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Profumo - Storia di un assassino |
Scheda di Daniele Toninelli |
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| Voto | 7,70 | |
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la locandina
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Genere |
Thriller | |
Titolo Originale |
Das Parfum - Die Geschichte eines Morders | ||
Nazionalità |
Francia / Spagna / Germania | ||
Anno |
2006 | ||
Durata |
2 h, 27' |
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Regia |
Tom Tykwer | ||
Interpreti |
Ben Whishaw, Dustin Hoffman, Alan Rickman, Rachel Hurd-Wood | ||
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Jean-Baptiste Grenouille, orfanello partorito ed abbandonato in un fetido mercato del pesce nel centro di Parigi, già da piccolo aveva sviluppato il proprio olfatto in modo straordinario. Ne passa di tutti i colori, ne subisce di cotte e di crude, eppure riesce a rimanere attaccato alla vita: vuole scoprire tutti i profumi che il mondo può offrire. Dopo l'orfanotrofio e dopo alcuni anni passati a lavorare duramente in una conceria, riesce a farsi assumere da un profumiere che, scoperte le incredibili doti del ragazzo, gli insegna i segreti del mestiere. Jean-Baptiste comincerà così a cercare di creare il profumo perfetto, ma per farlo dovrà catturare l'essenza di alcune giovani fanciulle... Questo kolossal tedesco, record d'incassi in Germania, si ispira (ma non riprende pedissequamente, come lo stesso regista ha ammesso in una intervista a Ciak) all'omonimo libro di Suskind. La storia è originale e coinvolgente, mischiando mistero, poesia, miseria, tenacia, luci e (soprattutto) ombre del protagonista. Una vicenda atipica, uno spunto formidabile per realizzare un film. Ma non facile da trasporre su pellicola, tanto che anche Kubrick aveva rinunciato a realizzare il progetto. "Profumo - Storia di un assassino", nonostante l'ottimo soggetto, è un'opera riuscita solo in parte. Se nell'incipit accelera un po' troppo sulle sventure che capitano al protagonista (mai una ribellione a tutte le angherie subite? Che stoico!), nella parte centrale è molto ben riuscito (e il protagonista, molto appropriato per la parte) dà un sostanziale contributo al risultato. Nella parte finale, però, il film sembra cadere nel baratro del ridicolo. C'è una scena di massa (non mi spiegherò meglio per non rovinare la sorpresa) che suscita involontariamente le risate del pubblico; e poi basta guardare i volti delle comparse, poco convinte anch'esse, sembrano partecipare ad una recita dell'oratorio. La grandiosità che si vorrebbe ottenere (ottima scenografia e location perfette, scene di massa) pare alquanto superficiale e mostra molto dei limiti tipici delle produzioni europee che, checchè se ne dica, non riescono a raggiungere il livello dei grandi film americani. Peccato, perchè non fosse per il finale (che lascia anche piuttosto perplessi e che non colpisce come si sarebbe voluto) il film sarebbe potuto essere un gran bel racconto. Cosa sarebbe stato in grado di fare, con questa storia, un regista come Tim Burton? | |||
| Ideale per... |
Chi si appassiona alle gesta dei serial killer (tipo Hannibal Lecter), ma anche chi ama le storie poetiche tipo "Chocolat" (ma qui si parla di profumi) o "Edward mani di forbice", ma qui il talento sfocia in gesta non proprio innocenti... | ||
| La scena topica |
Grenoulle lascia il profumiere che gli aveva insegnato tutti i trucchi del mestiere con una dote di cento ricette per profumi eccezionali. Peccato che nella notte il profumiere verrà svanire le sue speranze di successo... | ||