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Piergiorgio Ravasio |
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di Piergiorgio Ravasio
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21 Aprile 2006 |
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| La Trama / L'Opinione |
di Piergiorgio Ravasio |
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Tutte le società hanno i loro punti deboli, le loro ferite. Mettete il dito sulla piaga e schiacciate forte. Approfondite il tema di cui nessuno vuole parlare. L'altro lato della medaglia. Insistete sulla malattia, l'agonia e la bruttezza. Parlate della morte e dell'oblio. Della gelosia, dell'indifferenza, della frustrazione, della mancanza d'amore. Siate abietti, sarete veri.
Questo l'incipit, che ben racchiude il senso di tutto il film, ispirato all'omonimo libro del francese Michel Houellebecq e da cui è tratta la pellicola Orso d'Argento al Festival di Berlino 2006.
Protagonisti sono due fratelli: Michael e Bruno. Benche' fratellastri, sono completamente diversi. L'unica radice comune che li unisce è costituita dalla figura della madre: una donna che, per vivere appieno la sua scelta di vita libera e di auto-realizzazione, li abbandona al loro destino affidandone le cure ai rispettivi nonni, per assaporare liberamente lo stile di vita da hippie. Mancando l'amore dei genitori viene meno il sentimento fondamentale nella vita dei figli. Ecco così che Michael se lo va a cercare nella fisica e Bruno nelle donne. Michael è un biologo molecolare, un giovane molto introverso, dedito esclusivamente a lavoro, studi e ricerche in materia di genetica; Bruno, invece, sembra aver fatto dei vizi e delle fantasie sessuali l'unico scopo della sua vita (le scene di sesso sono decisamente esplicite ed audaci).
Le loro esistenze, sempre monotone e assenti da nuovi
stimoli, vengono radicalmente sconvolte dall'amore. Il primo ritrova, a distanza
di anni, Annabelle, la sua fiamma d'infanzia, reduce da una storia d'amore
fallita, con cui lui ebbe una relazione platonica e che lei non ha mai smesso di
amare; l'altro si imbatte in Christiane, una donna disillusa, che vede la realtà
molto chiaramente e che condivide ed esercita le medesime pratiche sessuali.
Proprio quando pare che ai due uomini
si apra davanti agli occhi la strada tracciata dal loro destino, entrambe le
donne dovranno fare i conti con un futuro poco roseo che metterà profondamente
in crisi la vita dei rispettivi compagni i quali saranno chiamati a decidere se
proseguire nelle loro relazioni oppure tornare al proprio stato d'origine.
Stile di vita e storie d'amore di due uomini profondamente differenti, ma uniti dalla comune radice delle relazioni personali che vanno sempre più perdendo di valore e significato a causa dell'incolmabile desiderio del "sapere e della ricerca scientifica" e del "piacere fine a se stesso".
Le particelle elementari tratta, dunque, di storie di vita molto estreme; di gente che vediamo trasformarsi da bambini in adulti; di rapporti umani che rischiano di generare e condurre ad una pericolosa forma di autodistruzione; di una società contemporanea in cui la vita viene fondamentalmente basata sul valore del sesso.
Le impressioni e le sensazioni che il film susciterà nello spettatore saranno probabilmente molto diversificate. E l'obiettivo del film sta proprio in questo: scoprire la diversità nei rapporti umani. Micheal è l'unica persona nella vita di Bruno che non lo abbia mai giudicato e che lo ascolta senza riserve. Ma nonostante ciò rimane sempre incapace di sviluppare un sentimento verso di lui. Bruno è il classico tipo che lascia andare le cose esattamente come accadono. Ma questa scelta di vita, alla fine, sarà quella che porterà al cambiamento radicale. Usa il fratello come soggetto destinatario dei suoi racconti e delle sue preoccupazioni, nella inutile autoconvinzione di avere un dialogo costruttivo.
Michael, per contro, non hai mai vissuto realmente le emozioni; anche i sentimenti per lui sono percepiti a livello logico e razionale. Utilizza la testa per controllare le sue emozioni e vede il fratello come una vittima del sesso e che gli sconvolge tutte le sue teorie di una vita antisesso.
Un film drammatico, poetico, ironico, che deve condurci a importanti riflessioni sulla sessualità vissuta in modo liberatorio con conseguente perdita dei valori fondamentali di riferimento. Sicuramente una trama che non pretende di rappresentare la verità anche perchè quella "è come una particella elementare: non ulteriormente divisibile".
Piergiorgio Ravasio
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