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Settembre 2004

 

 

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Robots

Scheda               

Regia

Chris Wedge, Carlos Saldanha

Genere

Animazione

Anno

2004

Nazionalità

USA

Personaggi

Rodney Copperbottom, Bigweld, Racket, zia Fanny, ...

Titolo Originale

Robots

Durata

1 h, 31 '

 

Il Voto            

8,00 /  10

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In breve...

"Robots" è destinato ad un pubblico di tutte le età: fascino visivo (l'animazione digitale continua a sorprendere) in netto miglioramento rispetto al precedente "Era Glaciale" (stessi produttori). Ci si specchia in un universo parallelo al nostro ed è più facile riflettere su difetti e problemi dei nostri tempi, ma anche ridere di se stessi e dei propri tic. I rischi del monopolismo, la sete di potere, l'avidità, il bisogno di sentirsi trendy, alla moda, la spietatezza delle multinazionali, la crisi occupazionale, ... . Oltre a questi spunti, non mancano momenti di puro divertimento molto ben riusciti e momenti di vera azione.

 

ATTENZIONE! Se non vuoi anticipazioni sulla trama NON LEGGERE le parti SCRITTE IN BLU.

 

Il Plot

     

        Rodney è il figlio di un robot lavapiatti di periferia con ambizioni da inventore. La realtà del paese in cui è cresciuto gli sta molto stretta, così decide, ultimati gli studi, di trasferirsi in città. Il suo scopo è di proporre una delle proprie invenzioni a Bigwell, il più famoso dei robot, in grado di riparare qualsiasi altra macchina e a capo della società che produce tutti i pezzi di ricambio dei robot. Racket, però, aiutato dalla madre, sta cospirando alle spalle di Bigwell per assumere il controllo della grande azienda di cui il vecchio Bigwell era il padrone. Per incrementare i guadagni della società decide allora di smettere di produrre pezzi di ricambio, in modo che i robot siano spinti ad acquistare nuovi e costosi modelli. Rodney capisce che qualcosa non va per il verso giusto e, terminate le scorte dei pezzi di ricambio, si mette a riparare gli altri robot che hanno problemi con i propri pezzi, mettendo i bastoni tra le ruote al progetto di Racket. Rodney, insieme ad una banda sgangherata di nuovi amici, decide anche di mettersi sulle tracce di Bigwell, che sembra essere scomparso dalla circolazione.

 

 

Secondo me…    (la recensione)

     

        Non capita spesso di sentire un bambino che chiede al padre di andare a casa (nel momento in cui la storia rallenta un attimo prima di rilanciarsi di nuovo verso la conclusione) e di sentire il padre che non ne vuole sapere e gli dice: "No. Adesso non si può uscire, dobbiamo restare fino alla fine del film.". Eppure per "Robots" è successo. Non riesco a comprendere il motivo per cui il bambino volesse andarsene: forse per la stanchezza dovuta all'ora tarda. Ma la reazione del genitore è conferma di quanto i film animati in digitale e, in questo particolare caso, "Robots" sappiano intrattenere un pubblico variegato, che non si identifica più solamente con i bambini, e catturino sapientemente un pubblico di tutte le età.

        Da una parte, infatti, va evidenziato il fascino visivo di cui la tecnica di animazione digitale è fornita: le immagini sono ormai perfette (e ancora di più oggi, che le si può ammirare con i proiettori digitali di nuova generazione: a proposito anche Milano, dopo l'Arcadia di Melzo, ora ha una sala dotata di proiettore digitale, il Manzoni). Si ha un netto miglioramento rispetto al livello tecnico di "L'Era Glaciale" (il team produttivo è lo stesso) e il prodotto (della 20th Century Fox) è quasi ai livelli di quelli delle infallibili Pixar-Disney e Dreamworks. In questo come in altri film precedenti sembra che l'"universo" rappresentato sullo schermo esista davvero, abbia una propria consistenza reale. La forza visiva delle immagini (da sola non basterebbe a reggere un intero film e rischierebbe di ridursi a sterile esercizio formale) e, soprattutto, la cura infusa nella stesura della sceneggiatura hanno anche il compito di aiutare il processo di identificazione: il pubblico vede riflesse sullo schermo, proiettate in una realtà diversa dalla propria (dal mondo marino di "Alla Ricerca di Nemo" e "Shark Tale" al mondo fantascientifico dove imperversano i robots di questo film), i propri vizi, le proprie virtù, il proprio modo di essere, la propria società con i suoi difetti e i suoi controsensi, ... E tutto questo rende più semplice il ridere e sorridere, indirettamente, di se stessi.  

        Molti sono gli spunti di riflessione che si possono trarre da un film come "Robots", tanto fantasioso e geniale nelle immagini, quanto attaccato alla realtà di tutti i giorni. I pericoli del monopolismo e i rischi che si corrono quando si è schiavi della propria sete di potere, quando l'avidità e il bisogno del profitto sono l'unico motore che muove le proprie azioni e fanno fare scelte anche contrarie alla morale. Ma nel film si parla anche del bisogno irrinunciabile che, oggi, si ha di sentirsi trendy, della necessità di seguire una moda, ... fino ad altri problemi che si verificano non di rado al giorno d'oggi: la spietatezza di alcune multinazionali, la crisi occupazionale, e così via.

        Quanto ho finora detto non deve far credere, comunque, che il film sia serioso: non mancano i momenti di puro divertimento (molto riusciti, anche senza la presenza del classico personaggio cui si delega, in genere, la funzione comica di giullare: c'è un folgorante e irresistibile "cameo" di Britney Spears, ci sono molte citazioni di pellicole classiche del cinema), momenti di vera azione (ad esempio la corsa che porta Rodney, a bordo di uno speciale vagone a forma di sfera, presso i cancelli della società di Bigwell) e personaggi molto riusciti. A parte il protagonista (doppiato dalla voce dotata di particolari cadenze di DJ Francesco), nessun altro personaggio emerge a svantaggio degli altri: il gioco di squadra è perfetto e lasciarsi catturare è molto molto facile.

                    Daniele Toninelli

 

 

Il sito ufficiale del film

www.robots-movie.com

 

 

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Corriere della Sera

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INCASSI

(USA / Italia)

8,00 / 10

Molto Bello

**** / 5

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**** / 5

Molto Bello

6,40 / 10

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Molto Alti / Medio-Bassi

 

 

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