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Maggio 2004

 

 

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The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo

Scheda               

Regia

Roland Emmerich

Genere

Fantascienza

Anno

2004

Nazionalità

USA

Interpreti

Dennis Quaid, Jake Gyllenhaal, Sela Ward, Emmy Rossum

Titolo Originale

The Day After Tomorrow

Durata

2 h, 04 '

 

Il Voto            

7,85 /  10

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Il Plot

        Un climatologo (Dannis Quaid) e la sua squadra sono alle prese con alcuni prelievi di carote di ghiaccio al polo per studiare le evoluzioni climatiche del pianeta Terra, quando una profonda voragine si apre davanti ai loro occhi. Poco dopo, ad una conferenza mondiale sul clima, il climatologo presenta i risultati delle proprie ricerche e fa partecipi i governanti di tutto il mondo sui rischi che, a suo parere, il pianeta sta correndo. La corrente atlantica che mantiene temperate le zone continentali dell’emisfero nord del pianeta sarebbe destinata a non esercitare più i suoi effetti benefici su quelle regioni a causa del progressivo sciogliersi delle calotte polari; una paradossale conseguenza dell’effetto serra porterebbe progressivamente al brusco calo della temperatura in quelle zone fino al ritorno ad una nuova Era Glaciale. Quando violenti e disastrosi eventi climatici si abbattono un po’ su tutto il mondo (dall’Australia, all’Europa, al Giappone, agli Stati Uniti stessi), il climatologo si accorge che forse il proprio modello previsivo ha subito una violenta accelerazione. Ma ormai il diastro è inarrestabile.

 

 

Secondo me…

     

        Roland Emmerich è ormai specializzato nella categoria “disaster movie”. Il problema è che, dopo l’impatto del primo film (“Indipendence Day”) spettacolare, coinvolgente ma anche ironico, il regista (qui anche co-sceneggiatore e produttore esecutivo) non riesce con questo “The Day After Tomorrow” a rinnovare il genere, e nemmeno se stesso. Lo scienziato che prefigura scenari apocalittici e viene preso per demente era già presente nel citato “Independence Day”, ma anche in “Godzilla”, in “Jurassic Park” 1 e 2 di Spielberg, e in molti altri film catastrofici. In particolare le analogie col film interpretato da Will Smith e Jeff Goldblum sono evidenti, tanto che questo ne sembra una versione aggiornata. Ciò che cambia è che il pericolo non viene più dallo spazio, ma arriva dal cuore del pianeta stesso, cioè dai fragili equilibri naturali che la civiltà umana è riuscita a spezzare.

        Anche le scene memorabili rimangono sostanzialmente le stesse: se in “Independence Day” erano quelle in cui le astronavi aliene radevano al suolo simboli della nostra civiltà quali l’Empire State Building e il palazzo del congresso a Washington, qui sono memorabili le scene in cui una serie impressionante di tornadi rade al suolo Los Angeles (alcune sequenze sembrano essere tratte direttamente da un altro disaster-movie, “Twister”), una gigantesca onda anomala invade le strade di Manhattan (ricordate "..."), una tempesta di aria gelida porta al congelamento della città di New York, … Si è un po’ andati sul risparmio, invece, quando si tratta di far vedere altre città del mondo (e il film per questo motivo sembra particolarmente rivolto al pubblico Americano).

        Il mio giudizio sul film, in definitiva, non può che spaccarsi in due.

        Da una parte è da evidenziare il forte senso dello spettacolo che Emmerich sa infondere in ogni suo film (scene spettacolari e coinvolgenti, prodigiosi effetti speciali digitali che fanno restare a bocca aperta, ritmo incalzante grazie al quale non si rischia mai di annoiarsi, …); effetti speciali che nel mio caso sono risultati esaltati dalla proiezione in digitale cui si può assistere, in esclusiva italiana, in Sala Fuoco (all’Arcadia di Melzo) dove consiglio di andare a vedere il film. Dal punto di vista del divertimento, non si può dire certo che il film venga meno: finora, anche quando ha affrontato un film storico come "Il Patriota", la vocazione di grande entertainer non è mai venuta meno al regista.

        Dall’altra, a parte il fattore “spettacolarità”, rimane però una carenza di fondo della sceneggiatura, nemmeno all'altezza di altre precedenti pellicole di Emmerich, che presenta alcuni problemi: un po’ povera, tende a riciclare (come detto) troppi elementi classici del genere, a volte rischia di sconfinare nell’eccesso di retorica, in alcuni casi vede i personaggi agire in modo opinabile, tende sempre a creare figure fortemente stereotipate, ….

        “The Day After Tomorrow”, comunque, pur nella semplicità delle sue premesse (questa volta forse scientificamente non tanto campate per aria), ha, però, anche altri due meriti. Innanzitutto fa riflettere sull’ottusità di alcuni governanti che hanno in mani le sorti del mondo: infatti è stato utilizzato come mossa elettorale contro l’attuale presidente USA dai suoi avversari. E sulla pellicola, forse per la prima volta, il presidente fa pure una brutta fine; a controbilanciare questo "slancio contestatorio" c'è però il suo atteggiamento da “capitano della nave” che abbandona per ultimo l’imbarcazione che affonda, atteggiamento un po’ inverosimile (come l’Air Force One insegna).

        In secondo luogo “L’Alba del Giorno Dopo” ha il merito di risvegliare l’attenzione sui fragili equilibri naturali che l’umanità sta modificando in modo pericoloso (e il patrocinio dell'anteprima del film da parte di organizzazioni ambientaliste sta a sottolinearlo). Anche se il debole accenno ai trattati di Kyoto sembrano un po' riduttivi per l'importanza delle tematiche ambientaliste.

        Alla fine della proiezione si esce dalla sala con l’inquietante presentimento che, in un futuro forse non tanto lontano, questo “disaster movie” possa essere catalogato come un documentario o, addirittura, un film storico. Tocchiamo ferro e, soprattutto, diamoci da fare per cambiare le cose.

 

                                           Daniele T.

 

 

Il sito ufficiale del film

www.20thfox.it

 

 

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(USA / Italia)

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*** / 5

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** / 5

Così Così

6,10 / 10

(29-05-04)

Molto Alti / Molto Alti

 

 

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Nickname freddy69 Data 02-09-2004
Commento Penzo,che sia un film straordinario,non solo per gli effetti speciali
ma solamente perche'ci fa' capire quanto siamo piccoli verso questa terra che ci ospita ad ognuno di noi.
Siamo di passaggio e quindi,come straniri al parco non sporchiamo
anzi troviamo il modo di salvaguardare questa signora che ci ospita
non spendiamo miliardi dollari per lo spazio e niente per la terra.

 

Nickname cvb Data 06-03-2005
Commento sto film fa schifo
 

 

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