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Piergiorgio Ravasio

 

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 Scheda tecnica

World Trade Center

Regia

Oliver Stone

Genere

Drammatico

Anno

2006

Nazionalità

USA

Interpreti

Nicolas Cage, Michael Pena, Jay Hernandez, Armando Riesco, Maria
Bello, Maggie Gyllenhaal, Donna Murphy, Patti D'Arbanville

Titolo Originale

World Trade Center

Durata

2 h, 05 '

Produzione

Paramount Pictures, Double Feature Films, Intermedia Films

Distribuzione

UIP

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di Piergiorgio Ravasio

 

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La Classifica di Movie Maniac: "MM Parade"

10-10-2006

13-10-2006

 

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La Trama / L'Opinione

di Piergiorgio Ravasio

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        11 Settembre 2001. Una giornata apparentemente calma, insolitamente consuetudinaria, nel concitato ritmo giornaliero della New York contemporanea. Will Jimeno, un agente del Dipartimento di Polizia di Port Authority, che sacrifica una giornata di svago, rinunciando al suo hobby preferito, per recarsi al lavoro. Il Sergente John McLoughlin, collega nello stesso reparto, immerso nel traffico di tutti i giorni, per raggiungere il posto di lavoro. Quello, però, non sarebbe mai stato un giorno come tutti gli altri.

        Una squadra di primo soccorso parte immediatamente alla volta del World Trade Center. Cinque uomini, tra cui McLoughlin e Jimeno, si introducono personalmente all'interno dei grattacieli, restando inevitabilmente intrappolati fra le macerie, dopo il crollo delle torri. Sepolti sotto metri di lastre di cemento e lamiere contorte, i due agenti riescono miracolosamente a sopravvivere. Nonostante le macerie impediscono loro di vedersi, ognuno sente che l'altro è ancora vivo e nelle 12 ore successive McLoughlin e Jimeno si tengono in vita parlando delle loro famiglie, della loro vita nella polizia, delle loro speranze e delle loro delusioni.

        Questa storia è la trama del nuovo film di Oliver Stone: "World Trade Center". Un film che racconta anche l'angosciosa attesa di mogli, figli e genitori, sprofondati nella disperazione, senza la possibilità di ricevere alcun messaggio o informazione da parte dei loro cari. Gli eventi che scorrono sullo schermo non hanno certamente la pretesa di essere esaustivi del terribile avvenimento che ha scosso il mondo intero. La storia di John e Will, e di tutta la gente che li ha salvati, è solo "una" delle storie dell'11 settembre. Tuttavia ben riflette gli eventi terribili di quel tragico giorno, in cui tutti si sono messi in gioco per aiutare gli altri. L'eroismo presente nella storia diventa il lampante esempio della migliore umanità di cui è capace l'essere umano nei momenti più tragici della vita. E il regista Stone vuole proprio rimarcare questo aspetto: non realizza un film politico, non si schiera dalla parte dell'attentato terroristico piuttosto che di un complotto abilmente orchestrato, bensì racconta una vicenda profondamente umana, di coraggio e di sopravvivenza.

        Cosa tiene in vita una persona sepolta sotto le macerie? Cosa la fa sopravvivere in quelle circostanze? Che ne sarebbe stato dei due agenti se non fossero stati in grado di comunicare l'uno con l'altro, di pensare alle proprie famiglie?

        Stone, che già in "Platoon" e "Nato il 4 luglio", aveva esplorato il tema del "gruppo", degli uomini che, in determinate circostanze, agiscono al meglio per servire il proprio paese, qui vuole invece raccontare l'11 settembre da un punto di vista più piccolo ed intimo. La storia di John e Will, in questo modo, non si traduce in un piatto resoconto di quel fatidico giorno (e molti spettatori, probabilmente, ne rimarranno delusi). Il film vuole insegnare che qualcosa di positivo può nascere anche da una situazione di totale disperazione. In questo senso la pellicola intreccia la dimensione della realtà con quella della spiritualità (vedasi il sogno dell'immagine di Cristo durante le ore in attesa dei soccorsi).

        Chi spera in appariscenti scene spettacolari, allusioni politiche o situazioni compassionevoli, rimarrà certamente insoddisfatto. Anche l'intenzione di non inquadrare la scena dello schianto degli aerei è volutamente risparmiata agli occhi dello spettatore, lasciando quegli aspetti al ricordo e alle sensazioni che ognuno ha vissuto singolarmente. Il proposito del regista è ben altro: nel giorno in cui tutti noi abbiamo rischiato di perdere la fiducia nell'umanità, questi uomini ci hanno aiutato a ritrovare un senso nella vita.

Piergiorgio Ravasio

Vedi anche la pillola di Daniele T.

 

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