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Piergiorgio Ravasio |
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di Piergiorgio Ravasio
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03-11-2006 |
26-10-2006 |
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| La Trama / L'Opinione |
di Piergiorgio Ravasio |
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Abilmente sostenuto da una campagna pubblicitaria che vuole evocare alla nostra memoria presunte analoghe pellicole (oltre "Il sesto senso" ... oltre "The others"), approda nelle sale italiane il primo film per il cinema del regista Graham Theakston, fino ad oggi realizzatore di soli corti e produzioni televisive inglesi. Citare due capolavori dell'alta tensione, del thriller e del paranormale è un'opera molto semplice per stuzzicare i palati degli affezionati del mestiere e del mistero. Ma da qui a realizzare qualcosa di fortemente coinvolgente ed emozionante, ce ne vuole.
Jack (Andy Garcia) ed Alison (Frances O'Connor) sono una coppia alle prese con le ormai consuete (cinematograficamente parlando) scappatelle extraconiugali da parte del marito, il quale, peraltro, è già aggravato dalla preoccupazione circa le sorti finanziarie della sua azienda che non naviga in buone acque. Alison, sua moglie, madre di Ben e Frankie, discute con sua mamma della delicata vicenda personale che sta vivendo con il proprio congiunto. I due ragazzi, invece, stanno per incamminarsi verso scuola. Questo il quadretto familiare che fa da preludio al dramma che da lì a pochi minuti sta per consumarsi, e che farà passare in secondo piano qualunque altra situazione di tensione fra i due genitori. Frankie, per un attimo abbandonata dal fratellino Ben, viene investita da un auto. Portata immediatamente in ospedale, giace incosciente in uno stato di coma profondo.
Le settimane passano ma la bambina non mostra segni di miglioramento. Ed ogni giorno che scorre via inesorabile fa sprofondare sempre più Ben, rimasto scioccato per aver assistito all'incidente, in uno stato emotivo che lo porta ad isolarsi dal mondo. La loro unica speranza si trova a migliaia di chilometri di distanza, tra le montagne rocciose canadesi, dove si trova il Perlman Institute, diretto dalla dottoressa Lizzie (Angela Bassett). Donna determinata ed appassionata, quest'ultima ha dedicato la sua vita a cercare di far uscire i giovani dal coma, conseguendo ottimi risultati. Peccato che uno dei pochi fallimenti sia successo con il figlio di un senatore il quale, ritenendola responsabile, si è attivato per far chiudere la Clinica Perlman.
Affascinato dal romanzo "The Lazarus Child" il produttore italiano Ciro Dammicco (con un passato anni '70 di musicista e compositore, nonché fondatore e direttore di Videomusic negli anni '80), collaborando con l'autore del libro, sceneggiatore e regista, arriva a presentarci questo film drammatico (del 2004) che forse, nelle intenzioni, voleva andare un po' oltre. La trama spinge lo spettatore ad immaginarsi e ad attendersi qualcosa che però non arriva mai. Le rare apparizioni della sorellina agli occhi di Ben sono solo fuorvianti e tentatrici di un'aurea di soprannaturale di cui il film fatica a circondarsi. Ed anche la seduta ipnotica finale (da happy end ... e tutti a casa) risulta essere molto scontata e poco innovativa nel suo genere.
Una pellicola, in conclusione, tutta incentrata sull'esaltazione dell'amore e della speranza (compresa quella di vedere, per il futuro, qualcosa di più convincente).
Piergiorgio Ravasio
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