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The Village

Scheda               

Regia

M. Night Shyamalan

Genere

Thriller

Anno

2004

Nazionalità

USA

Interpreti

Bryce Dallas Howard, Joaquin Phoenix, Sigourney Weaver, Adrien Brody, William Hurt

Titolo Originale

The Village

Durata

1 h, 48 '

 

Il Voto            

3,90 /  10

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In breve...

Costruito su una sceneggiatura ignobile, campato per aria, sconclusionato. Il regista ha avuto l'abilità di aver buttato alle ortiche un cast eccezionale (Adrien Brody, William Hurt, Sigourney Weaver, Joaquin Phoenix e la figlia di Ron Howard, forse la migliore). Battute che sono l'incarnazione della retorica, colpo di scena inverosimile, ragazza cieca dai superpoteri: viene solo da ridere e sbadigliare. Uno dei rari casi in cui bisognerebbe uscire dalla sala prima della fine della proiezione.

 

ATTENZIONE! Se non vuoi anticipazioni sulla trama NON LEGGERE le parti SCRITTE IN BLU.

 

Il Plot

     

        In un villaggio di campagna, completamente isolato dal resto della civiltà e circondato da boschi, si trova una comunità spaventata a morte da delle oscure presenze che sembrano provenire dai boschi. Questi mostri, con l'aiuto del buio, fanno le loro incursioni nel villaggio scuoiando bestiame e animali domestici. Nel villaggio vivono tre amici: il timido Lucius (Joaquin Phoenix), Ivy (Bryce Dallas Howard) e Noah (Adrien Brody). I primi due si innamorano e si fidanzano, ma Noah, ragazzo ritardato, è a sua volta innamorato di Ivy, ragazza cieca, e, scosso dal fidanzamento dei due amici, accoltella Lucius. L'unico modo per guarire Lucius è oltrepassare il bosco e andare in città a comprare delle indispensabili medicine. Ivy chiede il permesso di oltrepassare il bosco al padre Edward Walker (William Hurt), che assieme ad un altro gruppo di anziani si occupa del governo del villaggio. Il padre manda la figlia a recuperare le medicine, ma non prima di avergli svelato quale terribile mistero si nasconde dietro le paure del villaggio.

 

 

Secondo me…

     

        Devo chiedere l'aiuto di Fantozzi per definire questo film come si merita: "una boiata pazzesca".

        Costruito su una sceneggiatura ignobile, campato per aria, sconclusionato, inconcludente e per di più anche difficilmente sostenibile: non bastano un paio di salti sulla poltrona (ormai Shyamalan si riterrà uno specialista del genere) per salvare il film, come in extremis era successo per il primo film del regista di origini indiane trapiantato a Hollywood, cioè "The Sixth Sense - Il Sesto Senso". Il quale regista ha avuto pure il coraggio, come successo anche in "Unbreakable", di ritagliarsi un cameo degno di Hitchcock: ad un certo punto vediamo il suo riflesso nella parte del Ranger Walker intento a leggere, nel suo ufficio, un giornale.

        Uno dei meriti maggiori di Shyamalan e dei suoi sceneggiatori e produttori (cioè sempre di lui stesso) è anche (soprattutto?) quello di aver buttato alle ortiche un cast all-star di un livello eccezionale: il novello Oscar per "Il Pianista", Adrien Brody, una vecchia gloria come William Hurt, un "Alien"-mito come Sigourney Weaver, un reduce da "Il Gladiatore" come Joaquin Phoenix, qui a dir poco imbarazzante nella parte di Lucius (avrebbe dovuto vedersi il nostro "Dopo Mezzanotte" e l'interpretazione di Pasotti), ... e in più ha infilato nel film anche una "raccomandata" come Bryce Dallas Howard (la figlia di Ron Howard, l'ex-Ricky Cunningham, ora sopravvalutato regista Hollywoodiano) che comunque, fra gli altri, è quella che fa la figura migliore. Tutti si danno da fare, ma, visti la sceneggiatura e il soggetto, c'era poco da fare per salvare baracca e burattini.

        Battute banali che spesso sono la perfetta incarnazione della retorica e della scontatezza sono pronunciate in modo tanto convinto dagli interpreti che il contrasto contribuisce solamente a mettere ancor più in ridicolo tutta la messa in scena.

        Il classico colpo di scena, poi, risulta tanto inverosimile quanto disarmante e, se si osserva il villaggio, ci si continua a chiedere come abbia fatto a rimanere isolato dal resto del mondo. Forse perchè custodito gelosamente da Walker e dai suoi ranger come "riserva" (manco ci fossero indiani) inattaccabile, come unico angolo in cui sopravvivono in esclusiva onestà, purezza, valori e abitudini antiche e un'economia rurale tutta incentrata attorno alla comunità e ai governanti "anziani" che gestiscono come vogliono (plagiano) il gruppo. Peccato che poi l'equilibrio del tutto si riveli essere fondato sulla paura e sull'inganno. Allora molto meglio rivedersi, per stare sullo stesso tema, l'arguto ed intelligente "Underground".

        Forse Shyamalan ha voluto parlarci di come si possa tentare di vivere mettendo alla berlina le ombre, i vizi e la violenza della nostra società. O ci avverte di quanto sia difficile rinunciare al progresso. O forse vuole solo raccontare la storia di un padre che manda, tra tutti i baldi giovanotti presenti nel villaggio, una ragazza cieca attraverso un bosco pieno di mostri, una ragazza che sarà in grado (da sola!) di raggiungere "la città" (che non sembra poi essere così a portata di mano) per procurarsi, senza un soldo, le medicine per salvare l'amato; e badi bene a non farsi notare!!!, cosa non facile per una ragazza cieca, sporca di fango dalla testa a i piedi e per di più in lacrime. Viene solo da ridere, e ci si sente anche un po' presi in giro. Ma tanto il saggio padre è sicuro che la poveretta riuscirà nell'impresa! Tanto è guidata dalla forza dell'amore!

        Ogni tanto fa piacere vedere un film così brutto, per poi divertirsi a scriverne male. Posso concludere avvertendo che, oltre ad essere ridicolo, questo "The Village", è pure noioso. Forse per questo il giornalista che ne ha curato la scheda su TV Sorrisi e Canzoni sostiene, nel raccontare la storia, che sia ambientato nel 1897. Deve essere uscito di sala prima che sia finita la proiezione, visto che ad un certo punto, al di là del muro che mantiene isolato il villaggio (muro che ricorda quello del parco di Monza), compare anche una modernissima jeep. E "The Village" è uno dei rari casi in cui prima della fine della proiezione dalla sala sarei uscito volentieri anche io.

             

            Daniele Toninelli

 

 

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Nickname deadgod Data 04-11-2004
Commento qui il recensore non ha capito niente..per usare parole fini. Questo è un grande film, un dramma shakespiriano, un' allegoria del mondo americano. Mi ha riempito di emozione e mi ha fatto riflettere..quindi, per favore,non ascoltate il recensore preso da manie di grandezza..grazie
 
Nickname lector Data 28-02-2005
Commento licenziate il recensore!!!!
 
Nickname Spalato Data 04-05-2005
Commento Non Sono assolutamente daccordo con il vostro giudizio dato sul il film.
Primo: non sò come fate a dire che è una sceneggiattura ignobile che mi sembra molto valida.
Secondo: Campata in aria e sconclusionata , ma quando mai??? per mè una storia strana ma bella, film girato bene con certi valori e non con delle stronzate tipo IL Patto dei Lupi, film orrendo...
Molti gidizi di altre persone sono d'accordo pienamente alla miaia
 

 

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