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| La Storia... in breve |
di Daniele Toninelli |
Se non vuoi anticipazioni sulla trama NON LEGGERE le parti SCRITTE IN BLU.
Un gruppo di quattro amici (Roger, Chevy, Nick e George), tutti nani, decide di partecipare, con l'aiuto di un rinomato ex-campione di pallacanestro, ad un torneo che mette in palio una cospicua somma di denaro che risolverebbe parte dei problemi economici di Roger. All'inizio sarà dura assicurarsi la collaborazione di Dennis Rodman (campione di basket che impersona sè stesso), completamente contrario all'iniziativa; poi, però, grazie al contributo di un manager che fiuta potenziali affari d'oro legati all'idea della collaborazione con il gruppo di nani, viene trovato un accordo e per i nani si tratta di avere il primo impatto con la fama e il successo...
LA SCENA TOPICA: Capolavoro di humor involontario: nel "grande" match finale i nani si mettono uno sopra l'altro per fare il canestro che deciderà la partita. Riusciranno a vincere? La risposta (almeno quella) è meno ovvia di quello che può sembrare...
| Giudizio sintetico |
di Daniele Toninelli |
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Non è un segreto che il cinema italiano mi piace molto poco: lo trovo spesso monocorde (storia di coppie in crisi sull'orlo della separazione, storie di corna che fanno naufragare matrimoni), insulso (cinepanettoni natalizi), limitato (le risorse sono quello che sono) e provinciale (le storie e i registi da esportazione, che oltrepassano i confini nazionali, sono pochissime). Però "Mio Fratello è Figlio Unico" è uno di quei casi (le eccezioni per fortuna non mancano mai) in cui un film mi riconcilia con la cinematografia nazionale contemporanea. Il film è "sentito" in profondità da Luchetti, che riesce a farlo vivere in profondità anche allo spettatore. Questo grazie sia ad un manipolo di interpreti eccellenti, sia grazie alla forza dirompente della storia. Per il primo aspetto, spiccano l'ottima interpretazione del burbero e manesco fratello del protagonista con cui Riccardo Scamarcio ha dimostrato alla critica di non essere solo bello e muto (come in "Romanzo Criminale") o sexy oggetto del desiderio delle adolescenti (come nelle commediole adolescenziali cui ha partecipato o in "Manuale d'Amore"), ma anche attore a tutto tondo, intenso e profondo quanto si addice ad un film del genere. E poi ci sono la Finocchiaro (ottima, come sempre, fa sorridere con una smorfia) e Zingaretti (perfettamente calato nello zio fanatico fascista del protagonista) che costruiscono due irresistibili personaggi di contorno. Ma il migliore di tutti è il protagonista, l'eccellente Elio Germano, che in questa pellicola ha (forse) tirato fuori tutta la bravura di cui è capace: suo appannaggio molte delle scene-chiave. Basti ricordare la sua faccia quando è costretto a sentire il fratello che fa effusioni con la ragazza che tanto vorrebbe per sè, quando non sa ribellarsi alla violenza (familiare, degli ex compagni di partito, ..., della società), quando si scagli contro la sua "vita di m....", quando non sa fuggire da una situazione che gli casca addosso e lo intrappola. Bravissimo, un fuoriclasse. Per quanto riguarda la storia, il film ricostruisce la tormentata e tumultuosa situazione italiana che conduce alle contestazioni e alle lotte ideologiche della fine degli anni '60 mischiando sapientemente la ricostruzione del clima (politico e sociale) dell'epoca con le vicende della famiglia protagonista. Quello del conflitto tra fratelli si risolve in un ottimo espediente, anche attraverso le loro vicende personali, per mettere in evidenza i contrasti, le contraddizioni, la tensione di un'epoca che sembra molto lontana, ma in realtà potrebbe non esserlo poi tanto. Luchetti riesce a mantenersi in perfetto equilibrio, riesce a mantenere un'equidistanza tra le due ideologie che contrappone attraverso i personaggi dei due fratelli: osserva e giudica mettendo in evidenza eccessi e zone d'ombra di uno schieramento e dell'altro. Riesce a creare uno splendido ritratto di una fase fondamentale della nostra storia. Avvince e conquista con un'opera completa, intensa, autentica e sincera, sanguigna, tanto più affascinante in quanto realizzata con mezzi artigianali, come quelli che in Italia costringono i registi ad operare con mancanza o scarsità di mezzi; cosa che, si sa, spesso aguzza l'ingegno e porta alla produzione di ottimi prodotti di artigianato, a volte più apprezzabili di alcune indigeste produzioni industriali. |
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| La Ricetta |
ingredienti del film |
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Giudizi espressi da Daniele Toninelli (scala da 1 a 5)
Sentimenti |
Riflessioni |
Ritmo / Azione |
Spettacolarità |
Ristate |
Avvertenze |
| **** | **** | *** | * | - | Per tutti |
| La Pagella |
i voti al film |
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Voti assegnati da Daniele Toninelli (scala da 1 a 10)
Regia |
Interpreti |
Sceneggiatura |
Qualità tecnica |
Musica |
| 8,60 | 9,00 | 8,50 | 7,50 | 7,30 |
Daniele T.Voto Complessivo |
Ciak |
Corriere della Sera |
International Movie Data Base |
INCASSI(USA / Italia) |
| 8,05 /
10
Molto Bello |
- /
10 ..-..-.... |
- / Alti |
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| Spazio Aperto |
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calendario |
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Visione del Film |
Luogo Visione |
Pubblicazione Scheda |
Ultimo Aggiornamento |
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20 - 04 - 2007 |
15 - 11 - 2007 |
Cinema Teatro Nuovo (Arcore) Rassegna "Giovedì d'essai" |
17 - 11 - 2007 |
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