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The Aviator |
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Scheda |
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Regia |
Martin Scorsese | |
Genere |
Biografico | |
Anno |
2004 | |
Nazionalità |
USA | |
Interpreti |
Leonardo DiCaprio, Cate Blanchette, John C. Reilly, Kate Beckinsale, Alec Baldwin | |
Titolo Originale |
The Aviator | |
Durata |
2 h, 49 ' | |
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In breve... In "The Aviator" Leonardo DiCaprio spadroneggia per quasi tre ore. E' la consacrazione di un grande attore, una parte da Oscar. Martin Scorsese gli costruisce intorno un film solido, grandioso, coinvolge e cattura senza che nulla venga lasciato al caso. Il connubio è perfetto: DiCaprio "sfonda" lo schermo, Scorsese avvolge, incanta ed intrattiene senza la solita "pesantezza" di altri suoi film precedenti. Tutto è essenziale eppure non manca il gusto dei dettagli e dell'accuratezza. Una lunga schiera di interpreti secondari e la bravissima Kate Blanchette impreziosiscono il risultato. Ottimi effetti speciali, sceneggiatura e montaggio. "The Aviator" è già un'opera fondamentale del cinema. |
Se non vuoi anticipazioni sulla trama NON LEGGERE le parti SCRITTE IN BLU.
Howard Huges (Leonardo DiCaprio) è un ricco rampollo americano che ha ricevuto
in eredità, alla scomparsa prematura dei genitori, un impero petrolifero. I
soldi guadagnati con le sue trivelle, però, non gli bastano. Si imbarca così in
una impresa cinematografica senza precedenti e dilapida un patrimonio per
realizzare "Hell's Angels", un costosissimo quanto avveniristico film sulla
guerra, utilizzando oltre 2.000 comparse, ben 26 cineprese e una intera flotta
di aerei. Sarà, all'epoca, il film più costoso della storia del cinema. Il
lavoro, però, non lo soddisfa per niente: le riprese aeree non danno l'idea
della reale velocità dai velivoli, manca qualcosa... mancano le nuvole! Solo con
uno sfondo di quel tipo sarebbe possibile rendere l'idea della velocità reale.
Howard decide allora di assumere un meteorologo di nota fama (Ian Holm) e si
mette, negli USA, dove in genere scarseggiano, alla ricerca di una
perturbazione. Poi c'è l'avvento del sonoro e Howard decide di rigirare tutto il
film investendo di nuovo un capitale nell'impresa. Ma Huges è anche un
appassionato di aeronautica e, un giorno, decide di comprarsi la compagnia aerea
TWA cercando poi di lanciarla come concorrente della Pan-Am e imbarcandosi in
progetti avveniristici di aerei sempre più giganteschi e costosi.
Non ho mai avuto dubbi che Leonardo DiCaprio sia un bravissimo
attore: già da prima dei tempi di "Titanic" quando, come si fa con tutti
gli attori considerati sex-symbol, contro di lui si sono scagliati (come hanno
continuato peraltro a fare in seguito) tutti o quasi quelli che si professano
seguaci del cinema di un certo livello culturale. E questo nonostante "Buon
Compleanno Mr. Grape", "Poeti dall'Inferno", il "Titanic"
stesso, "Prova a Prendermi", "Romeo + Juliet", "Gangs of New
York". In "The Aviator", però, Leo spadroneggia per tutto il film (e
sono quasi tre ore!) realizzando una impresa titanica paragonabile alla
performance eccezionale di Tom Hanks in "Cast Away" e reggendo la scena
quasi completamente sulle proprie spalle. "The Aviator" è la
consacrazione di un grande attore (qui, fra l'altro, anche produttore
esecutivo), è una parte da Oscar, senza dubbio: DiCaprio giganteggia su tutti
gli altri. Tra l'altro non mi sembra vero che crei un Howard Huges "troppo
amabile", come ha sostenuto qualcuno su Coming Soon durante la nottata dei
Golden Globe: ho trovato il suo Huges un personaggio complesso (memorabili le
scene in cui si rinchiude in completo isolamento o in cui comincia a farsi largo
in lui la malattia) e per nulla candido, tantomeno monocorde. Speriamo che
finalmente (dopo la vittoria del Golden Globe come migliore attore protagonista
e dopo la candidatura per "Buon Compleanno, Mr Grape") arrivi la tanto
attesa consacrazione di un meritatissimo Oscar.
