Settembre 2001

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Save the Last Dance | |
Scheda | ||
Regia |
Thomas Carter | |
Genere |
Drammatico | |
Anno |
2001 | |
Nazionalità |
USA | |
Interpreti |
Julia Stiles, Sean Patrick Thomas, Fredro Starr | |
Titolo Originale |
Save the Last Dance | |
Durata |
1 h, 52' | |
| 6,85 / 10 |
Il Plot
Sara, una ragazza che vive per la danza classica, dopo la perdita della madre decide di abbandonare la propria passione e va a vivere col padre in un ghetto nero di Chicago.
Secondo
me…
"Save the Last Dance" è un film che funziona solo a fasi alterne: non è adatto ad ogni tipo di pubblico e non è riuscito in ogni suo momento.
Per quanto riguarda il primo aspetto, si tratta di una produzione rivolta essenzialmente a spettatori giovani: è prodotto da MTV per la MTV-generation, è intriso completamente di brani hip-hop (tanto che uno stralcio di danza classica è parsa quasi un'ancora di salvezza), lo slang giovanile da ghetto è ostentato un po' artificiosamente in ogni scena, è interpretato da giovani star non troppo conosciute in cui il pubblico si possa facilmente identificare. Inoltre, il target di questo prodotto è prevalentemente femminile: la storia sembra essere stata scritta apposta per commuovere il gentil sesso (e, in alcune occasioni, sembra calcare la mano un po' troppo su questo aspetto). Concludendo, è proprio il pubblico femminile ad essere maggiormente coinvolto e a partecipare, unitamente commosso, alle vicende della ragazza.
Inoltre, il film non funziona perfettamente in ogni sua parte, dato che si alternano scene in cui ci si alzerebbe a ballare con i giovani protagonisti, momenti di lentezza e conseguente noia, sequenze dal ritmo forsennato e dal montaggio coinvolgente (l'esibizione finale), scene in cui ci si sente un po' fuori luogo (come quando in discoteca si sta seduti a guardare gli altri che ballano). Un ulteriore aggravante sono le canzoni hip-hop che, pur essendo molto belle, alla lunga stancano un orecchio poco abituato all'ascolto di questo tipo di musica come il nostro (o almeno il mio).
Il film però ha anche alcune parti interessanti. Riesce a dipingere uno spaccato della vita di un ghetto nero di una grossa metropoli statunitense come Chicago, evidenzia la difficoltà di ambientarsi in una cultura e in una "società" estranea alla propria in cui ci si trova a vivere, descrive le scaramucce (o guerre?) tra bande che esplodono quando l'unica cosa che si vuole preservare del proprio futuro è il proprio orgoglio, la vita scolastica, il problema del possesso e dell'uso troppo disinvolto delle armi da fuoco (le perquisizioni prima di entrare negli edifici scolastici),... E poi, per una volta, il soggetto del razzismo è la parte nera della società (la difficoltà di poter accettare una coppia mista e i problemi che ne derivano stavolta scaturiscono da parte delle persone di colore e sembrano accettati di buon grado dal padre di Sara).
A "Save the Last Dance" manca però la capacità di coinvolgere che, invece, aveva "Billy Elliot", il brio che permeava quest'ultimo film, la carica di simpatia del suo giovane protagonista, la maggiore presenza carismatica delle figure di contorno (ricordate la nonna di Billy o la sua maestra di danza? Fanno sfigurare gli amici di Sara). Anche quando il film tratta tematiche serie, si è meno partecipi ai drammi personali di quanto succedeva con gli operai di "Billy Elliot".
Pur non essendo niente male, il film non riesce, insomma, a catturare completamente. E, in alcuni momenti di stanca, immerso in quella città e con lo sfondo dei grattacieli di Chicago, le immagini del film di Thomas Carter non sono riuscite ad impedirmi di ripensare al più terrificante, scioccante, sconvolgente, vergognoso e disumano film horror che io abbia mai visto in tutta la mia vita: la giornata apocalittica che New York e tutto il mondo hanno vissuto ieri, Martedì 11 Settembre 2001.
Il sito ufficiale del film
http://www.savethelastdance.com/
Visione del film 12/9/00 Recensione 12/9/00
I Voti degli Altri
La nostra classifica |
Ciak |
Corriere della Sera |
International Movie Data Base |
Incassi |
| 6,85 / 10
Così così |
6,20 / 10 | Alti |
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