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Il vino nei film scorre ad ettolitri, dal Bordeaux al Chianti, dallo Champagne al Lambrusco, ma chi mai avrebbe pensato che proprio una regione italiana sarebbe andata alla ribalta sul grande schermo grazie ai suoi vini ?
Eppure questa particolare alchimia è divenuta realtà in Piemonte.

 

 Vino, patate e mele rosse
"Il vino parla."
Così l'autrice inglese, Joanne Harris, inizia il suo romanzo "Vino, patate e mele rosse" che arriverà presto sugli schermi di tutto il mondo.
" Quando abbiamo letto il romanzo di Joanne Harris", ha spiegato il presidente della Eagle Pictures, Giampaolo Sodano, "siamo rimasti colpiti da una storia raccontata attraverso le parole di sei bottiglie di vecchio vino. Abbiamo pensato che la location più affascinante per questa favola moderna che narra la magia del vino fosse quella che si trova sulle colline delle Langhe: un luogo in cui il vino è la storia stessa di queste terre".
E così grazie alla collaborazione tra la Eagle
Pictures e l'Enoteca del Piemonte, proprio questo mese, in contemporanea con la vendemmia, inizieranno le riprese di "Vino, patate e mele rosse".
Un'idea di marketing, che lega prodotti e territori di grande tradizione viti-vinicola ed è utile a vincere la sfida sui mercati. Il progetto è relativo allo sviluppo ed alla valorizzazione internazionale dei prodotti enogastronomici, della cultura locale, del patrimonio artistico e monumentale, ma rappresenta anche l'inizio di un progetto molto più ampio che prevede la creazione di legami sempre più forti tra l'audiovisivo italiano ed il "made in Italy", dalla moda, al vino, alla cultura da esportare.

E così, mentre in Italia viene prodotto un film per promuovere ed esportare il vino, oltreoceano, negli USA, accade il contrario: si produce e si vende vino per realizzare un film.

Il vino ad Hollywood
"Ho salvato la mia vita con la mia etichetta di vini. Per fortuna la gente ogni anno beve più o meno la stessa quantità di vino, mentre il pubblico di un film è un'incognita. Il vino mi dà i soldi necessari per produrre il mio film da solo.", risponde Francis Ford Coppola al giornalista che gli chiede come possa sostenere uno sforzo economico tanto grande quanto quello della produzione del sua prossima pellicola "Megalopolis".
Il regista negli anni '60 acquistò a Napa Valley l'azienda vitivinicola fondata nel 1879 dal capitano finlandese Gustave Niebaum ed è riuscito ha conquistare pubblico e critica con il suo "Rubicon Niebaum", un rosso taglio bordolese, concentrato, complesso e molto elegante.

Di certo Coppola rappresenta un'eccezione ad Hollywood, poiché le star hollywoodiane di regola non producono vino, piuttosto lo bevono e proprio loro sono state il termometro del grande cambiamento di tendenza avvenuto nel mercato americano, dove i vini italiani hanno sorpassato quelli francesi.
Cosi, oggi, per essere alla moda negli USA devi bere italiano.
Il magazine online, "Metropolitanpost.com", fa i nomi dei neo convertiti al Barolo ed al Brunello di Montalcino, mentre la rivista statunitense "Advertising" afferma che questa svolta equivale ad una campagna pubblicitaria di decine di milioni di dollari.

Gli appetiti e le manie delle star hollywoodiane sono particolarmente scatenati e variegati.
"La Repubblica" e "La Stampa" riportano che la nuova moda è quella di fare il bagno nel vino rosso italiano. Angelina Jolie infatti sembra convinta delle virtù cosmetiche dell'uva, preferendo per questa strana attività l'esclusivo Montesodi, con qualche digressione per il Barbera d'Asti.
Invece sul mensile "Stars" scrivono che le sue colleghe, da Julia Roberts a Jennifer Lopez, fino a Sigourney Weaver fanno il bagno in una vasca completamente riempita di vino, rigorosamente italiano, meglio se bianco e toscano , per mantenere la pelle, particolarmente stressata dal trucco, giovane e perfettamente idratata.

