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The Legend of Zorro |
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| Voto | 6,15 | |
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la locandina
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Genere |
Avventura | |
Titolo Originale |
The Legend of Zorro | ||
Nazionalità |
USA | ||
Anno |
2005 | ||
Durata |
2 h, 10' |
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Regia |
Martin Campbell | ||
Interpreti |
Antonio Banderas, Catherine Zeta-Jones, Rufus Sewell, Adrian Alonso | ||
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Non sono mai stato un appassionato di Zorro, ma devo dire che in questo seguito di La Maschera di Zorro le cose non sono andate proprio bene. L'eroe protagonista ne esce piuttosto impolverato e malconcio. Anche le sorprendenti acrobazie della controfigura di Banderas (arrivata probabilmente da un circo) e del suo cavallo (che si improvvisa, con scarsi esiti, anche umorista della situazione) non fanno altro che sottolineare un mito ormai appannato, rendendolo quasi ridicolo, nonostante Banderas sia l'attore più appropriato ad interpretarlo. La storia, poi, non aiuta molto: è un vero pasticcio, ma di quelli che restano indigesti. Un concentrato di lotta politica, uomini inarrestabili che vogliono dominare il mondo grazie al potere di una setta segreta, divismo compiaciuto, duelli, sorrisi rufiani, esplosioni, qualche ironica battutina di secondo livello e il coinvolgimento nella "missione" degli affetti familiari (la moglie e il figlioletto di Zorro) che rischiano di ricordare molto più la orrenda serie di Spy Kids che la strepitosa famiglia de Gli Incredibili. In California ci sono le elezioni: si deve decidere l'ingresso negli Stati Uniti. Qualcuno cerca di trafugare le schede elettorali con gli esiti delle votazioni, quando interviene Zorro a salvare la situazione e neutralizza i malvagi. La moglie, però, non è contenta di come Zorro si comporta in famiglia: è un padre eccessivamente assenteista, tutto dedito alla buona causa e alla protezione del popolo. Così chiede il divorzio. L'arrivo di un Conte francese che vorrebbe sposare la donna, poi, non fa che peggiorare la situazione. I mezzi ci sono, e si vedono: non si risparmia nell'allestimento scenico, negli effetti speciali e nei costumi (e i paesaggi sono molto belli). Gli interpreti sono azzeccati, hanno carisma da vendere e sembrano fatti apposta per recitare insieme (ma non ho ancora deciso se il figlio di Zorro mi sia simpatico o odioso). Anche le scene di azione (forse eccessivamente "fracassone") non sono girate male, pur presentando evidenti esagerazioni. Eppure, nonostante gli ingredienti ci siano tutti, grazie anche all'eccessiva abbondanza con cui alcuni sono stati usati, alla fine si ha l'impressione che la ciambella non sia venuta col buco, per niente: più il risultato di una operazione di marketing non troppo riuscita che un'opera artistica di gran valore. | |||
| Ideale per... |
Una serata in famiglia, dove il telecomando ce l'hanno in mano i bambini. Una serata di avventura, ma Indy è tutta un'altra cosa! | ||
| La scena topica |
Zorro in groppa al suo destriero insegue un treno in corsa e vi balza sopra. Peccato che il treno stia per imboccare un tunnel. | ||