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Piergiorgio Ravasio |
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Neverland - Un sogno per la vita |
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Scheda |
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Regia |
Marc Forster | |
Genere |
Drammatico | |
Anno |
2004 | |
Nazionalità |
USA | |
Interpreti |
Johnny Depp, Date Winslet, Julie Christie, Radhan Mitchell, Dustin Hoffman | |
Titolo Originale |
Finding Neverland | |
Durata |
1 h, 46 ' | |
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di Piergiorgio Ravasio
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La Storia / L'Opinione
di Piergiorgio Ravasio
Immaginazione,
fantasia, realtà, sogni e desideri. Una mescolanza, molto ben assortita e
amalgamata, che il regista Marc Forster riesce a tradurre sullo schermo in
immagini di notevole impatto visivo ed emotivo. Merito, sicuramente, della
splendida interpretazione di tutti gli attori: uno straordinario Johnny Depp (il
più adatto a rappresentare il connubio "adulto" nel fisico del perenne
"bambino); una molto delicata Kate Winslet che, nella drammaticità del suo
ruolo, non cade mai nella compassione e nell'eccessivo compatimento, ma che si
limita a piccoli gesti, materni consigli, delicati sguardi e frugali lacrime.
Dustin Hoffman, nel ruolo del direttore del teatro, sempre molto scettico verso
lo scrittore dell'opera teatrale, ma che alla fine verrà, pure lui, contagiato
dal successo per tanta felicità. Molto simile a quest'ultimo anche la brava e
severa Julie Christie: in principio titubante, fredda razionale e per nulla
convinta della necessità di tanta felicità; e alla fine decisa sostenitrice (è
lei che applaude, per prima, allo spettacolo più doloroso che sta per consumarsi
tra le fredde mura domestiche che, solo negli ultimi tempi, sono state
riscaldate da quel dolce inaspettato tepore umano).
Il film
narra la vita dello scrittore James Barrie, del brutto momento che la sua vita
artistica sta attraversando e dell'incontro, che lo segnerà profondamente, con
la giovane vedova e i suoi quattro bambini. Saranno proprio loro quattro che,
negli incontri quotidiani con Johnny-lo scrittore-Depp, porteranno "lui" alla
stesura della sua ultima fatica letteraria e "noi" a realizzare che solo con gli
occhi dei più piccoli potremo continuare a sognare e comprendere il vero
significato di quanto ci sta attorno. Insegnerà loro come certe volte, nella
vita, sia indispensabile abbandonare la triste e crude realtà per rifugiarsi,
anche solo pochi attimi, in un mondo nuovo, che la fantasia di tutti noi riesce
e deve sempre costruire: un piccolo angolo di paradiso di felicità (anche se non
perenne e definitiva), ma che ci può aiutare nei momenti più cupi e tristi della
vita quotidiana.
Un invito a volare
nell' "Isola che non c'è", che è dentro ognuno di noi, e che potrebbe, per
qualche istante, mostrarci anche la morte come un mondo non necessariamente
dipinto di nero, tetro e desolato, ma come una mano fraterna che ci accoglie e
ci guida verso una dimensione nuova e inesplorata.
La fantasia non ha confini: questo il
messaggio che la storia ci vuole comunicare. E i bambini bene incarnano questo
invito, riuscendo a contagiare noi adulti. Solo lasciandoci andare un po' di più
alle nostre emozioni, riusciremo anche noi a vedere che "un pezzo di legno può
diventare, agli occhi di tutti, un pezzo splendente"; non avendo troppa fretta
di voler crescere ci sarà più facile realizzare i nostri intimi desideri, come
il più piccolo dei bambini che, con le proprie forze, riuscirà a sollevare il
pesante aquilone facendolo librare, entusiasta, nel cielo dei suoi sogni. "Il
bambino, che negli ultimi trenta secondi, è diventato adulto" potrebbe, per
contro, chiedere a noi grandi di essere, per trenta secondi al giorno, un po'
più bambini e vivere le emozioni che spesso ci sfuggono dalle mani.
Quanto sarebbe bello se anche noi,
come Johnny Depp, aprendo la porta della nostra stanza, potessimo vedere un
mondo diverso, colori molto più vivi e accesi, panorami e paesaggi più dolci e
suggestivi, poter volare anche noi, per qualche istante, sull'isola che non c'è.
Piergiorgio R.
Vedi anche la SCHEDA di Daniele T.
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