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Settembre 2004

 

 

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 Scheda tecnica

Match Point

Regia

Woody Allen

Genere

Thriller

Anno

2005

Nazionalità

Gran Bretagna

Interpreti

Jonathan Rhys-Meyers, Scarlett Johansson, Emily Mortimer, Matthew Goode

Titolo Originale

Match Point

Durata

2 h, 04 '

 

Link Il sito ufficiale

www.matchpointilfilm.it

Il Forum

MM Forum

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di Daniele Toninelli

 

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La Classifica di Movie Maniac: "MM Parade"

Nei dialoghi, nei ritmi dell'ottima sceneggiatura, ma anche nella regia c’è tutto lo stile di Woody Allen, eppure Match Point non sembra un film di Allen ed è indubbiamente un gran bel film: ti attanaglia per tutta la sua durata, il clima di tensione, realizzato senza effettacci, è palpabile e continuo. Ottima la scelta di accompagnare gli eventi con brani di lirica. Jonathan Rhys-Meyers è strepitoso, da premio Oscar. Scarlett Johansson è dotata di un fascino irresistibile. Si parla del fato, della fortuna, con diversi spunti geniali e un finale spiazzante. Quasi un capolavoro.  DT

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La Trama

di Daniele Toninelli

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        Chris (Jonathan Rhys-Meyers), un istrutture di tennis piuttosto affermato, comincia a dare lezioni ad un giovane rampollo di una ricca famiglia londinese, Tom (Matthew Goode). I due fanno amicizia e Tom invita Chris ad uno spettacolo operistico. E' l'occasione, per Chris, di conoscere la sorella di Tom, Chloe (Emily Mortimer). I due cominciano a frequentarsi sempre più spesso e finiscono per innamorarsi. Chris, durante una delle visite a casa della famiglia di Tom, fa la conoscenza della avvenente Nola (Scarlett Johansson), la fidanzata di Tom. Tra i due scatta la scintilla della passione. Poco dopo, però, Tom lascia Nola, la quale sparisce dalla circolazione. Dopo un paio di anni ricompare improvvisamente a Londra. Nel frattempo sia Tom che Chris si sono sposati, la moglie di Chris desidera ardentemente un bambino e l'ex istruttore di tennis fa velocemente carriera aiutato dal suocero. Chris però è ancora attratto da Nola, e tra i due comincia una relazione segreta...

 

Secondo me…    (la recensione)

di Daniele Toninelli

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        Non è completamente vero che in “Match Point” non c’è nulla di Woody Allen. Nei dialoghi e nei ritmi della sceneggiatura, ma anche in molte scelte registiche c’è tutto lo stile di Woody Allen: quando i protagonisti si sovrappongono tra di loro nel dialogare, nel tono e nel livello dei dialoghi, in alcuni battute sarcastiche, in alcune particolari angolazioni di ripresa, in alcune scene corali in cui i percorsi dei personaggi si intersecano tra di loro, nell’atmosfera teatrale in cui a volte si ha l’impressione di essere immersi…

        E’ anche vero che “Match Point” sembra tutt’altro che un film di Allen, o almeno del vecchio Allen. Tuttavia, che si tratti o meno di un’opera del regista che sembrava ormai aver perso tutto il suo smalto (e la capacità di raggiungere il successo), questa è indubbiamente (come sottolineato da Kezich sul “Corriere della Sera”) la sua rinascita artista, una svolta che ha saputo faticosamente intraprendere e, contemporaneamente, il suo ritorno ad incassi straordinari: nel weekend di uscita, in Italia, “Match Point” è stato l’incasso più alto, cosa che non succedeva da 10 anni. Una rinascita, un’opera singolare per la filmografia di Allen. Ma anche, indubbiamente, un gran bel film.

        “Match Point” ti attanaglia per tutta la sua durata: si rimane sempre in sospeso: cosa succederà ai protagonisti? Come si evolverà la vicenda? Il clima di tensione, pur realizzato senza facili mezzucci ed effettacci, con sobrietà e stile, è palpabile e continuo. Tanto sottile quanto ad effetto. E la scelta ottima di accompagnare tutti gli eventi con opere liriche non fa che avvalorare lo spettacolo, serve a sottolineare i momenti più riflessivi come i momenti cruciali o quelli in cui la tensione è al massimo: non si sarebbe, in altri modi, sortito lo stesso risultato. Mi viene da citare una scena, che si svolge sul pianerottolo della casa di Nola... ma mi guarderò bene dal farlo, per non rovinare la sorpresa.

