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Settembre 2004

 

 

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 Scheda tecnica

Natale a Miami

Regia

Neri Parenti

Genere

Commedia

Anno

2005

Nazionalità

Italia

Interpreti

Massimo Boldi, Christian De Sica, Massimo Ghini, Francesco Mandelli, Paolo Ruffini, Giuseppe Sanfelice

Titolo Originale

Natale a Miami

Durata

1 h, 40 '

 

Link Il sito ufficiale

www.filmauro.it

http://www.nataleamiami.it/index02.html

Il Forum

MM Forum

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di Daniele Toninelli

 

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La Classifica di Movie Maniac: "MM Parade"

Natale a Miami è l'occasione per fare andare al cinema gente che di solito non ci va ed è positivo solo come occasione di aggregazione; ma è modesto, povero, interpretato da una coppia che non esiste: De Sica e Boldi si incrociano per pochi minuti e nessuno dei due ci guadagna. Sembra di vedere due film diversi, uniti forzatamente solo nel finale: Boldi c'è per il pubblico del Nord, De Sica per quello del Sud. Una manovra di marketing come gli innesti dei vj di MTV. Le battute e le gag non mi hanno fatto ridere, sono spesso "telefonate" e mai geniali o argute, solo volgari, triviali. Unico tratto distintivo è la ambientazione a Miami. Scandaloso lo spazio lasciato agli sponsor. Non riesco ancora a spiegarmi come un film del genere possa fare ridere e avere successo.  DT

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La Trama

di Daniele Toninelli

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        Ranuccio Ghisa (Massimo Boldi) viene lasciato dalla moglie e decide, per consolarsi, di partire per Miami con il figlio Paolo (Francesco Mandelli), anche lui appena lasciato dalla ragazza, che avrebbe voluto trascorrere le vacanze americane con due amici, Diego e Lorenzo (Paolo Ruffini e Giuseppe Sanfelice), i quali non vogliono per nulla portare con se il padre di Paolo. Anche Giorgio (Christian De Sica) è stato appena scaricato dalla moglie e, per consolarsi, segue l'amico Mario (Massimo Ghini) alla volta di Miami. Si scoprirà, però, che l'amico del cuore in realtà è il motivo per cui Daniela ha lasciato Giorgio. Nel frattempo quest'ultimo ri-incontra dopo molti anni la figlia di Mario, che dopo tanto tempo ha sviluppato parecchie doti e che ci prova a spron battuto con lo zio adottivo...

 

Secondo me…    (la recensione)

di Daniele Toninelli

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        La mia storia con i cine-panettoni di De Sica (figlio) e Boldi è iniziata e, a quanto pare, terminerà con "Natale a Miami". Diciamo la verità: finora non avevo mai voluto andare a vedere i film della serie Natalizia più redditizia del cinema Italiano a causa del solito atteggiamento un po' snob dei cinefili, che ritengono, a priori, queste pellicole indegne di essere viste. Ed in effetti le battute e le gag selezionate per i trailer non è che mi abbiano mai fatto impazzire. Però non riuscivo a spiegarmi il successo di questi film: se tanta gente li va a vedere (peraltro, per la maggioranza, un pubblico che tende ad andare al cinema solo una volta l'anno) ci sarà un motivo! Si riderà di gusto, sarà l'occasione per passare una serata all'insegna dello spasso, come ai tempi di "Le Comiche" (dello stesso regista: Neri Parenti), che al cinema mi aveva fatto piangere (dal ridere).

        Per questo motivo, non avendone mai visto uno (nemmeno in TV), non mi ero mai azzardato, come fanno tutti quelli che di cinema se ne intendono (o così vogliono far credere), a dire che questi film fossero schifezze. Prima di dare un giudizio volevo "toccare con mano"; chissà mai che, al contrario di tanti critici che rifiutano a priori i film natalizi di Boldi e De Sica io invece non sarei riuscito a divertirmi. Ora, però, a ragion veduta, posso finalmente esprimere un giudizio e, conseguentemente ad esso, posso cercare di rispondere ad una domanda cruciale: come fa ad avere successo un film come "Natale a Miami"? E' positivo il fatto che sia l'occasione per fare uscire di casa (e andare al cinema) gente che di solito non frequenta le sale cinematografiche, è positivo che sia diventata una occasione per trovarsi e divertirsi nel periodo natalizio. Ma perchè tutto ciò accade per un film tanto modesto?

