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Gennaio 2004

 

 

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L'Ultimo Samurai

Scheda               

Regia

Edward Zwick

Genere

Avventura

Anno

2003

Nazionalità

USA

Interpreti

Tom Cruise, Ken Watanabe, Timothy Spall, Billy Connolly, Hiroyuki Sanada

Titolo Originale

The Last Samurai

Durata

2 h, 24 '

 

Il Voto            

8,80 /  10

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Il Plot

        Nathan Algren (Tom Cruise) è un eroe per tutti i successi riportati in battaglia. E' un eroe che narra le vecchie storie delle battaglie di cui è stato protagonista in cambio di un misero compenso; è un eroe infelice e insoddisfatto della propria vita che affoga la depressione nell'alcool. Algren viene fatto chiamare dall'imperatore del Giappone che gli vuole assegnare l'addestramento dell'esercito giapponese per portarlo contro un gruppo di Samurai ribelli capitanati da Kasumoto (Ken Watanabe); Algren, attratto da un guadagno che sembra essere molto facile, parte con un gruppo di compatrioti alla volta del Giappone. Una volta arrivato dall'altra parte dell'Oceano si accorge subito di quanto l'esercito sia inadatto ad affrontare i samurai in battaglia, ma, nonostante la sua opposizione, il comando giapponese decide comunque di mandare all'attacco i propri uomini. La battaglia si rivelerà un bagno di sangue e sancirà la cocente sconfitta dell'esercito dell'imperatore. Algren sarà catturato dai Samurai, e vivendo con loro darà una svolta a tutta la propria esistenza.

 

Secondo me…

        Un gran bel filmone, un kolossal da Oscar, uno sforzo produttivo ingente e uno sforzo artistico che non è comune a tanti film ad alto budget usciti negli ultimi tempi. Un film d'autore (che fornisce molti spunti di riflessione) ma che sa anche essere epico e spettacolare (come era successo anche con "Master & Commander - Sfida ai confini del mare", altra piacevole sorpresa di questa stagione). Un film per tutti i gusti. Questo è "L'Ultimo Samurai", l'ultimo film interpretato e prodotto da Tom Cruise. Una pellicola che, fra i suoi più grandi pregi, ha quello di saper miscelare questi diversi aspetti senza che nessuno abbia il sopravvento o faccia diminuire l'importanza degli altri.

        Innanzitutto non manca lo spettacolo che solo una grossa industria come Hollywood è in grado di creare: costumi, oggetti di scena, ricostruzioni degli edifici tradizionali giapponesi (ricordo che buona parte del film è stata girata, in realtà, in Nuova Zelanda e non in Giappone) sono tutti lì sullo schermo a testimoniare l'ingente sforzo produttivo, ma anche la maniacale attenzione per i dettagli e per la accurata ricostruzione di una ben precisa epoca storica. Non mancano, poi, paesaggi mozzafiato (come la valle in cui Kasumoto si nasconde con i suoi fedeli samurai), avvincenti scene di battaglia ben sceneggiate, dirette, girate e montate, musiche a tratti intime e a tratti travolgenti (sempre bravo Hans Zimmer), effetti sonori che sottolineano atmosfere e accentuano situazioni (come le percussioni che simulano il battito del cuore durante un cruciale duello). Nulla sembra lasciato al caso. L'attenzione dell'intera troupe sembra essersi concentrata per rendere allo stesso livello ogni parte di una scena, dal dettaglio più insignificante ai grandi affreschi di massa con tanto di migliaia di comparse (come nelle epiche scene di battaglia).

       Accuratezza che si riscontra anche nei dialoghi: mai banali, nè eccessivamente retorici. I personaggi interagiscono tra di loro nella perfetta armonia creata dagli sceneggiatori. Basta andare a considerare i rapporti che Algren costruisce poco a poco con i samurai del villaggio di Kasumoto. La lealtà, il rispetto per la inflessibile disciplina e la dedizione con cui i samurai si dedicano "alla ricerca della perfezione in ogni singolo gesto"; rispetto e infine amore che si costruisco poco a poco, passo per passo, sia da una parte che dall'altra. Fino alla svolta che porterà il capitano dell'esercito degli Stati Uniti a rivedere tutta la propria esistenza, ma anche, finalmente, a liberarsi dai fantasmi che continuavano ad ossessionarlo dal passato.

       Ma "The Last Samurai" non è solo spettacolo (per gli occhi e per l'anima). E' anche la parabola esistenziale del capitano Algren, interpretato da un Tom Cruise ormai pienamente maturato, che si impegna in ogni modo per regalare una performance degna di nota (e forse anche di un bell'Oscar, vedremo...). Algreen parte dalla disperazione per arrivare infine a trovare una dimensione in cui riesce ad essere di nuovo sereno e felice. E questo, sottolineo la particolarità del film, non realizzando un sogno in patria, nella (qui ingrata) terra statunitense, ma tra le campagne del Giappone. Non grazie agli ideali, ai principi e alle tradizioni su cui la comunità americana fonda le proprie radici, ma in una cultura tanto lontana da risultare incomprensibile a chi sta dall'altra parte dell'Oceano.

        E così, per una volta, gli Americani non sono i salvatori della patria; non sostengono la propria cultura a danno di altre manifestando la assoluta mancanza di apertura mentale. La tematica dell'integrazione culturale tra due estremi che sembrano così lontani (incarnata dal personaggio del capitano Algren ed dal suo antagonista  Kasumoto) è una delle parti che ho trovato più affascinanti nel film. Due uomini che si arricchiscono a vicenda assorbendo gli insegnamenti che anche il nemico può dare. In questo senso "L'Ultimo Samurai" può essere accostato a "Balla coi Lupi" (Kostner entrava a far parte di una tribù indiana); tanto per mostrare che la felicità la si può trovare anche al di fuori del sogno americano, che in alcuni casi può aver portato un'esistenza (addirittura quella di un eroe!) nel fango. Di dimostra come il coraggio, la dignità e il rispetto per la propria vita li si possono anche ricostruire dall'altra parte dell'Oceano, lontani dalla terra, ma anche dagli ideali tipicamente americani. Grazie a nuovi valori si può rinascere a vita nuova si può trarre nuova linfa vitale dalle "cose che" si è "imparato ad amare".

                             Daniele T.

 

Il sito ufficiale del film

www.warnerbros.it

http://lastsamurai.warnerbros.com

 

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Nickname mannula Data 05-05-2005
Commento questo film è stato uno dei migliori che ho visto in tutta la mia vita,e soprattutto tom cruise è stato molto bravo ad immedesimarsi nel personaggio.tom sei il migliore!!!!!!!!!

 

Nickname - Data 03-10-2006
Commento E un vero capolavoro, affascina tutto il film in generale, a chi non sarebbe piaciuto vivere uno scorcio di vita così. Io lo farei pure oggi.
 

 

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