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Settembre 2004

 

 

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Le Crociate - Kingdom of Heaven

Scheda               

Regia

Ridley Scott

Genere

Storico

Anno

2005

Nazionalità

USA / Spagna / Gran Bretagna

Interpreti

Orlando Bloom, Liam Neeson, Jeremy Irons, Eva Green

Titolo Originale

Kingdom of Heaven

Durata

2 h, 25 '

 

Il Voto            

8,10 /  10

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In breve...

"Le Crociate" ha tutte le carte in regola per avere successo: pare una operazione commerciale studiata nei dettagli. C'è un regista con i fiocchi in grado di imprimere un tocco d'autore originale e profondo. La scelta di attori di richiamo non è andata a discapito della bravura del cast. I personaggi non sembrano però perfettamente calati nella realtà del tempo: sembrano persone di oggi viste in un'altra epoca. I messaggi che il film lancia sono attualissimi, anche troppo però: stonano un po' con il contesto storico. Ma è un'inezia in confronto alla accuratezza della ricostruzione storica, alla forte spettacolarità e al senso del racconto di un grande regista.

 

ATTENZIONE! Se non vuoi anticipazioni sulla trama NON LEGGERE le parti SCRITTE IN BLU.

 

Il Plot

     

        Goffredo (Liam Neeson), un ricco e nobile signore, va a fare visita al figlio Baliano di Ibelin (Orlando Bloom), che lavora come maniscalco e finora era all'oscuro dell'identità del padre. Goffredo sta partendo per la Terra Santa e vuole convincere il figlio a seguirlo e a combattere in difesa del Re di Gerusalemme. Baliano è però ancora stravolto per la morte della moglie (suicida) e, quando scopre che un uomo ha tagliato la testa alla donna prima della sepoltura e le ha rubato un pendaglio, non esita ad ucciderlo. Si mette in fuga per non essere perseguito dalla giustizia e raggiunge il padre, convinto di seguirlo a Gerusalemme per espiare i peccati propri e della moglie. Purtroppo, però, il gruppo di combattenti in viaggio verso Gerusalemme viene attaccato da una pattuglia capitanata da Guido di Lusignano. Baliano e il padre riescono ad averla vita, ma Goffredo è stato ferito a morte e di lì a poco perirà. Baliano infine si imbarca alla volta di Gerusalemme, ma la sua nave viene spazzata via dai flutti e l'eroe si ritrova, naufrago, a vagare per il deserto in cerca della città. Trova un'oasi e un cavallo, ma si scontra con un nobile musulmano che rivendica il possesso della bestia...

 

 

Secondo me…    (la recensione)

     

        "Le Crociate - Kingdom of Heaven" è un film che ha tutte le carte in regola per avere successo. E ciò fa intuire un'operazione commerciale studiata nei minimi dettagli per riuscire a recuperare i 130 e passa milioni di dollari investiti nel progetto.

        In primo luogo c'è un regista che vanta un curriculum veramente eccellente, anche nel campo "kolossal storici". Qui non siamo, diciamolo subito, allo stesso livello di "Il Gladiatore". Ma il tocco d'autore si sente. Il film non è infatti una baracconata fracassona (cosa che molti altri registi di minor spessore avrebbero certamente realizzato), e non indulge nemmeno troppo (la cosa mi ha sorpreso parecchio) sulle scene di lotta o di guerra, cavalcando, ad esempio, il recente successo della trilogia de "Il Signore degli Anelli". Anzi. Spesso le scene di battaglia (realizzate e montate molto bene, con schizzi di sangue in gran quantità, ma senza mostrare poi nemmeno tanti particolari impressionanti) spariscono in dissolvenza (come lo scontro tra l'esercito di Gerusalemme e l'esercito di Saladino presso il muro della città) proprio al culmine dei combattimenti. Una scelta molto originale da parte di Scott, che evidentemente è più interessato alle dinamiche che muovo i personaggi e, come succedeva anche ne "Il Gladiatore" ai sentimenti che li animano, più che a riportare freddamente la crudeltà della battaglia e della lotta.

        In secondo luogo la scelta del protagonista (Orlando Bloom) sembra fatta apposta per attirare un pubblico di adolescenti che avevano già decretato il successo dell'attore (che pure ritengo piuttosto bravo) in due blockbuster come "La Maledizione della Prima Luna" e, appunto, i tre film de "Il Signore degli Anelli". Quindi altra garanzia di successo. Anche in questo caso, però, l'operazione di casting è stata piuttosto ben curata: non solo attori di richiamo (Neeson, Irons, Eva Green), ma allo stesso tempo anche interpreti in grado di reggere la scena e di interpretare e rendere fino in fondo i personaggi del film e le loro sfaccettature. Non come è successo in "Troy", dove Brad Pitt ha fatto, al confronto di Bloom, una magra figura.