        Prima questione: la coppia Christian De Sica - Massimo Boldi. Come fa una coppia così furbamente assortita e così male integrata ad attirare tanto pubblico? La crisi dei due protagonisti la ritengo una abile mossa di marketing (che già da un anno ci assilla). Prima di vedere "Natale a Miami" pensavo: "vabbè, il prossimo anno Boldi farà il suo film di Natale, De Sica ne farà un'altro e le cose non andranno bene (o almeno, non andranno così bene) per i due, che così si vedranno costretti, tra qualche anno, a tornare insieme per ragioni di portafoglio". Ora che ho visto il film invece ho cambiato opinione. La coppia De Sica - Boldi, in realtà non esiste (e forse non è mai esistita)! E' presente solo nei manifesti. I due, in circa 100 minuti di film si incrociano in scena per, penso, non più di 10/15 minuti. E, dalla presenza contemporanea, nessuno dei due ci guadagna. Ognuno sembra andare per la propria strada, prigioniero del proprio personaggio e del proprio tipo di comicità, come due rotaie che non si incontrano mai: sono vicine solo perchè percorrono la stessa strada e le loro strade sono in modo artificioso fatte incrociare da una legnosissima sceneggiatura, che crea in modo eccessivamente forzato l'occasione di incontro nel penoso finale. Prendete Boldi e il suo personaggio e sostituite a De Sica, per le scene comuni, un qualunque altro attore, avrete lo stesso effetto. La medesima cosa vale per De Sica: per ciò che fa Boldi nelle scene che i due condividono si sarebbe potuto scegliere un qualunque altro interprete. L'alchimia tra i due è totalmente assente e così nessuno dei due apporta del valore aggiunto o guadagna qualcosa dalla presenza del compagno. Sembra quasi di vedere un film ad episodi, sembra una mostruosa unione di due film indipendenti, che non si vogliono incrociare.

        Però la coppia è stata messa insieme in modo geniale. Boldi accontenta un pubblico Lombardo (o comunque del Nord), come testimoniano le risate fragorose in sala alle sue battute in milanese, come De Sica cattura (immagino) le preferenze di un pubblico più marcatamente del Sud. Ancora una volta una intelligente manovra di marketing: ma il risultato che si ottiene è analogo ad una ricetta tipo "pizza alla polenta" o "risotto e babbà". E allora perchè continuare a convivere (cinematograficamente parlando)? Solo per i soldi, immagino; chi non lo farebbe? Ma Boldi è stufo di essere ritenuto inferiore a De Sica (anche se non ne capisco il motivo, visto che mi pare i due abbiano pari trattamento e pari spazio, all'interno del film) e l'anno prossimo avrà al suo fianco Salemme. Continuerà ad avere successo con i cine-panettoni e di De Sica come sua spalla forse tutti si dimenticheranno. De Sica, dal canto suo, troverà forse una spalla che accontenterà il pubblico del Nord e gli consentirà di proseguire con la serie anche senza Boldi (anche se finora i suoi tentativi solitari sono stati piuttosto disastrosi). Forse le iniezioni di elementi giovanili come i due innesti di vj da MTV (il nongiovane Mandelli e Ruffini) potranno essere di aiuto a portare al cinema i giovani della MTV generation e a creare un team più "corale", meno incentrato sulle figure predominanti dei due protagonisti. O forse i futuri film della ex-coppia si spartiranno solo gli incassi degli anni precedenti. Vedremo.

        Seconda questione: gli incassi stratosferici. Come fa un film così povero (in molti sensi) a incassare tanto? Come fanno Boldi e De Sica ad essere sempre nelle prime 3-4 posizioni della stagione? Confesso di non aver riso a nessuna delle battute o delle gag propinate da Neri Parenti: la metà erano "telefonate" con largo anticipo (i travestiti che si portano a casa i tre giovanotti, gli equivoci e i fraintendimenti tra De Sica e Ghini, ...), il resto erano di una miseria (in termini di inventiva, genialità e arguzia) sconfortante. La trovata del serial killer era quanto di meno adatto potevano inventarsi gli autori. Non parliamo, poi, della trivialità che impregna ogni scena, dall'inizio alla fine, e della volgarità dilagante. Non per essere bacchettoni, ma quando l'unico modo che si ha per fare ridere il pubblico sono parolacce ostentate ogni 60 secondi, significa che forse sarebbe opportuno studiare meglio la sceneggiatura (e magari limitare la produzione di questi film ad uno ogni due anni, per trovare uno straccio di storia almeno decente che non si limiti ad essere una vetrina di belle ragazze pronte per essere immortalate da qualche calendario). Per fortuna che la location in termini cinematografici rende: Miami è uno spettacolo. Ma lo stesso film poteva benissimo essere ambientato in Egitto, in Turchia, in Australia, in Giappone, in Antartide o a Milano Marittima. Sarebbe stata la stessa cosa.

