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Piergiorgio Ravasio |
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di Piergiorgio Ravasio
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17-10-2007 |
08-10-2007 |
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| La Trama / L'Opinione |
di Piergiorgio Ravasio |
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Con alle spalle un Premio Oscar, il regista Brad Bird, sostenuto dalla squadra dei tecnici Pixar Animation Studios, torna ora alla carica con la nuova divertente commedia animata "Ratatouille" che ha per protagonista il topolino Remy alle prese con un'amicizia del tutto originale.
Nella sua vita da animale non particolarmente apprezzato dalla categoria degli umani, Remy ha un talento indiscusso: il dono di un olfatto sopraffino, accompagnato dall'aspirazione del tutto inusuale di diventare un affermato cuoco in uno dei più prestigiosi ristoranti parigini. Quando la rassegnazione ad una vita monotona sta per prendere il sopravvento, ecco all'orizzonte l'occasione giusta: la conoscenza di Linguini, un giovane ragazzo addetto alle pulizie di un ristorante. L'amicizia tra i due improvvisati collaboratori permetterà loro di dare un nuovo corso alle proprie esistenze.
La Pixar già in questi anni ci ha regalato grandi emozioni avvicinandoci a vari personaggi: i giocattoli che si animano in "Toy Story"; il contatto del mondo degli umani con quello dei mostriciattoli in "Monsters & Co."; le avventure oceaniche del pesciolino Nemo; i supereroi costretti a nascondersi adottando delle identità civili ne "Gli incredibili". Questa volta, con "Ratatouille", le spassose pellicole che ormai appassionano tanto i bambini quanto i loro accompagnatori in sala, ci metteranno a diretto contatto con un topolino che abbandona le sue origini di ghiotto e vorace consumatore di avanzi da cucina, per destreggiarsi abilmente tra coltelli, pietanze e vini pregiati.
Con una tecnologia ulteriormente migliorata rispetto ai precedenti film e spinta sempre verso nuovi limiti, la bellezza artistica del film ci propone immagini più sofisticate mai viste in una pellicola di animazione digitale. Ecco che così che possiamo ammirare un'ambientazione che propone una visione elaborata e magica di Parigi, il cibo (reso benissimo da un punto di vista artistico) con i pasti più raffinati, deliziosi ed eleganti che trasportano il pubblico in un mondo di delizie visive mai esplorate in precedenza. Per non tralasciare la straordinaria fotografia che spazia dall'affascinante mondo urbano composto da ristoranti e caffè sopra il livello del suolo, all'esplorazione di quel mondo misterioso e laborioso che si trova al di sotto delle strade.
Ma soprattutto c'è lui, il piccolo grande eroe che, da emarginato, cerca di inserirsi nel mondo degli essere umani realizzando ciò che più desidera in quell'universo che gli è completamente ostile, barcamenandosi tra il mondo dei topi e il nostro con risultati spesso esilaranti.
Come la cinematografia animata ci ha ormai abituati, nel mezzo delle più svariate e divertenti disavventure, la pellicola trova il consueto spazio per presentare tematiche sempre attuali per adulti e piccini come quella dell'amicizia, del contrasto familiare, della costanza e determinatezza nel voler raggiungere i propri obiettivi. Ebbene sì, perché il piccolo animale pelosetto, invertendo lo stereotipo del topo cattivo e diventando l'eroe di tutta la storia, con la sua spiccata qualità di affrontare in modo creativo quel mondo pericoloso che lo schiaccia, riesce a salvare non solo se stesso ma anche i suoi nuovi amici del Ristorante Gusteau's. Divenendo il personaggio in cui tutti possono riconoscersi, Remy - il perdente che trionfa - riesce bene a mettere in mostra alcuni lati di vite interiori realistiche, dimostrando che si può credere in qualcosa di impossibile.
Accanto al topolino che via via assume caratteristiche sempre più umane, avremo modo di fare la conoscenza di altri gradevoli personaggi: il padre che non comprende la scelta del figlio; il fantasma di Auguste (il cuoco più rinomato di Parigi); il fratellino a forma di pera Emile, assaggiatore ufficiale di cibi che si rifocilla solo a base di immondizia; il critico di ristoranti dall'enorme potere la cui opinione può determinare la fortuna o la rovina di un ristorante.
Mostrandoci la
gioia e l'espressività di un mondo a noi tanto refrattario, la pellicola disegna
un racconto avvincente e suggestivo che, con qualche risata qua e là, offre la
sfida della fedeltà agli amici e alla famiglia, così come la ricerca della vera
felicità nella vita. Passando dalla suspence di alcune sequenze, a situazioni
comiche e divertenti, l'entusiasmo di questo topolino finisce per contagiarci
tutti quanti, insegnandoci a trionfare sulle avversità che nella vita
quotidiana ci si presentano dinanzi. L'importante è rimanere fedeli a quello che
si è realmente, senza preoccuparsi degli impedimenti in cui ci si imbatte
durante il proprio cammino, puntando sempre in alto alla ricerca di nuove
esperienze. Come ci insegna il regista Brad Bird, tutti abbiamo dei sogni e
delle aspirazioni impossibili e facciamo l'inimmaginabile per farle realizzare.
Ma forse non proprio tutto risulta essere così impossibile. L'importante è
crederci.
Piergiorgio Ravasio
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