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Shark Tale |
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Scheda |
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Regia |
Vicky Jenson, Bibo Bergeron, Rob Letterman | |
Genere |
Animazione | |
Anno |
2004 | |
Nazionalità |
USA | |
Personaggi (doppiatori) |
Oscar (Tiziano Ferro), Lennie (Luca Laurenti), Lola (Luisa Corna), Ernie e Bernie (Pali e dispari), Giornalista (Cristina Parodi) | |
Titolo Originale |
Shark Tale | |
Durata |
1 h, 30 ' | |
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In breve... La super-colorata risposta a "Alla Ricerca di Nemo" ha umanizzato del tutto i pesci: i lineamenti dei protagonisti sono ricalcati su quelli di celebrità come Will Smith, Robert DeNiro, Martin Scorsese,... "Shark Tale" è ricco (soprattutto all'inizio) di riferimenti gustosi e piacevoli e trovate che rimandano alla società umana moderna, tanto che la comunità Italo-americana è insorta con la solita inutile protesta per l'accento italiano del "Padrino" Don Lino. Peccato che la storia sia trita e ritrita, per nulla originale e i personaggi non buchino lo schermo come quelli di "Nemo". Forse l'ideale sarebbe stato vedere il film in lingua originale. |
Se non vuoi anticipazioni sulla trama NON LEGGERE le parti SCRITTE IN BLU.
In un balena-lavaggio nelle profondità dell'oceano lavora Oscar, un pesciolino
che in realtà aspirerebbe ad avere una vita da vip. Di Oscar è innamorata Angie,
segretaria che stravede per il simpatico pesciolino ed è per questo disposta a
coprirne ogni volta gli abituali ritardi. Oscar è nei guai: ha un grosso debito
con lo scagnozzo di un boss della mafia locale, Don Lino. Gli viene imposto di
trovare entro un giorno cinque milioni di cucozze, altrimenti verrà sotterrato
negli abissi dell'oceano. Riesce ad ottenere in prestito
da Angie la grossa somma di denaro, ma, pensando di avere avuto una dritta su
una corsa di cavalli, scommette tutto sullo sfavorito e perde la somma
scommessa. Oscar verrà così legato sul fondo dell'oceano ("in pasto ai pesci").
Qui però incontrerà due squali fratelli, figli di Don Lino, che si stanno
esercitando nella caccia di pesci. Uno dei due, Lenny, è vegetariano e cercherà
di aiutare Oscar a fuggire. L'altro squalo, durante l'inseguimento del
pesciolino, verrà colpito a morte da un'ancora. Lenny allora deciderà di non far
più ritorno a casa da Don Lino e si farà ospitare da Oscar, che nel frattempo si
è guadagnato la fama di essere uno stendi-squali.
"Shark Tale" voleva probabilmente essere la super-colorata risposta
della Dreamworks alla vivacità di "Alla Ricerca di Nemo" della Disney/Pixar.
E alcuni punti in comune tra i due film ci sono. In primo luogo, appunto, l'ambientazione
nei fondali marini e il fatto che protagonisti del film sono i pesci. In
"Alla Ricerca di Nemo", però, si trattava di autentici fondali marini, di
pesci veri e propri, non umanizzati all'estremo come in "Shark Tale". La
casa di Nemo era un anemone di mare, invece Oscar, protagonista di "Shark
Tale", abita in una specie di garage in un quartiere malfamato di una
metropoli vera e propria (con tanto di semafori, traffico, ingorghi, insegne
luminose, ...) e vorrebbe guadagnarsi, un giorno, il diritto di abitare in un
super-attico alla sommità di un grattacielo che dà su una piazza che ricorda
molto da vicino Times Square.
La differenza principale tra i due film è proprio questa: in "Alla Ricerca di
Nemo" la storia raccontata rimanda direttamente agli umani, ma
l'ambientazione marina non viene contaminata dalla presenza umana (se non quando
Nemo finisce in un acquario di Sidney, ma il tutto è funzionale alla storia).
Insomma, nel film della Pixar, anche dal punto di vista tecnico (il movimento
delle correnti, le ambientazioni, ...) si è fatto di tutto per ricreare nel modo
più veritiero possibile le profondità dell'oceano. In "Shark Tale",
invece, i pesci (come succedeva un po' a tutti gli animali dei vecchi
classici della Disney) vengo umanizzati, e secondo alcuni critici anche
all'eccesso. Per questo motivo la Coca Cola diventa Coral Cola, o il Burgher
King diventa Fisher King (a proposito, chissà quanto avranno sborsato le due
multinazionali per fare comparire i propri marchi nel film!).