Si continua, poi, con uno degli ultimi capricci, diventato ormai un trend , ossia quello di scegliere il vino solo se consono al proprio segno zodiacale. Non c'è party ad Hollywood in cui, prima di invitare l'ospite VIP non gli si chieda una mappa astrologica per individuare il vino a lui più consono, tanto che sulla rivista "Metropolitan Post" hanno pubblicato la lista degli abbinamenti "enozodiacali" ideata da Pino Dimastrodonato con la consulenza dell'astrologa Susy Grossi. Ad inaugurare l'insolita tendenza è stato Mickey Rourke e dietro di lui Michael Douglas e Catherine Zeta Jones.

E, invece, i divi del cinema del vecchio continente quali manie hanno in fatto di vini ?
Sandrelli e Depardieu , tra vigne e grande cinema
Da quest'altra parte dell'oceano, gli interpreti di grandi pellicole non cadono in eccessi, la loro più grande "mania" è quella di essere viticoltori di qualità.

Il mondo del vino per antonomasia è un mondo al maschile, anche se negli ultimi anni la situazione sta cambiando e si può parlare sempre più di "vino in rosa".
Ed, infatti, il nome del cinema italiano associabile alla produzione di vino di qualità, è quello di una delle attrici più apprezzate e più belle d'Italia, Stefania Sandrelli, la quale condivide con suo marito, Giovanni Soldati, non solo la passione per il cinema, ma anche quella per il vino, ed in particolare, per la vendemmia che ogni anno ha luogo presso la "Fattoria Villa di Nano", fra le colline senesi, e che dà vita a vini particolari, come il loro "Acino d'uva".

Trasferendoci, poi, dall'Italia alla Francia, ad Anjou, tra le vigne dello "Château de Tigné", si può incontrare un attore fra i più geniali e versatili che calchino attualmente le scene , di cui tutti conoscono i films, ma ben pochi sanno della sua innata passione e competenza per il mondo del vino, Gerard Depardieu.
Depardieu acquistò nel 1989 lo "Château de Tigné " , un antico maniero con 35 ettari di vigneto. Oggi il suo "vigneron" produce ben nove tipi di vino di rara tipicità e pienezza, tra cui spiccano le superbe cuvées "Cyrano" e "Mozart", due rossi di gran lignaggio, prodotti esclusivamente nelle grandi annate ed in limitata quantità.
Non ancora del tutto soddisfatto, nel 2001, questa volta assieme alla sua compagna, Carol Bouquet, ha acquistato una piccola tenuta in Contrada Serraglia sull'isola di Pantelleria e nello scorso inverno ha rinnovato i vigneti allo scopo di produrre una limitata quantità di Passito. Quest'anno per la prima volta imbottiglierà il moscato, che si chiamerà "Sanguedoro", ed il passito, che porterà il nome "Passito di Carole". Inoltre co-produrrà assieme alla casa vinicola siciliana Tasca D'almerita, proprietaria di Regalali, un altro Passito di Pantelleria, un vino di colore rosso ,dalle caratteristiche eccezionali. Una vera e propria scommessa: un "vine du garage" siciliano, vino di altissima qualità destinato ad un mercato molto selezionato. Il progetto coinvolgerà un appezzamento selezionato di un ettaro e mezzo dei 360 ettari complessivi dei vigneti di Regalali. A seconda della vendemmia, un quantitativo di 3000 bottiglie sarà prodotto ogni anno. La prima annata potrebbe essere prodotta già quest'anno. Un progetto sicuramente ambizioso, ma con tante possibilità di riuscita per la coppia Depardieu-Tasca D'Almerita.

I Vini 
di questo articolo

Chianti


Foto: 1993, Chianti Classico Riserva "Il Tarocco" - Torraccia

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Brunello di Montalcino


Foto: 1996, Brunello di Montalcino - Franco Biondi Santi Tenuta Greppo

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Bianchi Toscani


Foto: 1998, Marzocco - Avignonesi