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| La Trama |
di Daniele Toninelli |
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Un gruppo di terroristi, tra preghiere e bombe da confezionare, sta per
affrontare il giorno più importante: quello del sacrificio finale. Sembra
un'alba qualsiasi quella che sta sorgendo a New York. Le operazioni di imbarco
sembrano compiersi nella norma per i tanti voli che
sono in partenza da Newark, anche per il gruppo di passeggeri che si sta imbarcando
sul volo United 93. Pare un giorno che scorrerà nel più ordinario dei modi, al
centro di controllo voli di Boston, e invece qualcosa comincia ad andare storto,
qualche aereo comincia a sfuggire dal controllo ed a modificare la propria
rotta, qualche voce gracchiante, attraverso gli altoparlanti, comincia a far
nascere preoccupazione. Sembra un giorno come tanti altri, per gli americani che si stanno
svegliando e si stanno recando al lavoro, e invece sarà una giornata
funestamente fondamentale per tutta l'umanità, un giorno dove l'odio più
irresponsabile ed irragionevole si tramuta, per tutto il mondo, in paura
paralizzante, in sconcerto, in dolore. E' l'11 Settembre 2001.
| Secondo me… (la recensione) |
di Daniele Toninelli |
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Agghiacciante. Basta una sola parola a sintetizzare l'impressione che ha
suscitato in me la visione di "United 93" del regista Greengrass,
già notevole in "Sunday Blody Sunday". La pellicola non lascia
respiro, attanaglia dall'inizio alla fine, inchioda alla poltrona e
costringe a rivivere momenti che fanno ormai parte della storia dell'umanità e
di ciascuno di noi. Obbliga a riflettere, fa prendere in considerazione quanto
la mente umana possa essere irragionevole, quanto odio autodistruttivo possa
generare, colpendo persone innocenti che nulla hanno a che fare con una guerra
di religione che non trova giustificazioni nè scuse.
Il tutto
è narrato con uno stile essenziale, senza fronzoli: la camera
a mano contribuisce a farci immergere nella realtà dei fatti, dà un contributo
essenziale alla connotazione documentaristica del film,
riproducendo esattamente quello che sarebbe il comportamento del nostro sguardo
nel caso ci trovassimo in una situazione del genere, sfuggendo nervosamente da
una parte all'altra. E questo contribuisce a calarci completamente nella
storia che si sta raccontando, come se noi stessi, attraverso la cinepresa,
fossimo parte del racconto.
Quando detto, però, non
deve fare pensare che tutto sia lasciato al caso. Sembra che la cinepresa sia
mandata allo sbaraglio, subisca movimenti casuali, quasi nervosi; in realtà nulla è
lasciato al caso. Ogni inquadratura, ogni movimento di macchina è ben calibrato
e finalizzato ad accentuare la naturalezza della scena. Essenziale la funzione
del montaggio: sincopatico, ipercinetico, ma perfettamente funzionale alla
storia. Uno dei migliori montaggi che io abbia mai visto al cinema. Ai livelli
dell'opera magistrale realizzata da Pietro Scalia (premiata con l'Oscar) in "JFK - Un caso ancora
aperto" (a mio parere il film col migliore montaggio nella storia del cinema).
Lo sguardo di Greengrass è scientifico, asettico, non partecipe (al
dolore). Tutto è all'insegna dell'essenzialità. Anche i personaggi sono tratteggiati con
pochi accenni nel proprio ambiente di lavoro oppure attraverso poche
parole ascoltate quasi per caso e di sfuggita (come succede nelle fasi
dell'imbarco). In
effetti è ciò che capita frequentando un aeroporto: conosciamo (poco) delle persone che
ci circondano e che si imbarcheranno su un volo solo attraverso brevi e frammentari accenni, magari attraverso lo scambio di un paio di battute. Anche i terroristi
non vengono giudicati, non vengono mai ritratti come fossero spietati ed
irragionevoli assassini (è lo spettatore che arriva a trarre questa
conseguenza), ma vengono immortalati, nell'ambito di compiere la propria
sciagurata missione suicida, con il tremore e le esitazioni di ogni essere
umano e forse con qualche ripensamento che si intravede tra le pieghe dei volti
tirati. Il regista e gli sceneggiatori non vogliono rendere i personaggi
antipatici o simpatici, non vogliono costringere il pubblico ad affezionarsi
alle vittime ignare per dare l'idea di quanto grave
sarà la perdita delle loro vite. Il film è completamente
privo di qualsiasi forma di retorica o patriottismo (bastano i fatti!) ed elude
tutte quelle trappole in cui sarebbe stato facile cadere per un cineasta
qualunque. Forse ha giovato il fatto che il progetto sia di un regista inglese; vedremo cosa
succederà con il film di Oliver Stone che avrà per protagonista i pompieri
newyorkesi.
L'essenzialità della narrazione deriva anche dalla completa assenza di dialoghi
artificiosi o predicozzi affidati ai personaggi. Per la essenzialità dei
dialoghi "United 93" può essere, in un certo senso, anche
accostato ad un film d'azione, con in più la crudezza di un documentario. Nessuna "morale della favola".
Ognuno saprà trarre la propria.
Mi sono chiesto se il fatto di essere stato così impressionato potesse essere una conseguenza più di aver vissuto i tragici fatti che il film ripercorre che della reale efficacia narrativa del film. Forse per me è impossibile scindere le due cose. Ma quello di cui sono sicuro è che "United 93" ha saputo scuotermi e sconvolgermi nel profondo come poche pellicole hanno saputo fare. Mi ha fatto rivivere momenti tragici, di terrore, in cui il mondo si è fermato. A riflettere, ad arrabbiarsi, a piangere. Ho potuto rivivere, da un altro punto di vista (forse più completo) quei tragici avvenimenti. Greengrass ha saputo integrare perfettamente la mia esperienza personale (e, forse, quella di molte altre persone) con una scansione temporale implacabile e perfetta. E lo ha fatto, onore al merito, scegliendo di non coinvolgere nel progetto attori molto particolarmente noti, ma scritturando persone (nel parte di se stesse, come dichiarato nei titoli di coda) che quelle esperienze le hanno vissute sulla propria pelle.
La Storia (nella sua versione
più agghiacciante) e la ricostruzione degli avvenimenti di quel tragico 11
Settembre 2001 non poteva essere documentata, consegnata ai posteri, in forma migliore. Non poteva trovare
un mezzo di espressione più sincero e credibile di questo film di Greengrass.
"United 93" rimarrà un monumento alla vita di quelle persone normalissime
che, pur rendendosi conto di essere in trappola, di non avere scampo, hanno
saputo trovare nel proprio cuore e nella propria intelligenza la forza per
riscattarsi, per ribellarsi, per giocare il tutto per tutto, per tentare di salvare, senza
mai arrendersi e fino in fondo, la cosa più cara che Dio ci ha donato, la Vita,
la propria e quella degli altri.
Daniele Toninelli
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7,90 / 10 |
Medio-Bassi / Medio-Alti |
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uscita, visione, pubblicazione scheda, ... |
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Visione del Film |
Luogo Visione |
Pubblicazione Scheda |
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06 - 07 - 2006 |
08 - 07 - 2006 |
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09 - 06 - 2006 |
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| Nickname | passerotto | Data | 04-09-2006 |
| Commento |
Ti invito ad andare a vedere questo sito www.luogocomune.net nella sezione video e capirai che questo volo e questa storia è stata una manipolazione mediatica .....vedere, constatare e poi tirarne le conclusioni.......il film è solo propaganda...... |
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