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il sito ufficiale del film |
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http://iwojimathemovie.warnerbros.com
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| La Storia |
di Daniele Toninelli |
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Siamo nel corso della Seconda Guerra Mondiale e l'esercito Giapponese, in pieno conflitto con gli Stati Uniti, decide di difendere strenuamente un avamposto di strategica importanza, l'isola di Iwo Jima. Il generale Kuribayashi (Ken Watanabe) viene inviato sull'isola e prende in mano le sorti dei soldati cui è stata assegnata la missione impossibile di resistere all'attacco degli Americani. Dimostrerà immediatamente tutto il proprio valore di stratega e tutte le proprie doti umane, conquistando l'ammirazione dei soldati; ma ciò porterà a scontrarsi contro le convinzioni dei suoi colleghi. Arrivano notizie sconfortanti riguardanti le sorti dell'esercito dell'imperatore nelle battaglie in corso nel Pacifico e il generale si rende sempre più conto che Iwo Jima sarà destinata ad essere la tomba di tutti i soldati che dovranno difenderla. Rinforzi non ne potranno più arrivare, le scorte di munizioni sono limitate, i viveri e l'acqua sono altri due grandi problemi di difficile gestione. Ai giapponesi non resterà che costruire dei bunker in modo da resistere il più possibile all'attacco del nemico.
LA SCENA TOPICA: un soldato americano viene ferito, portato in un bunker dell'esercito giapponese e affidato alle cure dei soldati che, in un primo tempo riluttanti, si accorgeranno poi di quanto gli americani siano uguali a loro ("le parole di sua madre sono le stesse della mia"), di quanto sia crudele il comune destino.
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di Daniele Toninelli |
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"Lettere da Iwo Jima" esce in Italia (poco dopo il disastroso, in termini di incassi, esordio americano) a pochi mesi da "Flags of Our Fathers", nonostante l'insuccesso di pubblico di questa ultima pellicola, ma incoraggiato dalle eccellenti critiche e dalle candidature agli Oscar (ben 4, tra cui quella per il miglior film). Ma siccome la critiche positive e gli Oscar in Italia non fanno gli incassi (se qualche Oscar dovesse arrivare, forse in USA le cose miglioreranno), meglio distribuire massicciamente roba come "Notte Prima degli Esami Oggi" o "Manuale d'Amroe 2", e lasciare all'ultimo film di Eastwood pochissimi spazi. Meglio andare sul sicuro, piuttosto che rischiare di non guadagnare una lira con un pellicola importante, istruttiva, profonda e dall'incommensurabile valore sia documentaristico che umano.
Se nel film precedente Eastwood aveva ricostruito lo stesso episodio dal punto di vista degli americani, ponendo in particolare l'attenzione sulla famosa immagine della bandiera issata da un manipolo di eroi che ha fatto il giro del mondo e sullo "sfruttamento" della loro immagine (venivano mandati in tour come bestie da circo per finanziare la guerra), il regista ora torna sulla scena di una delle più cruente battaglie della Seconda Guerra Mondiale e lo fa mettendosi nei panni dell'esercito Giapponese. In questo caso, narrativamente speculare al precedente film, Iwo Jima diventa teatro di quasi tutti gli eventi raccontati e solo attraverso alcuni brevi flashback si ricostruisce il carattere di alcuni personaggi (un soldato non molto convinto, l'ex panettiere Saigo, l'amicizia del generale con gli americani, una recluta inviata su Iwo Jima in punizione per essere stata troppo umana, ...).
Eastwood sa dare ai personaggi del film una forza davvero grande, li dirige con sicurezza, sa esaltare tutte le doti degli interpreti e sa iniettare, qua e là, anche sottili dosi di ironia. D'altra parte gli attori sono tutti molto bravi, Watanabe e il giovane Saigo (Kazunari Ninomiya) in particolare. Non ci si accorge nemmeno che i dialoghi del film sono in giapponese (sottotitolato, non scoraggiatevi!): il messaggio e la forza delle immagini bastano a rendere l'opera universale. Di aiuto è anche l'ottimo lavoro di sceneggiatura di Paul Haggis (qui anche produttore), già artefice del capolavoro "Crash - Contato Fisico", Oscar 2006 come Migliore Film, e sceneggiatore di fiducia di Eastwood ("Million Dollar Baby").
Più che la battaglia dell'isola (ottimamente ricostruita con effetti speciali misurati e mai eccessivi, con ritmo eccellente e con un montaggio coinvolgente), ora luogo sacro per i Giapponesi, interessa e colpisce il lato umano dei personaggi. Attraverso alcune scene-chiave (su tutte il discorso con il soldato americano ferito e assegnato alle cure degli infermieri e la discussione del generale con una donna americana durante una cena di addio) Eastwood dimostra ancora una volta (siamo certi che ce n'è sempre bisogno) la crudeltà assurda ed insensata della guerra. E il colore rosso, unico che emerge in un film reso quasi in bianco e nero, accomuna le bandiere dell'esercito giapponese, le mostrine dei superiori e dei soldati, gli schizzi e lo scorrere implacabile del fiume che ancora una volta ha colorato di rosso ed insanguinato, con la sua violenza e l'odio che la accompagna, la storia dell'umanità.
Daniele Toninelli
| La Pagella |
i voti al film |
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Daniele T. |
Ciak |
Corriere della Sera |
International Movie Data Base |
INCASSI(USA / Italia) |
| 8,65 /
10
Molto Bello |
Colpo di Fulmine | **** / 5 Molto Bello |
8,40 / 10 |
Molto Bassi / - |
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| Le Date |
uscita, visione, pubblicazione scheda, ... |
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Uscita del Film |
Visione del Film |
Luogo Visione |
Pubblicazione Scheda |
Ultimo Aggiornamento |
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16 - 02 - 2007 |
17 - 02 - 2007 |
Warner Village (Vimercate) Sala 2 |
18 - 02 - 2007 |
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