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| La Trama |
di Daniele Toninelli |
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Due ragazzi, due allievi della scuola di polizia: uno, Colin (Matt Damon),
diventerà detective della squadra investigativa speciale di Boston, l'altro,
Billy (Leonardo DiCaprio), con un passato piuttosto difficile (per lo più per i
trascorsi familiari) dovrà rassegnarsi a non potere mai essere un poliziotto.
Verrà, però, ingaggiato da un capitano della polizia di Boston (Martin Sheen) e
dal suo stretto collaboratore (Mark Whalberg), in gran segreto, per entrare a fare parte
di una squadra di infiltrati. In particolare si vedrà assegnato un compito
difficilissimo e molto pericoloso: infiltrarsi tra gli uomini di un boss della
mafia locale, Frank Costello (Jack Nicholson), per osservare le sue attività e
contribuire alla sua cattura. Billy riesce a conquistarsi
la fiducia del boss, ma la presenza di una talpa che spiffera tutte le
informazioni all'interno della polizia di Boston rende tutte le operazioni più
difficili. Presto a Costello arriva la soffiata che tra i suoi uomini vi è un
infiltrato e il boss si mette alla ricerca della talpa tra i suoi collaboratori…
| Secondo me… (la recensione) |
di Daniele Toninelli |
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Di film come "The Departed - Il bene e il male" ne escono pochi, molto
pochi, in ogni stagione cinematografica: della scorsa stagione mi vengono in
mente solo tre casi: "La Fabbrica di Cioccolato", "I Segreti di
Brokeback Mountain" e "Crash". Film che forse non hanno nulla in
comune tra di loro ma che, come quest'ultima, magnifica opera di Martin Scorsese,
possono fregiarsi del titolo di "Capolavoro".
Non saprei in che altro modo definire questo film straordinario, teso dall'inizio alla fine, serrato, violento (nulla è censurato), angosciante, coinvolgente e sconvolgente, basato su una sceneggiatura che è un bunker atomico (altro che "a prova di bomba"!). Il meccanismo infernale e vorticoso del film ti tira dentro dalle prime scene e non ti molla più, ti inchioda alla poltrona e ti coinvolge profondamente, grazie anche ad un montaggio eccezionale, ultra-frammentario ma allo stesso tempo capace di dare un senso logico ed una perfetta scansione temporale alla storia. Sembra quasi di avere sotto il naso il timer di una bomba ad orologeria e di non riuscire a scappare, ma il display (come nel serial "24") non è visibile, il tempo è ritmato dagli stacchi. Il montaggio (quanto mai azzeccato) è senz'altro una delle caratteristiche che contribuiscono a fare di questo la migliore, la più coinvolgente e la più "diretta" (nel colpire lo spettatore) opera di Scorsese. Durante l'introduzione, ad esempio, ci sono flash continui che permettono di tratteggiare in modo essenziale ma efficace tutti i protagonisti della vicenda, facendo loro assumere immediatamente una tridimensionalità in cui ci si imbatte di rado.
A proposito di protagonisti, il cast stellare è l'altro pilastro portante
del film. Eccezionale Leonardo DiCaprio (anche se forse non ai livelli dell'altro
magnifico film di Scorsese, "The Aviator"), non mi stancherò mai di
sottolineare la bravura di questo talento, spesso snobbato (come avviene ormai
regolarmente agli Oscar) solo perchè è un bel ragazzo ed è stato protagonista di
"Titanic" (come se la cosa non costituisse un vanto) e ha un'orda di
ragazzine che lo seguono appassionatamente. Se ce ne fosse ancora bisogno, anche
nella parte di Billy dimostra tutta la sua bravura d'interprete, la sua
intensità espressiva, rendendo un personaggio vero ed arguto, forgiato da un
passato tutt'altro che sereno; la forza di DiCaprio grazie a Scorsese viene incanalata in modo che sia
perfettamente funzionale alla storia e al personaggio. Ormai la coppia DiCaprio
- Scorsese è in perfetta sintonia e completamente rodata, dopo le due esperienze
precedenti (oltre a "The Aviator", "Gangs of New York").
