|
![]() |
|
|||||
| uscita film: |
15-12-2006 |
visione film: |
29-01-2007 |
scheda: |
04-02-2007 |
||
Un'Ottima Annata |
Recensione di Daniele Toninelli |
|
| Voto | 5,30 | |
|
la locandina
|
Genere |
Commedia | |
Titolo Originale |
A Good Year | ||
Nazionalità |
USA | ||
Anno |
2006 | ||
Durata |
1 h, 58' |
||
Regia |
Ridley Scott | ||
Interpreti |
Russell Crowe, Mitchell Mullen, Marion Cotillard, Albert Finney | ||
|
Accusato di essere una folcoristica cartolina di una Francia che non esiste più, in realtà il film che ha fatto riunire, dopo “Il Gladiatore”, Ridley Scott e Russel Crowe nasconde ben altri, più grossi problemi. Un agente che coordina un gruppo di traders, un vero squalo della finanza londinese (Russell Crowe) riceve la notizia della scomparsa del tanto amato zio (che pure non vede da molti anni). L’eredità (un podere attorniato da vigneti, nella campagna francese) è la scusa per tornare in quei luoghi da favola, dove spesso, da piccolo, il protagonista aveva vissuto in compagnia dello zio, tra buon vino e belle donne. In un primo momento l’intenzione sarà quella di vendere tutto ricavando il maggior numero di soldi possibile, ma poi le intenzioni, complice un incontro galante, cominceranno a cambiare... “Un Ottima Annata” è un film eccessivo (ed eccessivamente fastidioso) sotto molto punti di vista. Più che il ritratto aulico, forse eccessivamente idealizzato (basta notare le luci, le atmosfere soffuse e fiabesche, i suoni) della campagna francese, disturba l’insensata stupidità di alcune scene e di alcune scelte narrative che nulla sembrano avere a che fare con il resto (l’accelerazione di alcune sequenze, il montaggio eccessivamente frammentato e ipercinetico, anche senza che un suo uso sia giustificato dalle circostanze) e la ridicolaggine che sembra permeare quasi tutti i dialoghi. Pessima sceneggiatura: il film rimane sempre sospeso tra il ridicolo e il tentativo di essere spiritoso e frizzante, ma propende quasi sempre sul primo dei due versanti. E poi c’è Russel Crowe, di solito ottimo attore, ma qui… Crowe non ha freni, esaspera fuori misura ogni gesto, sottolinea in modo fastidioso ogni emozione, vuole a tutti i costi essere simpatico, e invece si rende ridicolo (e contribuisce nel processo di ridicolizzazione del suo personaggio e della pellicola più di quanto gli sceneggiatori abbiano saputo fare). Gli ingredienti giusti (storia, attori, ambientazione, regista di buona fama) ci sono tutti, eppure ciascuno tende irrimediabilmente all’eccesso, e alla fine si ha una sensazione quasi di nausea. In “Un’Ottima Annata” c’è di tutto, di troppo, al limite della sopportazione. | |||
| Ideale per... |
Contemplare i paesaggi francesi e il casolare in cui la storia è ambientata: sono fotografati in modo eccellente e pare quasi di essere immersi in una fiaba. Peccato per tutto il resto. | ||
| La scena topica |
Il protagonista sta rivangando i propri ricordi: la giovinezza, i giochi con lo zio, … e si trova intrappolato nella piscina della tenuta. | ||