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Settembre 2004

 

 

 

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The Aviator

Scheda               

Regia

Martin Scorsese

Genere

Biografico

Anno

2004

Nazionalità

USA

Interpreti

Leonardo DiCaprio, Cate Blanchette, John C. Reilly, Kate Beckinsale, Alec Baldwin

Titolo Originale

The Aviator

Durata

2 h, 49 '

 

Il Voto            

9,05 /  10

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In breve...

In "The Aviator" Leonardo DiCaprio spadroneggia per quasi tre ore. E' la consacrazione di un grande attore, una parte da Oscar. Martin Scorsese gli costruisce intorno un film solido, grandioso, coinvolge e cattura senza che nulla venga lasciato al caso. Il connubio è perfetto: DiCaprio "sfonda" lo schermo, Scorsese avvolge, incanta ed intrattiene senza la solita "pesantezza" di altri suoi film precedenti. Tutto è essenziale eppure non manca il gusto dei dettagli e dell'accuratezza. Una lunga schiera di interpreti secondari e la bravissima Kate Blanchette impreziosiscono il risultato. Ottimi effetti speciali, sceneggiatura e montaggio. "The Aviator" è già un'opera fondamentale del cinema.

 

ATTENZIONE! Se non vuoi anticipazioni sulla trama NON LEGGERE le parti SCRITTE IN BLU.

 

Il Plot

     

        Howard Huges (Leonardo DiCaprio) è un ricco rampollo americano che ha ricevuto in eredità, alla scomparsa prematura dei genitori, un impero petrolifero. I soldi guadagnati con le sue trivelle, però, non gli bastano. Si imbarca così in una impresa cinematografica senza precedenti e dilapida un patrimonio per realizzare "Hell's Angels", un costosissimo quanto avveniristico film sulla guerra, utilizzando oltre 2.000 comparse, ben 26 cineprese e una intera flotta di aerei. Sarà, all'epoca, il film più costoso della storia del cinema. Il lavoro, però, non lo soddisfa per niente: le riprese aeree non danno l'idea della reale velocità dai velivoli, manca qualcosa... mancano le nuvole! Solo con uno sfondo di quel tipo sarebbe possibile rendere l'idea della velocità reale. Howard decide allora di assumere un meteorologo di nota fama (Ian Holm) e si mette, negli USA, dove in genere scarseggiano, alla ricerca di una perturbazione. Poi c'è l'avvento del sonoro e Howard decide di rigirare tutto il film investendo di nuovo un capitale nell'impresa. Ma Huges è anche un appassionato di aeronautica e, un giorno, decide di comprarsi la compagnia aerea TWA cercando poi di lanciarla come concorrente della Pan-Am e imbarcandosi in progetti avveniristici di aerei sempre più giganteschi e costosi.

 

 

Secondo me…

     

        Non ho mai avuto dubbi che Leonardo DiCaprio sia un bravissimo attore: già da prima dei tempi di "Titanic" quando, come si fa con tutti gli attori considerati sex-symbol, contro di lui si sono scagliati (come hanno continuato peraltro a fare in seguito) tutti o quasi quelli che si professano seguaci del cinema di un certo livello culturale. E questo nonostante "Buon Compleanno Mr. Grape", "Poeti dall'Inferno", il "Titanic" stesso, "Prova a Prendermi", "Romeo + Juliet", "Gangs of New York". In "The Aviator", però, Leo spadroneggia per tutto il film (e sono quasi tre ore!) realizzando una impresa titanica paragonabile alla performance eccezionale di Tom Hanks in "Cast Away" e reggendo la scena quasi completamente sulle proprie spalle. "The Aviator" è la consacrazione di un grande attore (qui, fra l'altro, anche produttore esecutivo), è una parte da Oscar, senza dubbio: DiCaprio giganteggia su tutti gli altri. Tra l'altro non mi sembra vero che crei un Howard Huges "troppo amabile", come ha sostenuto qualcuno su Coming Soon durante la nottata dei Golden Globe: ho trovato il suo Huges un personaggio complesso (memorabili le scene in cui si rinchiude in completo isolamento o in cui comincia a farsi largo in lui la malattia) e per nulla candido, tantomeno monocorde. Speriamo che finalmente (dopo la vittoria del Golden Globe come migliore attore protagonista e dopo la candidatura per "Buon Compleanno, Mr Grape") arrivi la tanto attesa consacrazione di un meritatissimo Oscar.