        Il film trasmette molte emozioni, grazie anche agli attori, che comunicano senza inciampi con il pubblico. D’altra parte Allen si serve di interpreti di prim’ordine, veri pilastri portanti della pellicola senza i quali "Match Point" non sarebbe certamente la stessa cosa. Jonathan Rhys-Meyers è strepitoso, bravissimo. Sostiene quasi tutto il film sulle proprie spalle: è allo stesso tempo in grado di dare al proprio personaggio il giusto equilibrio tra ambiguità, gentilezza, mistero, tormento interiore, insicurezza, disperazione. Un interprete (ma anche una parte) da premio Oscar, indubbiamente. Scarlett Johansson è perfettamente all’altezza della situazione: bellissima, con un naturale fascino cui è impossibile resistere. Tanto bella quanto brava a recitare (e a "bucare" lo schermo). Perfetta. Di fronte a protagonisti di tale caratura, che sanno tanto accentrare l’attenzione, gli altri passano un po’ sotto tono, anche se ognuno sa valorizzare al punto giusto la propria parte, dal fratello di Chloe (un eccellente Matthew Goode) a suo padre (impersonato da un apprensivo Brian Cox, il perfetto ritratto del genitore che farebbe di tutto per la propria figlia).

        Ma la forza di “Match Point”, oltre che negli interpreti, è in larga parte (più ancora che nella sapiente regia di Allen) nella sceneggiatura (ma qui Allen è anche sceneggiatore, of course). Il film non solo non fa una piega, ma è anche un trattato che fa riflettere, aiuta a capire qualcosa di più sulla nostra esistenza e su come viene regolata dalla influenza del fato, della fortuna, su come possa bastare un piccolo particolare, un evento apparentemente insignificante per modificare profondamente il nostro percorso in questo mondo, in un senso o nell’altro. Geniale la ripresa iniziale di quella pallina che si ferma in sospeso sopra il bordo della rete, quella sospensione da cui dipende tutto l'esito della partita. Qui però la partita vera è quella che si gioca nella vita. Ecco, la palla da tennis che rappresenta il match point, il punto della vittoria, è lo spunto per ciò che il film ci vuole comunicare: scenderà a destra o a sinistra? Da lei dipende tutto. Un’immagine che viene poi ripresa (come un cerchio che si chiude, come un teorema che viene dimostrato) nel finale. Quando lo spettatore, ormai incatenato alla vicenda, si chiede cosa mai potrà succedere. E la conclusione è spiazzante: si arriva a tifare per chi non si dovrebbe e l'epilogo arriva fulmineo ed inaspettato. 

        Ci si accorge che quello che si è visto, è uno dei migliori film degli ultimi tempi. Quasi un capolavoro, sicuramente da non perdere. E tutto per aver acquistato un semplice biglietto un paio di ore prima. Sarà il fato? O (in un paradossale e geniale giochetto ironico, come sostiene Chris) la fede, che regola le nostre esistenze?

Daniele Toninelli

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Movie Maniac Parade

Ciak

Corriere della Sera

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INCASSI

(USA / Italia)

8,85 / 10

Molto Bello

*** / 5

Appetitoso

***** / 5

Da Non Perdere

8,00 / 10

(19-01-06)

Medio-Bassi /

Alti

 

Le Date

uscita, visione, pubblicazione scheda, ...

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Uscita del Film

Visione del Film

Luogo Visione

Pubblicazione Scheda

Ultimo Aggiornamento

13 - 01 - 2006

18 - 01 - 2006

Warner Village (Vimercate)

Sala 1

19 - 01 - 2006

 

 

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Nickname criticofan Data 22-04-2006
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Raramente ho visto un film così noioso, scontato, lento (ero convinto che fosse durato 3 ore, non 2), mal recitato (il monoespressivo protagonista si impegna, poverino, è che proprio non ce la fa, non gli riesce di recitare). I soliti ragionamenti triti e ritriti sul rampantismo. Una regia statica, una sceneggiatura noiosa sino al limite del sopportabile, dialoghi meno credibili di quelli di un film di supereroi di seconda categoria. La cosa che mi irrita è che, essendo firmato Woddy Allen, qlcn ha anche il coraggio di dire che è bello; apprezzo che abbia provato, dopo duecentocinquanta commedie tutte uguali, a cambiare un po' genere (si è parlato di giallo...oddio, facciamo "giallino tenue") ma se il risultato è questo, allora meglio "La rosa purpurea del Cairo 2". Oppure è meglio che continui a suonare il clarinetto nel suo gruppetto amatoriale jazz, o meglio che il clarinetto se lo infili nel....
p.s. Unica cosa MERAVIGLIOSA del film: la splendida, sexyssima, superba Scarlet Johansonn! Che patatona!

 

 

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Woody Allen, Director of "Match Point" and Scarlett Johansson

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