        Terza questione: gli sponsor. Come fa il pubblico a non scandalizzarsi (nessuna segnalazione a "Striscia la Notizia"???) per un film che è più griffato degli ultimi episodi della serie di James Bond? Subito, nella prima scena, si parte con il logo della Tim in primissimo piano (e ripetutamente); non è lo stesso operatore di cui un certo Christian De Sica è attualmente testimonial?. E poi in molti saranno arrivati a pensare che la Lufthansa sia uno dei modi migliori per raggiungere Miami. Capisco quando i soldi degli sponsor possono servire per dare una mano al budget e per fare film migliori (ad esempio, nel caso di James Bond, a realizzare scene d'azione più spettacolari), ma qui i soldi di tutti gli sponsor dove vanno a finire? Servono solo a pagare agli attori (e che attoroni, aho!) la vacanza negli States? Fermatevi a vedere i titoli di coda. Non vi pare strano, non vi pare che qualcosa non vada per il verso giusto quando l'elenco degli sponsor (con tanto di loghi colorati per attirare l'attenzione) è più lungo di quello del cast tecnico e artistico? Va bene aiutare il bilancio ma gli spottoni inseriti ovunque sia possibile sono ad un livello indecente e inaccettabile.

        Quarta questione: le risate. Perchè i film natalizi con Boldi e De Sica fanno ridere così tanto (gli altri)? Non riesco veramente a spiegarmelo. Sono troppo pretenzioso? Non dovrei aspettarmi di più dal nostro asfittico cinema italiano (che pure qualche vetta sporadicamente la raggiunge)? Boh! Non penso sia questione di atteggiamento snob nei confronti di un intrattenimento definito "popolare" dagli stessi interpreti. Eppure tra attori, sceneggiatori, livello tecnico e artistico, ... mi è parso che "Natale a Miami" sia solo una farsa, di un livello tanto misero da essere disarmante. La storia mi ricorda, per molti versi, una sit-com che ormai è un classico della TV italiana: "Casa Vianello". "Natale a Miami" è la trama di una sit-com allungata e stiracchiata a dismisura (in più c'è solo l'ambientazione esotica) e con esiti distorcenti per arrivare a raggiungere una ragionevole durata cinematografica; ma gli elementi restano gli stessi: scambi di persona, equivoci, battibecchi tra i personaggi, ... e poi tutto si risolve con la gag finale. Ma le differenze tra "Casa Vianello" e "Natale a Miami" sono altrettanto evidenti. Sono le stesse che intercorrono tra "che noia, che barba, che barba, che noia" e "che rottura de cojoni, che scacassamento de balle". "Casa Vianello" diverte in modo intelligente, signorile, è un prodotto, per il suo genere, arguto, raffinato e curato; "Natale a Miami" no. Per rifarmi al lessico del film (e chissà che non riesca a strappare, anche io, qualche risata), "Natale a Miami" è un "firm demmerda" o "der cazzo". Fate voi, tanto ormai si usa essere volgari (e in futuro forse verrò anche io riabilitato, come questo inguardabile genere di film). 

Daniele Toninelli

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Nickname Gionatan Data 11-01-2006
Commento IL VOSTRO FILM MI è PIACIUTO MOLTO.

 

Nickname Zollex Data 19-02-2006
Commento Non posso che essere d'accordo con l'autore. Però c'é da dire che questi commenti valgono solo per gli ultimi film della coppia: roba come Natale in India e questo Natale a Miami. Se prendiamo invece precedenti film come "Yuppies" o "Vacanze di Natale" credo che la comicità dei due sia assai meno volgare, e le idee migliori.
Il successo a mio parere è dovuto all'affetto che gli spettatori provano per il duo.

 

Nickname pamy Data 25-12-2006
Commento il fil é stato bellissimo e divertente
 

 

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