Che dire, poi, quando a fianco di un attore di tale calibro si pone un istrione
come Jack Nicholson, una faccia che ormai rappresenta uno dei baluardi della
storia del cinema e che è in grado di valorizzare al massimo i personaggi che
gli vengono assegnati (con le sue inconfondibili smorfie)? Ottima anche la
scelta degli altri attori, a partire da Martin Sheen (l'ineguagliabile presidente degli Stati Uniti del serial
"West Wing"), comandante comprensivo e disponibile, ma anche disposto a
sacrificare i suoi uomini, senza esitazioni, per il desiderio di fare giustizia. Bravissimo Wahlberg
che fa il simpatico (poco) e arrogante spaccone (molto) per tutto il film e che infila, quasi
non facendoci caso, battute fulminanti come "Che ci faccio io qui?! Io sono
quello che lavora bene! Tu devi essere quell'altro!". Damon non mi è mai
piaciuto moltissimo, pare abbia sempre la stessa faccia: anche qui, pur facendo
il suo dovere, non riesce a sorprendermi; e poi forse è troppo simile (anche nel taglio
di capelli) a DiCaprio: scelta voluta? Si tratta della classica doppia faccia
della stessa medaglia? Infine c'è Alec Baldwin, che ormai pare
specializzato in camei di alto livello e che sa sempre ritagliarsi posti di
rilievo in scene chiave della storia (vedi la rissa che segue la retata sfumata).
E' indubbio, comunque, che il principale artefice di "The Departed" debba
essere considerato un maestro che forse ho scoperto troppo tardi, Martin
Scorsese. Il regista non solo ha saputo riadattare la trilogia di Hong Kong
"Infernal Affairs" (di Wai Keung Lau), ma ha anche saputo "calarla"
completamente nella realtà americana, nella perfetta ambientazione di Boston.
Nel film, che ricorda quasi un western metropolitano, mafia e polizia la fanno
da padroni. E la società è dominata da corruzione, violenza, ricatti,
spargimenti di sangue. Il sottotitolo di "The Departed" in Italia è "Il
bene e il male", ma il confine tra bene e male non è mai stato così labile ed
indefinito come in questo caso, dove menzogna e sincerità sembrano compenetrarsi
a vicenda, dove la realtà è spesso differente da quella che appare, dove i
segreti più inconfessabili serpeggiano in ogni dove.
Scorsese ci porta a sondare questo universo, vero e complesso come la vita, duro
e violento come i sobborghi delle metropoli americane, e lo fa attraverso una
serie di svolte e colpi di scena che lasciano spesso di sasso. Ovviamente,
considerata la sua storia cinematografica, il regista in una vicenda come questa
non poteva che sguazzarci (basti ricordare "Taxi Driver" o "Quei Bravi
Ragazzi"). Ma Scorsese è stato anche in grado, dal punto di vista
stilistico, di migliorarsi ulteriormente, in modo sorprendente, mettendosi al
passo coi tempi e arrivando a raggiungere la perfezione. E' riuscito a realizzare
un'opera di grande respiro (come era abituato) ma ha saputo anche eliminare
completamente i tempi morti e le lentezze che avevano caratterizzato altri suoi
film (a volte insostenibili, come "L'Età dell'Innocenza"); è riuscito ad
adottare uno stile di narrazione moderno ed attraente.
In America gli incassi stanno andando piuttosto bene e "The Departed" è già il maggiore successo commerciale della carriera di Scorsese. In Italia? Vedremo. Intanto venerdì sera al primo spettacolo del primo giorno di uscita del film la sala era quasi completamente vuota (una quarantina di persone su 630 posti). Peccato. L'unica cosa che posso fare è consigliare di non aggregarvi alla massa e, sia che non abbiate qualcosa di meglio da fare, sia che la abbiate, di non lasciarvi sfuggire questo immenso, oscuro, violento, capolavoro che è "The Departed". Da parte mia tornerò a vedere presto il film e non c'è dubbio che agli Oscar del prossimo anno saprò già per chi tifare.
Daniele Toninelli
Foto tratte da Outnow (http://outnow.ch)
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Ciak |
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INCASSI(USA / Italia) |
| 9,55 /
10
Bellissimo |
- | ***** / 5 Da non perdere |
8,60 / 10 |
Alti / - |
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Visione del Film |
Luogo Visione |
Pubblicazione Scheda |
Ultimo Aggiornamento |
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27 - 10 - 2006 |
27 - 10 - 2006 |
Arcadia (Melzo) Sala Energia |
28 - 10 - 2006 |
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