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Red Eye |
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| Voto | 7,65 | |
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la locandina
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Genere |
Thriller | |
Titolo Originale |
Red Eye | ||
Nazionalità |
USA | ||
Anno |
2005 | ||
Durata |
1 h, 25' |
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Regia |
Wes Craven | ||
Interpreti |
Rachel McAdams, Cillian Murphy, Brian Cox | ||
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Niente di straordinario all’orizzonte. Ma Wes Craven con Red Eye dimostra certamente di saperci fare. Il titolo fa pensare in modo velatamente ingannevole ad un horror, ma in realtà si riferisce agli occhi (rossi) che vengono ai passeggeri dopo aver affrontato il volo dal Texas a Miami. In effetti, sostanzialmente si tratta di un thriller, un buon thriller. Clima teso e suspence perdurano per tutto lo scorrere della pellicola e l’ambientazione claustrofobica della prima parte contribuisce molto alle atmosfere con cui Craven, specialista di film horror, attanaglia lo spettatore. Il regista si serve anche di alcuni “espedienti” che sembrano presi di peso dal suo genere preferito (il modo in cui la protagonista usa una penna … è veramente agghiacciante). E riesce anche a farsi perdonare alcune inverosimiglianze, considerabili licenze narrative. I due protagonisti sono Cillian Murphy, lo spaventapasseri di Batman Begins, e Rachel McAdams, che non ha una lunga filmografia (l’ultimo successo è 2 Single a Nozze) ma va tenuta d’occhio: è bella e brava. In coppia i due funzionano molto bene e danno vita, entrambi, a personaggi decisamente determinati (come i rispettivi interpreti), due caratteri forti che non vogliono farsi sopraffare: se fosse una lotta e se lo schermo fosse un ring, la gara sarebbe pari. Rachel interpreta una intraprendente direttrice d’albergo che, probabilmente, ha avuto qualche problema di ordine psicologico nel passato. E' la classica donna in carriera costretta a viaggiare e muoversi da sola, con l'assillo continuo del cellulare. La sua determinazione incrollabile sembra voler tenere a bada alcuni fantasmi del suo passato. La ragazza sta rientrando a Miami dopo il funerale della madre, quando fa la conoscenza (non troppo casuale) di un ragazzo. Costui, durante il volo, le confessa di essere un terrorista. Le cose cominciano a complicarsi parecchio, perché la ragazza comincia a sentirsi coinvolta molto personalmente nella vicenda… Effettivamente la conclusione del film sarà tanto logica da risultare scontata. Quindi non si tratta di nulla di completamente innovativo, sorprendente o di una pietra miliare del cinema o del genere (come invece può essere considerato Scream, dello stesso Craven, per il genere horror), ma il mestiere c’è e… il naufragar c’è dolce in questo mare. Basta lasciarsi andare, senza troppe pretese. | |||
| Ideale per... |
Una serata d’alta tensione: popcorn e bibita in mano. Più che l'azione vera e propria si assaporeranno l’ambientazione claustrofobica e i duetti psicologici tra i due protagonisti. | ||
| La scena topica |
La giovane direttrice d’albergo non sa come trarsi d’impiccio: la situazione è particolarmente drammatica, non sembrano esserci vie d’uscita. Ma necessità aguzza ingegno e una penna rubata ad un ragazzino può rivelarsi uno strumento genialmente utile. | ||