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Piergiorgio Ravasio |
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Sahara |
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Scheda |
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Regia |
Breck Eisner | |
Genere |
Avventura | |
Anno |
2005 | |
Nazionalità |
USA | |
Interpreti |
Matthew McConaughey, Penèlope Cruz, Steve Zahn | |
Titolo Originale |
Sahara | |
Durata |
2 h, 00 ' | |
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di Piergiorgio Ravasio
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La Storia / L'Opinione
di Piergiorgio Ravasio
Quando rimpiangere Indiana Jones.
Il termine "Sahara" sta ad indicare
"deserto", cioè quella parte del nostro mondo in cui lo spettacolo della natura
offre il meno di se stesso. Caldo soffocante, pericoli in agguato e una distesa
infinita di sabbia. Ovunque ti guardi intorno, il paesaggio che ti si mostra è
sempre lo stesso. Un po' come questa pellicola che, nonostante lo sforzo degli
attori abbastanza conosciuti (Matthew McConaughey e Penelope Cruz), lascia un
po' di vuoto al termine di due ore di pseudo avventura.
Un esploratore (il belloccio di turno che ha scoperto "come farsi lasciare in
dieci giorni") che rinviene una preziosa ed antica moneta legata ad una leggenda
storica e intraprende un'avventura tra le aride terre africane. Durante la
ricerca della misteriosa e scomparsa "nave della morte", carica di un prezioso
tesoro andato smarrito, il nostro personaggio (accompagnato
da un simpatico e divertente compagno di cordata, che sarà fondamentale per dare
un tocco d'ironia e comicità all'intera avventura), incontreranno una giovane e
bella dottoressa. L'intelligente componente femminile (i due uomini sembrano più
interessati alla conquista del mero bottino?) aprirà loro gli occhi sul rischio
che dietro a tutto ciò ci sia lo spettro di una minaccia che potrebbe devastare
l'intero pianeta. Con un po' di astuzia, coraggio e inventiva il trio riuscirà a
fermare il piano della mente diabolica che, senza scrupoli, aspetta solo di
aumentare la sua sete di potere e di supremazia.
Il risultato di tutto ciò, però,
lascia piuttosto indifferenti sul piano del coinvolgimento dello spettatore. La
trama è alquanto scontata, l'esito del film sicuramente prevedibile, le scene di
azione piuttosto contenute e l'avventura sicuramente molto lontana dalle attese
che il trailer, abilmente, ha suscitato.
Anche il tema dell'inquinamento
ambientale risulta essere affrontato in maniera un po' debole; per cui la
pellicola non può neanche essere apprezzata per una condanna sociale verso
quanti vorrebbero arricchirsi a danno del benessere dell'uomo.
Alla fine di tutto ciò rimane
perlomeno il piacere di avere soddisfatto il desiderio della vista: il panorama
presentato ai nostri occhi è sicuramente di alto prestigio scenografico, degno
di un bel safari, che le varie agenzie viaggi possono offrire nell'arco dei
dodici mesi.
Non vuole essere un'ironica critica positiva, ma l'invito a considerare le due
ore come un lungo trailer propedeutico alla scelta di due settimane in un angolo
di mondo indubbiamente affascinante e altrettanto culturale.
Piergiorgio R.
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