I riferimenti alla
società moderna sono tanto diretti che c'è stata la solita protesta della
comunità Italo-americana, stufa di vedere ritratti personaggi mafiosi come Don
Lino con accento italiano. Queste stupide proteste però mi hanno stancato.
Soprattutto se fatte a prodotti validi (come "I Soprano") o inoffensivi
(come questo film). Non è certo colpa degli sceneggiatori americani se il
personaggio del mafioso è divenuto celebre con tanto di accento italiano (un
motivo ci sarà...). E questo non vuol dire dare del mafioso a tutti gli Italiani
o a tutti gli italo-americani. Polemiche veramente inutili e infantili: i membri
di queste associazioni non hanno nient'altro di serio da fare? E poi un po' di
sana autoironia non guasterebbe.
Tornando al film, l'idea dell'umanizzazione dei personaggi e dei costanti
riferimenti al mondo umano di per sè non mi pare malvagia, e molte citazioni
allo star-system (le stelle della walk of fame di Hollywood), ai
mafia-movie (Don Lino è la parodia de "Il Padrino", il suo
scagnozzo sembra Tony Soprano) e in genere ai film del passato (gustosissimo
l'incipit con gli squali che canticchiano il tema de "Lo Squalo" o il
quadro appeso nella nave dove si radunano Don Lino e i suoi, il ritratto
realizzato da DiCaprio/Jack nel "Titanic" di Cameron) sono gustosissimi e
spassosi. Per lo più, però, concentrati nella prima parte del film, poi le
citazioni tendono un po' a diradarsi.
Forse per lasciare spazio alla vicenda raccontata dal film. E qui arrivano i
veri problemi e la principale differenza con "Alla Ricerca di Nemo". La
storia non è che non ci sia, ma è trita e ritrita, per nulla
originale, per nulla sorprendente, pur se piacevole. E i personaggi non bucano
lo schermo, non conquistano e non sono spassosi come quelli del film della Pixar.
C'è peraltro da considerare che il film, anche se si sono cercati delle
celebrità universalmente conosciute, è particolarmente adatto (e studiato) per
il mercato americano: deve essere stato molto più spassoso sentire la voce
originale di Oscar, quando il suo doppiatore è Will Smith (di cui i lineamenti
del pesciolino sono la caricatura), come la voce di DeNiro per il personaggio di
Don Lino, ricalcato sul famoso attore (anche se in questo caso il compito dei
doppiatori italiani era semplificato) o di Scorsese, Angelina Jolie e Jack
Black. In Italia probabilmente molte di queste finezze sono andate perse o non
possono essere apprezzate pienamente: ad esempio, vedendo Oscar con la faccia di
Will Smith e sentendo la voce di Tiziano Ferro (comunque bravo), continuo a
pensare che forse, sapendo bene l'inglese, sarebbe stato meglio vedere il film
in versione originale.
Daniele Toninelli
IL CONSIGLIO. "Shark Tale" è un altro film che vale assolutamente la pena vedere in sale attrezzate con proiettore digitale. Ora in Italia, oltre ai due proiettori digitali 2K presenti in Sala Fuoco e in Sala Energia (all'Arcadia di Melzo, in provincia di Milano), è possibile assistere alla proiezione del film in Digitale anche al cinema Manzoni di Milano.
Movie Maniac Parade |
Ciak |
Corriere della Sera |
International Movie Data Base |
INCASSI(USA / Italia) |
| 7,45 /
10
Bello |
** 1/2 / 5 Deboluccio |
*** / 5 Interessante |
5,80 /
10
(26-02-05) |
Altissimi / - |
Uscita del Film |
Visione del Film |
Pubblicaz. Scheda |
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25 - 02 - 2005 |
25 - 02 - 2005 |
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| Nickname | Jessy Jò | Data | 25-5-2005 |
| Commento | E' stato un film emozionante e super divertente. Comprerò subito il DVD. Vai Tiziano ! Continua il tuo sogno di doppiatore. Il successo è garantito. Cordiali saluti ... | ||
| Nickname | semado | Data | 29-3-2005 |
| Commento | E' un ottimo film
umoristico,moralistico e romantico (in un certo senso). Siamo rimasti
molto colpiti dalla presenza fonica di Tiziano Ferro (anke xke è il nostro
cantante preferito) !!!!! DIAMO UN DIECI E LODE A QUESTO FILM...... (e un dieci e lode anke ai personaggi) |
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