        Molto del merito, ovviamente, va attribuito anche a Martin Scorsese. Chissà che pure per il regista italo-americano quest'anno non sia quello giusto per vincere la statuetta dorata. Scorsese costruisce intorno a DiCaprio un film solido, grandioso, eccellente sotto tutti i punti di vista. Ogni scena, anche grazie alle curatissime scenografie (di Dante Ferretti e Francesca LoSchiavo, altra candidatura), ai costumi, al dispendio di mezzi, trasmette una sensazione della grandiosità, rivela un accurato studio di come e dove posizionare la cinepresa, coinvolge e cattura senza che nulla venga lasciato al caso.

        L'abbinamento DiCaprio - Scorsese è un connubio perfetto: i due sono in prefetta sintonia ed ognuno assolve alla propria funzione in modo egregio. Leonardo, grazie alla sua bravura, non solo buca, ma sfonda lo schermo, quasi aggredisce e allo stesso incatena lo spettatore. Scorsese, con le sue immagini, invece lo avvolge, lo circonda, lo incanta ed intrattiene, costruisce scene che sono una vera gioia per gli occhi e gli fa vivere una gamma completa di emozioni. Manca anche quella sensazione di "pesantezza" che di solito circonda come un'aura i film del regista italo-americano, pesantezza che aveva raggiunto il suo culmine nel letale "L'età dell'innocenza" e in tanti altri film e che non si era completamente stemperata nel pur ottimo "Gangs of New York". Qui tutto è essenziale alla narrazione. Un'opera allo stesso tempo dettagliata e accurata, ma che non lascia indifferenti e non ha nulla di superfluo.

        Molto azzeccata anche la scelta degli attori non protagonisti: dal proprietario dagli intenti monopolisti della Pan-Am, Juan Trippe, (Alec Baldwin) al sempre ottimo John C. Reilly (l'amministratore delegato della società di Huges, il Mr Cellophan Oscar di "Chicago"), a Kate Beckinsale (che impersona Ava Gardner), al senatore corrotto che porta in commissione Howard al cameo di Jude Law nella parte di Errol Flynn.

        Ottimi gli effetti speciali, come sempre succede quando non ne si nota la presenza. E ottima la sceneggiatura ed il montaggio, componenti indispensabili per dare al film ritmo e significati che vadano oltre alla semplice sequenza di immagini. Per la sceneggiatura citerei la scena magistrale in cui Huges lascia Katherine Hepburne o la scena del volo con la celeberrima attrice (Kate Blanchette, bravissima, intraprendente, sprezzante e combattiva al punto giusto), per il montaggio citerei le riprese aeree di "Hell's Angels" e l'incidente aereo sopra Beverly Hills. Oppure l'escamotage scelto da Scorsese per narrare le imprese di Huges, come si trattasse di vecchi cinegiornali o giornali radio con il bip-bip che fa tanto codice Morse. Oppure la scelta cromatica che sembra riprendere l'evoluzione dei colori nella storia delle pellicole cinematografiche.

        "The Aviator", sarà perchè riguarda molto da vicino la storia del cinema, sarà per il fascino della gioventù e delle imprese di Huges, sarà per la bravura degli attori e di tutto il cast tecnico ed artistico, sarà perchè è già un'opera fondamentale del cinema mondiale, sarà perchè è uno dei migliori film biografici che abbia visto, è certamente una pellicola da non perdere, che gli Oscar arrivino a pioggia (le candidature sono 11) o meno; potrebbe andare come con "Gangs of New York" (10 candidature, 0 statuette), ma sono sicuro che, stavolta, non succederà.

            Daniele Toninelli

 

 

Il sito ufficiale del film

www.miramax.com/aviator

 

 

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Ciak

Corriere della Sera

International Movie Data Base

INCASSI

(USA / Italia)

9,05 / 10

Bellissimo

*** 1/2 / 5

Molto Appetitoso

  7,80 / 10

(28-01-05)

Medio-alti / -

 

 

Le Date

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Nickname Vispo Data 28-02-2005
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Incredibile film, incredibile Martin.
DiCaprio perde quella pellicola da "bello ma scarso" che ai suoi tempi, almeno secondola vechia guardia del cinema, ricopriva anche Tom Cruise.
Stupenda la fotografia e la scenografia, Ferretti si riconferma incredibile, anche in "Gangs of New York".
ps: ITALO-AMERICANI FOREVER!

 

 

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