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          Agosto 2002         

We Were Soldiers 

- Fino all'ultimo uomo

Scheda               

Regia

Randall Wallace

Genere

Guerra

Anno

2002

Nazionalità

USA

Interpreti

Mel Gibson, Madeleine Stowe, Greg Kinnear

Titolo Originale

We Were Soldiers

Durata

2 h, 18 '

Il Voto                                    

6,00 /  10

Il Plot

        Hal Moore, un colonnello dell'esercito degli Stati Uniti, viene mandato con un gruppo di (giovani) militari scelti incontro ad una delle più violente battaglie affrontate dalle forze armate statunitensi: la battaglia nella Drang Valley (la Valle della Morte). Siamo in Vietnam, e il nostro eroe farà di tutto per non lasciarsi alle spalle nessuno dei suoi uomini, "vivo o morto che sia".

Secondo me… 

        Forse ormai sono stati girati troppi film di guerra, o forse questo filone cinematografico non ha più niente da dire. O, almeno, questa è l'impressione che mi sono fatto vedendo "We Were Soldiers - Fino all'ultimo uomo"

        "Salvate il Soldato Ryan" aveva aperto la pagina di crudo realismo per i film bellici, e, prima di sconfinare in un patriottismo un po' troppo esasperato, resta un capolavoro che fotografa una importante pagina storica; "Il Nemico alle Porte" aveva reso protagonista lo scontro, il gioco psicologico tra due leader degli opposti schieramenti; "La Sottile Linea Rossa" aveva esplorato il lato intimista della guerra, era un film molto complesso, quasi un trattato filosofico della guerra; "Black Hawk Down" era quasi un reportage giornalistico su una delle più cocenti ferite dell'esercito USA, e poi era montato da Scalia; "Apocalypse Now" aveva analizzato l'aspetto deviante della guerra, il suo "lato oscuro";... e potrei continuare ancora per molto. Il problema di questo film di Randall Wallace è che non sembra essere in grado di differenziarsi da tanti film precedenti, o come tanti film precedenti.

        C'è il tema della famiglia. E sembra che Mel Gibson si trovi a proprio agio tra una ciurma di marmocchi (come era successo in "Il Patriota" e come è nella vita reale). Ma qui la famiglia è intesa anche in un altro senso: il plotone di fanteria affidato al comando del colonnello Moore (Gibson). Peccato che questo personaggio, a furia di fare predicozzi, a furia di dispensare buoni consigli da buon vecchio padre ai propri uomini dall'inizio alla fine del film, a furia di restare in piedi senza mai essere sfiorato da una pallottola, senza mai avere un graffio, risulti quasi irritante, costruito e falso. I momenti di humor che gli sono affidati, alcuni dei quali basati sulla presenza della spalla (l'altro ufficiale anziano del gruppo), non fanno presa sul pubblico. E non servono a dare spessore al personaggio, non contribuiscono a renderlo simpatico.

          E poi ci sono tanti elementi ripresi dal passato. Il reporter che decide di andare sul campo di battaglia a rischio della pelle era presente in numerosi altri film. Come il buon padre di famiglia, il giovane simpatico che il protagonista si prende a cuore e che, ahimè!, prevedibilmente non farà più ritorno a casa; come i flash che rimandano alle reazioni delle donne che aspettano a casa di ricevere per telegramma notizie molto brutte (qui poi ci sono due donne che decidono di fare i corvacci del malaugurio...). 

        Il tutto immerso in una sceneggiatura che presenta qualche difettuccio qua e la e che, a discapito della linearità della trama, punta tutto su spari, dettagli macabri e esplosioni. In queste situazioni la cinepresa entra nello spettacolo, l'obiettivo si tinge di rosso per le macchi di sangue e sembra quasi di essere colpiti dalle schegge delle esplosioni. Ma, alla fine, si è un po' stufi di queste battaglie e non si vede l'ora che tutto si concluda.

        E poi, come ciliegina sulla torta, non manca un po' di retorica all'americana, come la chiama il mio collega Mauro. Passino i monumenti ai caduti; ma un nemico che pianta la bandiera a stelle e strisce è un po' una esagerazione. E il nemico come al solito è il diavolo, resta come al solito nell'ombra, sembra non avere motivazioni valide per combattere, se non quella di fare fuori gli eroi americani. Loro gli ostaggi li uccidono, noi li prendiamo come prigionieri!

        Comunque, alla fine sarò buono. Dato che il regista riesce a fare scorrere abbastanza velocemente, a parte qualche sporadica caduta, la visione del film (ben 2 ore e 18 minuti di pellicola), soprattutto grazie ad un rapido montaggio, e dato che riesce comunque a catturare l'attenzione per tutto questo tempo, sarò magnanimo nell'assegnare al film una sufficienza, anche se un po' stiracchiata. Ideale la visione per chi non ha visto molti altri film di guerra, gli altri si devono accontentare.

        Concludendo il discorso iniziale, se i film di guerra non hanno più niente da dire (come sembra dimostrare questo), spero che trovino, come non ha saputo fare "We Were Soldiers" , un nuovo modo di raccontare cose già dette.

         Daniele T.

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Il sito ufficiale del film

www.medusa.it

Visione del film 11/8/02

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La nostra classifica

Ciak

Corriere della Sera

International Movie Data Base

Incassi (USA - Italia)

6,38 / 10

Così Così

**1/2 / 5

 Deboluccio

** / 5

 Così Così

7,40 / 10 Medi - Bassini

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