Molto del merito, ovviamente, va attribuito anche a Martin Scorsese.
Chissà che pure per il regista italo-americano quest'anno non sia quello giusto
per vincere la statuetta dorata. Scorsese costruisce intorno a DiCaprio un film
solido, grandioso, eccellente sotto tutti i punti di vista. Ogni scena, anche
grazie alle curatissime scenografie (di Dante Ferretti e Francesca LoSchiavo,
altra candidatura), ai costumi, al dispendio di mezzi, trasmette una sensazione
della grandiosità, rivela un accurato studio di come e dove posizionare la
cinepresa, coinvolge e cattura senza che nulla venga lasciato al caso.
L'abbinamento DiCaprio - Scorsese è un connubio perfetto: i due sono in
prefetta sintonia ed ognuno assolve alla propria funzione in modo egregio.
Leonardo, grazie alla sua bravura, non solo buca, ma sfonda lo schermo, quasi
aggredisce e allo stesso incatena lo spettatore. Scorsese, con le sue immagini,
invece lo avvolge, lo circonda, lo incanta ed intrattiene, costruisce scene che
sono una vera gioia per gli occhi e gli fa vivere una gamma completa di
emozioni. Manca anche quella sensazione di "pesantezza" che di solito circonda
come un'aura i film del regista italo-americano, pesantezza che aveva raggiunto
il suo culmine nel letale "L'età dell'innocenza" e in tanti altri film e
che non si era completamente stemperata nel pur ottimo "Gangs of New York".
Qui tutto è essenziale alla narrazione. Un'opera allo stesso tempo dettagliata e
accurata, ma che non lascia indifferenti e non ha nulla di superfluo.
Molto azzeccata anche la scelta degli attori non protagonisti: dal
proprietario dagli intenti monopolisti della Pan-Am, Juan Trippe, (Alec Baldwin)
al sempre ottimo John C. Reilly (l'amministratore delegato della società di
Huges, il Mr Cellophan Oscar di "Chicago"), a Kate Beckinsale (che
impersona Ava Gardner), al senatore corrotto che porta in commissione Howard al
cameo di Jude Law nella parte di Errol Flynn.
Ottimi gli effetti speciali, come sempre succede quando non ne si nota la presenza. E ottima la sceneggiatura ed il montaggio, componenti indispensabili per dare al film ritmo e significati che vadano oltre alla semplice sequenza di immagini. Per la sceneggiatura citerei la scena magistrale in cui Huges lascia Katherine Hepburne o la scena del volo con la celeberrima attrice (Kate Blanchette, bravissima, intraprendente, sprezzante e combattiva al punto giusto), per il montaggio citerei le riprese aeree di "Hell's Angels" e l'incidente aereo sopra Beverly Hills. Oppure l'escamotage scelto da Scorsese per narrare le imprese di Huges, come si trattasse di vecchi cinegiornali o giornali radio con il bip-bip che fa tanto codice Morse. Oppure la scelta cromatica che sembra riprendere l'evoluzione dei colori nella storia delle pellicole cinematografiche.
"The Aviator", sarà perchè riguarda molto da vicino la storia del cinema,
sarà per il fascino della gioventù e delle imprese di Huges, sarà per la bravura
degli attori e di tutto il cast tecnico ed artistico, sarà perchè è già un'opera
fondamentale del cinema mondiale, sarà perchè è uno dei migliori film
biografici che abbia visto, è certamente una pellicola da non perdere, che
gli Oscar arrivino a pioggia (le candidature sono 11) o meno; potrebbe andare
come con "Gangs of New York" (10 candidature, 0 statuette), ma sono
sicuro che, stavolta, non succederà.
Daniele Toninelli
Movie Maniac Parade |
Ciak |
Corriere della Sera |
International Movie Data Base |
INCASSI(USA / Italia) |
| 9,05 /
10
Bellissimo |
*** 1/2 / 5 Molto Appetitoso |
7,80 /
10
(28-01-05) |
Medio-alti / - |
Uscita del Film |
Visione del Film |
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| Nickname | Vispo | Data | 28-02-2005 |
| Commento |
Incredibile film, incredibile
Martin. |
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