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Melissa P. |
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| Voto | 3,90 | |
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la locandina
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Genere |
Drammatico (?) / Erotico | |
Titolo Originale |
Melissa P. | ||
Nazionalità |
Italia | ||
Anno |
2005 | ||
Durata |
1 h, 40' |
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Regia |
Luca Guadagnino | ||
Interpreti |
Maria Valverde, Geraldine Chaplin, Elio Germano, Fabrizia Sacchi | ||
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Se questo è il primo esperimento di una produzione tutta italiana della Sony, dal quale dipenderà la sorte di altre future pellicole, siamo a posto! "Melissa P.", tratto da "100 colpi di spazzola prima di andare a dormire" è una baggianata galattica. Ridicolo al limite del sopportabile, volgare e spinto al limite del ridicolo. Eppure nel primo weekend è in testa agli incassi. Ma vedremo quanto andrà avanti... Melissa è una ragazza alquanto complessata che vive con madre e nonna; il padre è lontano e la ragazza soffre evidentemente di disturbi dovuti alla mancanza d'affetto. Così va con il primo che gli capita a tiro, se ne innamora e ogni volta che lo rivede (e che lui chiama) non sa resistergli. Un'amica cerca di aiutarla, la nonna la capisce al volo ma sta per essere rinchiusa in un ospizio non si sa bene per quale motivo (qualche colpo di tosse?), la madre... vabbè, lasciamo perdere. Tanto per usare il linguaggio del film la donna è di uno "stordito" impressionante. Prima scena: Melissa conosce il suo "tipo". Dopo due minuti i due si appartano (ma nemmeno tanto) e lui: "sei vergine?"; lei, senza esitazioni: "sì"; lui: "vuoi baciarmi?"; lei "sì"; lui "baciami il c...."... . Tanto per rendere l'idea della finezza della sceneggiatura, piena di scempiaggini, esagerazioni, incongruenze, illogicità, volgarità gratuite e inverosimiglianze. Eppoi quel linguaggio da SMS che viene esibito, tanto per essere trendy, addirittura in sovraimpressione su tutto lo schermo... Sugli interpreti si può stendere un velo pietoso: ma Gerardine Chaplin come fa a buttarsi via così? Per il resto, la recitazione è ai limiti del dilettantesco e, nel caso dell'amica di Melissa, si arriva ai livelli di sagra paesana. E il professore di Melissa? Da dove è uscito? Da una versione andata a male di "La Fabbrica di Cioccolato"? Strano caso di un film non noioso, eppure inguardabile. Allora perchè scegliere di andare a vederlo? Nel mio caso, per fortuna, si trattava di un'anteprima gratuita. Se poi si vuole buttare i soldi, scegliere la sala in cui proiettano "Melissa P." è l'ideale. A proposito di sale, a Vimercate (in provincia di Milano), nella sala 8 del Warner Village, dove ho visto il film, sono rimasto attonito notando (come non notarli!) quattro-dico-quattro mega manifesti pubblicitari appesi in sala che riflettevano simpaticamente la luce delle immagini che scorrevano sullo schermo. Vabbè che il cinema va male e che anche l'Arcadia si è vista costretta a proporre la pubblicità prima del film, ma come si è caduti così in basso? Scandaloso e maleducato: la marca di auto pubblicizzata a mio parere non ci guadagnerà molto in immagine, e il Warner Village... tanto peggio. | |||
| Ideale per... |
Cercare di capire cosa significhi quella "P." del titolo. Tanto per essere volgari quanto la pellicola. Oppure per farsi due risate vedendo uno dei film più brutti dell'anno. | ||
| La scena topica |
A parte quella iniziale, quando dopo un incontro con un perverso uomo incontrato in chat, Melissa entra nella stanza in cui la madre le dà la notizia della morte della nonna. Si ride a crepapelle! | ||