
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Favola gotica, originale, spiazzante, tecnicamente ineccepibile. Quale migliore
campo di applicazione per la genialità di Tim Burton? Con “La Sposa Cadavere”
il regista americano (qui dirige a quattro mani con Mike Johnson, sceneggia e
produce) trova pane per i propri denti, come successo di recente anche con il
magnifico “La Fabbrica di Cioccolato”; e la sua impronta è
evidente in ogni singolo fotogramma. Peccato solo che nella versione italiana
non si possano sentire le voci originali (tra cui gli ormai inseparabili Johnny
Depp, collaboratore fisso di Burton, e Elena Bonham-Carter, consorte del
regista). La vicenda è ispirata ad una favola ebraica russa: la storia
originale, del XIX secolo, narra dell'assassinio di molti ebrei nel giorno del
loro matrimonio. Per evitare che dessero vita a discendenti, venivano uccisi e
seppelliti con ancora indosso l'abito di nozze insanguinato.
“La Sposa Cadavere”, che non è per nulla caratterizzato dalla violenza
macabra della fiaba (cui è solo ispirato), prende decisamente una propria
personale strada ed è, in definitiva, un incanto. Scorre via velocissimo, tra
canzoni e lazzi, tra riflessioni e momenti di fine, macabra ironia, tra momenti
trascinanti e personaggi che sfondano lo schermo in tutta la loro complessità.
E, rispetto alla nostra concezione del mondo, il film ribalta tutto: la
Terra dei morti è vivace, solare, scanzonata e colorata: non c’è posto per
l’ipocrisia e la cattiveria che dominano, invece, il mondo dei Vivi. Questo
ultimo è ritratto (la scelta cromatica è azzeccatissima) come un luogo tetro,
spento, "morto", appunto.
E i colori smorti, spenti, si riflettono nel trionfo della cattiveria e
dell’opportunismo: ognuno pensa ai propri interessi economici (la famiglia della
promessa sposa, il conte misterioso venuto da lontano, la famiglia di Victor) e
tutti sono schiavi di convenzioni burocratiche che impantanano tutto, anche
l’amore che sboccia tra due promessi sposi. Solo nella Terra dei Morti Victor
sarà in grado di riacquistare il senno che rischiava di perdere nella “terra di
sopra”. E arriverà alla convinzione di compiere un gesto estremo (ed
estremamente altruistico) per mettere infine pace alle vicende della tormentata
Sposa Cadavere. Come al solito Burton usa il proprio favoloso mondo da fiaba
(gotica, ma pur sempre fiaba) per farci riflettere sul mondo reale, sulla nostra
vita di tutti i giorni. E quale contrappunto più fragoroso ci può essere, per la
nostra mente, nel vedere che nel regno dei morti (tanto temuto) si vive più che
da noi, nel vero senso della parola?
Nel film, è essenziale il ruolo della musica in generale e del pianoforte in
particolare. E non solo per i piacevoli siparietti musicali che sporadicamente
portano avanti la narrazione della vicenda. La meravigliosa musica di
Danny Elfman (altro abituale collaboratore di Burton) accompagna e sottolinea in
ogni scena la poesia del film: pare essere, per Victor, un'ancora di
salvezza (come ne "Il Pianista" di Polanski), una connotazione di purezza
non ancora infangata e corrotta dai vizi della Terra dei Vivi. Ma la musica è
anche vettore d'amore: è un pianoforte, infatti, a far scattare la
scintilla tra i promessi sposi, e a far trovare momenti di estrema intimità e
sintonia tra lo spaesato Victor e la cadaverica Sposa. Attraverso la musica di
un pianoforte, Victor capisce il vero stato d'animo della Sposa Cadavere ed è in
grado di condividere tutti i suoi tormenti. Le due scene con protagoniste le
note dei due pianoforti sono fantastiche, emozionanti, coinvolgenti (anzi,
travolgenti). Un concentrato di vera passione, un momento di estrema poesia.
Senza la meccanica artificiosità che invece si è vista in "La Tigre e la
Neve" di Benigni.
"La Sposa
Cadavere" è stato realizzato con la tecnica stop-motion
(la stessa usata, ad esempio, in “Nightmare bifore Christmas” e in
“Galline in Fuga”). Le immagini sono composte da una serie di fotografie
successive che immortalano il movimento dei personaggi di plastilina, la cui
posizione viene cambiata millimetricamente da una immagine all’altra.
Impressionante la mole di lavoro, se si pensa che sono necessarie ben 25 foto
per realizzare un solo secondo di film; ed in ogni immagine i personaggi hanno
una posizione leggermente differente: settimane di lavoro per pochi secondi di
film. Il risultato, comunque, è eccellente. Ancora di più meraviglioso, poi, se
valorizzato dalla proiezione digitale: le immagini sono di una nitidezza e di
brillantezza veramente eccelse. Il film, in effetti, è stato il primo caso di
stop-motion per cui le riprese sono state effettuate con particolari
cineprese digitali. E le immagini digitali (ormai i proiettori digitali, partiti
dall'Arcadia di Melzo, si stanno diffondendo un po' in tutta Italia) sono
perfette per valorizzare questo piccolo capolavoro di un genio della
cinematografia moderna che è capace di comunicare, attraverso semplici
personaggi di plastilina e silicone, poesia e emozioni al pubblico di tutto il
mondo. Da non perdere!
Daniele Toninelli
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| La Pagella |
i voti al film |
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Movie Maniac Parade |
Ciak |
Corriere della Sera |
International Movie Data Base |
INCASSI(USA / Italia) |
| 9,05 /
10
Bellissimo |
Colpo di Fulmine | ***** / 5 Da Non Perdere |
7,40 /
10
(02-11-05) |
Molto Alti / Alti |
| Le Date |
uscita, visione, pubblicazione scheda, ... |
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Uscita del Film |
Visione del Film |
Luogo Visione |
Pubblicazione Scheda |
Ultimo Aggiornamento |
|
28 - 10 - 2005 |
01 - 11 - 2005 |
Arcadia (Melzo) Sala Aria in digitale |
03 - 11 - 2005 |
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| Spazio Aperto |
i commenti dei visitatori di Movie Maniac |
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| Nickname | Nickname | Data | data |
| Commento |
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| Nickname | morgan | Data | 21-11-2005 |
| Commento |
Il film e' bellissimo,Tim Burton e' uno dei migliori registi a livello mondiale.Ha iniziato a farmi sognare gia' da quando ero piu' piccola con Edward mani di forbice!I suoi lavori sono colmi di sentimenti,suspance,emozioni,e... ... chi piu' ne ha piu' ne metta!!!!Ho intenzione di vedere anche gli altri film che non visto, al piu' presto spero!!!!!Mi ha fatto sognare,sperare e il finale mi ha reso triste ma felice!Grazie Tim.Morgan |
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| Nickname | meri | Data | 13-12-2005 |
| Commento |
e un fil stupendo come la sceneggiatura e i personaggi sono stati creati in maniera eccellente la fine e stata ottima bravissimo il regista tim burton grandissima fantasia ora aspetterò il suo nuovo capolavoro che spero lo farà al più presto grazie ciao |
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| Nickname | Emily | Data | 21-07-2006 |
| Commento |
é il film più bello che io abbia mai visto..è davvero stupendo..mi ha trasmesso delle emozioni uniche e mi ha fatto capire tante cose sul tema dell'amore.. Tim Burton è veramente fantastico..meriterebbe il premio Oscar. |
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| Nickname | Nickname | Data | data |
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