        Il terzo aspetto che dichiara una accurata pianificazione produttiva è a livello di sceneggiatura. Baliano, ma anche il Re di Gerusalemme (Baldovino IV) e Saladino (il capo dell'esercito nemico degli "infedeli" musulmani) sembrano personaggi non perfettamente calati nella realtà che si vuole dipingere. Nel senso che sembrano politici di oggi calati al tempo delle crociate: o meglio, fanno discorsi che si rivelano spesso valide lezioni per i politici di oggi. Non che non ci potessero essere, 820 anni fa, idee progressiste e pacifiste come quelle che animano nel film Saladino e il Re di Gerusalemme, ma francamente alcune dichiarazioni, alcune battute e più in generale il modo di agire e di pensare di questi personaggi sembrano messaggi che il film vuole comunicare al suo pubblico del 2005. Forse c'è stato un eccesso di attualizzazione degli eventi storici (Gerusalemme presa d'assalto sembra Baghdad sotto le bombo), anche attraverso le parole dei personaggi del film. Forse si è voluto rendere troppo attuale la storia. E l'impressione è che si sia un po' esagerato rivolgendosi così apertamente al pubblico di oggi e, come sostiene Michele Anselmi su "Ciak" (Maggio 2005) la storia e gli eventi sono stati un po' troppo edulcorati. Ma è uno scivolone minimo degli sceneggiatori, come quando a un attore capita di guardare in macchina da presa. Alla fine al pubblico non è che dia poi tanto fastidio.

        Aspetto del tutto trascurabile, di fronte alla accuratezza della ricostruzione storica (scenografie, costumi, ...), alla cura nei dettagli tecnici (trucco, montaggio, suono ed effetti sonori, luci e fotografia "d'autore"), alla forte spettacolarità di alcune sequenze (paesaggi, comparse innumerevoli moltiplicate dal computer, ...), e, in sostanza, ad un senso del racconto che, anche utilizzando alcuni dei soliti "mezzucci" classici del racconto cinematografico, dichiara la maestria di un regista che non ha alcuna difficoltà a raccontare come si deve una bella storia

       

                    Daniele Toninelli

 

 

Il sito ufficiale del film

www.medusa.it

 

 

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Ciak

Corriere della Sera

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INCASSI

(USA / Italia)

8,10 / 10

Molto Bello

*** / 5

Appetitoso

** / 5

Così così

7,50 / 10

(06-05-05)

Medi / Alti

 

 

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Nickname Master Data 12-05-2005
Commento Il film è perfetto nelle scenografie, nella fotografia e nei costumi. La regia è meno meticolosa dei precedenti successi di Scott. La sceneggiatura è troppo "americana" e i dialoghi oscillano tra il linguaggio iniziale, vagamente medioevale, e quello delle battaglie, scarno e poco realistico. La storia d'amore tra Baliano e Sybilla è un falso. Baliano non ha mai fatto il maniscalco e non è mai stato in Europa. L'immagine dei Templari è eccessivamente forzata verso l'integralismo religioso. Il personaggio peggiore tra i Templari non è stato Guido di Lusignano ma Gerardo di Ridefort. La battaglia di Hattin avrebbe meritato una maggiore descrizione. In generale si respira un aria da sincretismo religioso che sarà cara a Federico II ma non credo che la massa degli spettatori possa cogliere questa sottile sfumatura. La componente islamica del film è ritratta in alcuni connotati fedeli alla nobiltà della cavalleria musulmana ma il film non affonda mai nello strato culturale ed esegetico dell'islam, non lo spiega e non invoglia lo spettatore ad informarsi su questa fondamentale realtà filosofica. In definitiva il film, peraltro molto bello, non toglie e non aggiunge nulla alla disinformazione voluta dall'occidente cristiano su cosa sia stato veramente il fenomeno delle crociate. Peccato perchè in questo momento storico sarebbe molto utile una profonda revisione storica degli eventi e dei personaggi. In definitiva il film da ragione a Filippo il Bello e ai motivi della distruzione dell'Ordine del Tempio avvenuta circa due secoli dopo i fatti raccontati e non mi pare un buon risultato.
 

 

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